La giustizia annulla il rinvio a giudizio del truffatore Gregory Chelli, alias Ulcan

LA GIUSTIZIA ANNULLA IL RINVIO A GIUDIZIO DEL TRUFFATORE GRÉGORY CHELLI, ALIAS ULCAN[1]

Attaccare gli antisionisti o presunti tali dona tutti i diritti, soprattutto quando si è protetti dalla lobby sionista. Questo è ciò che succede al falso hacker ma vero agente sionista Ulcan che, secondo la stampa francese, totalmente sottomessa alla medesima lobby, era colpevole solo di “scherzi” telefonici. In fondo a questi scherzi, c’è stata la morte di un francese.

Poiché si trattava soprattutto di ferire, e persino di distruggere delle persone nella cerchia dei “nemici” del sionismo, l’organizzazione sionista – terrorista fin dalle origini – sceglie i suoi nemici e li attacca con tutti i mezzi possibili, legali e illegali. Tutto ciò riguarda i dissidenti francesi come i paesi non allineati al sionismo: tutti subiscono, ad un livello differente ma secondo un medesimo principio, la violenza sionista.

Questo spiega come Ulcan, questo criminale di piccolo calibro, abbia potuto esercitare questa violenza per così a lungo in una totale impunità.

Era sufficiente per questo che copiasse il suo metodo dalla politica della casta criminale al potere nell’entità israeliana, che assassina i suoi nemici politici, in realtà coloro che si oppongono al disegno del Grande Israele in tutto il mondo. Il loro numero è in continuo aumento. I criminali di Tel Aviv dovranno assassinare tutti gli uomini di buona volontà, tutti i cristiani e i musulmani che desiderano solo la pace? In questo giorno di Natale, della nascita di Cristo, egli stesso assassinato 2000 anni fa, la domanda è legittima.

Una giustizia francese completamente perversa

Per tornare alla Francia, e al suo triste governo, le cose sono chiare: gli oppositori al potere profondo sono perseguiti senza sosta, e senza alcun senso della misura, e cioè della giustizia. Quanto ai criminali sionisti, costoro non vengono perseguiti, e quando lo sono, le procedure finiscono nella sabbia. Tuttavia, i primi non hanno sangue sulle mani.

Bisogna avere del sangue sulle mani e l’odio nel cuore per essere difesi dalla giustizia?

Nell’articolo del Times of Israel che segue, si scopre che il criminale sionista è difeso dall’avvocato…Goldnadel, il cui senso della giustizia sembra sottomesso all’imperativo categorico sionista.

La famiglia della vittima in primo luogo, i francesi in secondo luogo aspettano che giustizia sia fatta, ed essa sarà fatta. In un modo o nell’altro, poiché la menzogna non può durare per sempre.

FRANCIA: IL RINVIO A GIUDIZIO DI UN HACKER FRANCO-ISRAELIANO ANNULLATO DALLA GIUSTIZIA

La Corte di Cassazione francese ha annullato il rinvio a giudizio dell’hacker franco-israeliano Ulcan, accusato di aver provocato la crisi cardiaca fatale del padre di un giornalista vittima delle sue molestie telefoniche nel 2014, secondo una sentenza consultata mercoledì dall’AFP. La corte di appello di Parigi dovrà quindi riesaminare gli sviluppi della procedura.

Residente in Israele, questo hacker di 38 anni, il cui vero nome è Gregory Chelli, aveva adito la più alta giurisdizione per contestare il suo rinvio a giudizio. Egli riteneva che gli argomenti della propria difesa, sulla legalità del mandato d’arresto emesso contro di lui nel 2015, non erano stati studiati.

Nell’estate del 2014, Ulcan, già conosciuto per i pericolosi scherzi del suo sito “VioVocal”, aveva preso di mira a due riprese i genitori di un giornalista del sito Rue89, Benoît Le Corre.

Piratando le loro linee [telefoniche], l’attivista aveva fatto loro credere alla morte del loro figlio. Inoltre, si era fatto passare presso la polizia per un uomo ricercato che aveva ucciso la sua donna e il suo figlioletto, fornendo l’indirizzo dei genitori del giornalista. Una ventina di poliziotti avevano circondato la casa alle 4.30 del mattino.

Quattro giorni più tardi, il padre del giornalista era vittima di un infarto e decedeva un mese e mezzo dopo.

Il 19 giugno 2019, un giudice istruttore aveva deciso di rinviare l’hacker a giudizio per “violenze volontarie con premeditazione che avevano comportato la morte senza intenzione di darla” e per ulteriori reati legati alle molestie inflitte alle altre vittime.

