Il dettaglio

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L’OSSERVAZIONE DI LE PEN SUL FAMIGERATO “DETTAGLIO” DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

di Mark Weber (2002)

Jean-Marie le Pen, capo del Fronte Nazionale francese, ha sbalordito il mondo lo scorso 21 Aprile, quando è arrivato secondo alle elezioni presidenziali francesi, riuscendo quindi a sfidare il presidente in carica Jacques Chirac al ballottaggio del 5 Maggio. La stampa è stata decisamente ostile verso questo nazionalista veterano della politica francese; egli è stato diffamato con delle palesi falsità. E’ stato ampiamente detto, ad esempio, che egli una volta ha liquidato l'”Olocausto” come un “dettaglio” della storia. Tipico a questo proposito è il rapporto, ampiamente pubblicizzato, dell’agenzia Associated Press, che ha detto ai suoi lettori che Le Pen “è tristemente noto per aver descritto l’Olocausto come un “dettaglio” della storia”. Anche la rinomata BBC ha ripetuto quest’affermazione.

Quali sono i fatti?

In due occasioni Le Pen ha parlato delle “camere a gas” naziste – non dell'”Olocausto” – come di un dettaglio (point de detail) della seconda guerra mondiale. Durante un’intervista del Settembre 1987 disse:

“Volete che dica che è una verità rivelata a cui tutti devono credere? Che è un obbligo morale? Io dico che ci sono storici che stanno discutendo queste questioni. Non sto dicendo che le camere a gas non sono esistite. Non le ho viste con i miei occhi. Non ho studiato la questione in modo particolare. ma credo che si tratti di un dettaglio (point de detail) della seconda guerra mondiale”.

In base alla legge Fabius-Gayssot del 1990, che proibisce di “contestare i crimini contro l’umanità” definiti dal Tribunale di Norimberga nel 1945-46, Le Pen venne rinviato a giudizio. Dopo una lunga battaglia processuale, venne condannato e multato di una cifra corrispondente a 200.000 dollari.

Dieci anni dopo, durante una visita a Monaco avvenuta il 5 Dicembre 1997, Le Pen venne interpellato sulla sua dichiarazione di 10 anni prima. Egli replicò dicendo che “non c’è niente di minimizzante o di sprezzante in quello che avevo detto”, e poi aggiunse: “Se prendete un libro di mille pagine sulla seconda guerra mondiale, in cui sono morte 50 milioni di persone, i campi di concentramento occupano due pagine, e le camere a gas da dieci a quindici righe, e questo è quello che ho definito un dettaglio”.

Diciassette organizzazioni – inclusi il Centro Simon Wiesenthal e il “Movimento contro il Razzismo e per l’Amicizia tra i Popoli” – risposero prontamente presentando querela. Il 26 Dicembre 1997 una corte di Parigi condannò Le Pen per questa seconda osservazione sul “dettaglio”. Gli ordinò di pagare una cifra corrispondente a 50.000 dollari, a pubblicare il testo della sentenza su una dozzina di giornali, e di pagare una grossa somma di denaro a undici delle associazioni che lo avevano querelato.

In un’intervista del Dicembre 1997, Le Pen disse che non avrebbe più parlato pubblicamente delle “camere a gas” naziste perché le opinioni non conformiste su questo argomento sono proibite per legge. “non risponderò più”, spiegò. “E’ un argomento tabù protetto dal codice penale e la sola opinione che può essere espressa è quella consentita dalla legge (http://www.ihr.org/jhr/v17/v17n2p14_Weber.html ).

Quello che nessun organo di stampa si è preso il disturbo di dire è che l’osservazione di Le Pen sul “dettaglio” è esatta. Come lo studioso revisionista francese Robert Faurisson ha notato, né Dwight Eisenhower nel suo libro di memorie di 559 pagine sulla seconda guerra mondiale – Crusade in Europe – né Winston Churchill nella sua storia in sei volumi della seconda guerra mondiale (4.448 pagine) né Charles de Gaulle nelle sue Mémoires de guerre (2.054 pagine) menzionano mai le “camere a gas” naziste, o il “genocidio” degli ebrei, o i “sei milioni” di vittime ebree della guerra (http://www.ihr.org/jhr/v17/v17n2p19_Faurisson.html ).

Quello che è davvero “famigerato” non è l’osservazione pertinente di Le Pen sulle camere a gas ma piuttosto il fatto che egli sia stato processato e condannato (in base ad un’orwelliana legge francese) per averla fatta e che i media abbiano distorto quello che Le Pen ha detto in realtà.

Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’i

ndirizzo: http://www.codoh.info/revisionist/comment/tr13lepen.html

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