Una pagina di S. Alfonso De’ Liguori contro il giudaismo talmudico

UNA PAGINA DI S. ALFOLSO DE’ LIGUORI CONTRO IL GIUDAISMO TALMUDICO

(Verità della fede contra i materialisti i deisti ed i settarii. Opera di S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Dottore e Fondatore della Congregazione del SS. Redentore, Roma, 1875, pp. 223-224, 356-357, 536-537).

 

La religione de’ giudei un tempo fu retta e santa, ma dopo ch’essi han rifiutata la nuova legge di grazia sono rimasti ciechi, e son caduti in mille inezie ed empietà.

Gli odierni ebrei (i quali oggidì son chiamati talmudisti, poiché hanno abbracciata la credenza del Talmud, libro, o sia legge piena di favole, di errori e di bestemmie) dicono che questa è un’altra legge, la quale fu data a Mosè a voce.

Pertanto gl’inventori del Talmud nel pubblicarlo ordinarono che tutte le cose ivi comandate si osservassero come leggi divine, ed imposero pena di morte a chi le negasse.

In quanto a’ misteri divini insegnano i talmudisti che Iddio in una parte della notte rugge come un lione, e dice: Oimè che distrussi la mia casa, e bruciai il mio tempio, e rendei schiavi i miei figli!

Dicono che nel giorno poi parte si mette a studiar la legge ed anche il Talmud, parte ad insegnar ai fanciulli che morirono bambini, e parte a giudicare il mondo; e nelle ultime tre ore si pone a divertirsi con un dragone chiamato Leviatan.

Dicono che Dio prima di creare il mondo, molti mondi faceva e li disfaceva; dopo averlo creato poi egli cavalca la notte sopra un Cherubino, e visita 18. mila mondi che ha creati.

Dicono che Dio disse una menzogna una volta per mettere pace tra Abramo e Sara.

Dicono che egli per aver diminuita la luce alla luna a confronto di quella data al sole, impose a Mosè che offerisse un bue in sacrificio, acciocché gli fosse perdonata questa colpa.

In quanto poi ai precetti morali, gli ebrei presenti dicono molti errori e sciocchezze, parte delle quali si noteranno nella terza parte del capo terzo (…)

Inoltre i giudei non possono aver più vera religione, mentre non hanno più scrittura divina, essendo stati i loro libri corrotti.

La loro scrittura oggi è il libro del Talmud scritto dai rabbini, i quali dicono che questa fu un’altra legge data a voce da Mosè; e pertanto gl’inventori del Talmud nel pubblicarlo ordinarono che tutte le cose ivi scritte si osservassero come leggi divine, ed imposero pena di morte a chi le negasse.

Ma bisogna sapere che questo libro è pieno di favole, di errori e di bestemmie.

In quanto ai misterj insegna che Dio tiene in cielo un luogo rimoto, dove in una parte della notte si ritira a piangere, ed ivi rugge come un lione dicendo: Oimè che distrussi la mia casa, e bruciai il tempio, e feci schiavi i miei figli!

Dice di più che il Signore quante volte pensa di aver permesso che il suo popolo sia stato così afflitto, tante volte si batte il petto, e manda due calde lagrime nell’oceano.

Dice che nel giorno parte si mette a studiar la legge ed anche il Talmud, parte ad insegnare ai fanciulli che muoiono prima dell’uso della ragione, e parte a giudicare il mondo, e nelle ultime tre ore si diverte con un dragone chiamato Leviatan.

Dice che Dio prima di creare il mondo, facea molti mondi e li disfaceva per imparare l’arte di fabbricare 18 mila mondi, che appresso ha creati, e che egli va poi visitando la notte cavalcando sopra di un cherubino.

Dice che Dio una volta ebbe a dire una menzogna, per metter pace fra Sara ed Abramo.

Dice che Dio per aver diminuita la luce alla luna, a confronto di quella che ha data al sole, impose a Mosè che offerisse in sacrificio un bue, acciocché gli fosse perdonata questa colpa.

Ove possono trovarsi inezie più sciocche e bestemmie più orrende di queste?

In quanto poi ai costumi, dice il Talmud che chi adora gl’idoli per amore o per timore, non pecca.

Dice che non pecca chi maledice i suoi genitori, anzi lo stesso Dio, purché non proferisca i nomi di Adonai, di Eloim, o di Sabaoth.

Dice che se uno lega il compagno, e così lo fa morir di fame, o lo gitta dinanzi ad un lione, è libero dalla morte; altrimenti poi se lo fa morir di fame senza legarlo, o se lo gitta avanti le mosche.

Dice che se un reo è condannato da tutti i giudici, è libero dalla morte; altrimenti poi se alcuno di essi lo condanna, ed alcuno no.

Dice di più che chi non lascia di mangiare tre volte in ogni sabato, certamente si salva.

Si leggono altre sciocchezze nel medesimo libro; ma queste bastano per vedere l’accecazione in cui sono caduti i presenti giudei in pena della loro ostinazione (…)

La religione ebraica fu vera un tempo prima della venuta del Messia, e questa ricevette allora la vera divina rivelazione; la quale prima fu da Dio comunicata a’ patriarchi e profeti di quel popolo, e poi fu registrata nelle sacre scritture e confermata da’ miracoli e dall’avveramento delle profezie.

Ma dopo la venuta del Messia, che fu Gesù Cristo, ella non è più religione, ma è divenuta una setta di empj e di ostinati, che sieguono a rifiutar il lor Redentore promesso, quantunque abbiano veduto avverarsi tutte le profezie fatte nelle divine scritture, che da essi medesimi sono a noi pervenute, nelle quali stava già predetto così il tempo della venuta del Messia, come il castigo che dovean patire in pena della loro ostinazione.

Oltreché al presente sieguono essi la legge del Talmud piena di errori e di bestemmie.

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