Ma nella sua sentenza del 16 dicembre, la Corte di cassazione ritiene che il giudice “non può emettere un mandato d’arresto contro una persona residente fuori del territorio della Repubblica, ma che non è in fuga, senza aver preso le misure necessarie per ascoltarlo, e senza aver valutato il carattere necessario e proporzionale di questa misura”.

La difesa aveva sottolineato che l’indirizzo di Chelli era conosciuto dalla giustizia, che l’aveva interrogato in Israele nel luglio 2015 nel corso di un’altra inchiesta.

Non avendo risposto a questi argomenti, “la corte di appello (…) non ha giustificato la sua decisione” di confermare il rinvio a giudizio, ha concluso la camera penale.

Non ho mai visto, nel corso della mia carriera, una procedura nella quale si è evitato a tal punto l’avvocato della difesa, dall’inizio alla fine”, ha denunciato Gilles-William Goldnadel, avvocato di Chelli.

Per l’avvocato della famiglia Le Corre, “questa strana decisione non corrisponde alla giurisprudenza”. “Cosa bisogna attendere? Che le parti civili siano morte per agire?”, si è commosso l’avvocato Antoine Comte, meravigliandosi che la Corte di cassazione non abbia tenuto conto della non esecuzione di un mandato di ricerca emesso nel 2014 e la richiesta di estradizione rivolta a Israele.

FINE DEGLI ARTICOLI DI ÉGALITÉ & RÉCONCILIATION E DEL TIMES OF ISRAEL

https://www.egaliteetreconciliation.fr/La-justice-annule-le-renvoi-aux-assises-de-l-escroc-sioniste-Gregory-Chelli-dit-Ulcan-62248.html

Commento di Bocage-Info: Complemento sull’affare Ulcan (Grégory Chelli)

Silenzio radio in quest’articolo sul fatto che il professor Faurisson e la sua famiglia sono stati le principali vittime del terrorista ebreo che avrebbe dovuto essere giudicato dalle Assise.

Nel documento seguente, il giornalista Pierre Haski ci fornisce un quadro sommario dei metodi del personaggio. Il cybercriminale Gregory Chelli non è che l’albero che nasconde la foresta e che sarebbe impotente senza certe complicità, come egli rivela nel suo articolo pubblicato dal sito rue89.nouvelobs.com, il 3 ottobre 2014 con il titolo:

“Tu sei una merda, tu pagherai questa sera: la mia conversazione con Ulcan” (estratto)

Giovedì 2 ottobre, 22.30. Il mio telefono fisso suona. Poiché nessun altro a parte i call-center mi chiama più sul mio telefono fisso, so in anticipo che si tratta di Gregory Chelli, alias Ulcan, lo pseudo-hacker franco-israeliano che imperversa da Israele. Egli si presenta e dice subito:

“Tu sei una merda, tu pagherai questa sera. So che tu hai avvertito la polizia, ma io ho altri mezzi, vedrai”.

Io resto silenzioso poiché so che egli registra tutto e che mette poi i frutti delle sue registrazioni in rete per vantarsi. L’ha fatto il giorno prima, nel modo più spregevole, quando ha chiamato Benoît Le Corre, giornalista di Rue89, per farsi beffe di lui dopo il decesso del padre che lo pseudo-hacker franco-israeliano aveva molestato l’estate scorsa”.

Riattacco, e aspetto che mi richiami. E lì, lo pseudo “re” degli scherzi vocali cade nella mia trappola grossolana!

Io, con una voce marziale: Commissariato del Decimo Distretto, buona sera”.

Lui, sorpreso, pensa che ho deviato il mio numero verso il commissariato. Egli sciorina a tutta velocità un codice di polizia, si presenta come una unità della BAC (Brigata anticriminalità, e aggiunge: “Siamo alla ricerca di un certo Haski”.

Io, che gioco alla parte dell’idiota, chiedendogli più volte cosa vuole.

Lui, si innervosisce e alza la voce: “Tu sai a chi stai parlando? Passami un ufficiale superiore”.

Io metto fine a questa conversazione assurda, che ha rivelato un piccolo esempio del metodo impiegato da questo individuo, rintanato dietro il suo computer a Ashdod, in Israele, per truffare la polizia. Egli dispone visibilmente di codici con i quali i poliziotti si identificano quando chiamano un altro servizio. Da dove li ha presi? Ecco un’inchiesta che la polizia francese farebbe bene a condurre rapidamente…

Leggere la testimonianza del professor Faurisson al seguente link:

https://www.andreacarancini.it/2021/01/robert-faurisson-il-caso-gregory-chelli/

Sul web in molti (anche Jean-Marie Le Pen) elogiano il negazionista Robert  Faurisson | MosaicoRobert Faurisson

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini.

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