Israele approva campo di detenzione per migranti africani

Israele approva campo di detenzione per migranti africani

ISRAELE APPROVA CAMPO DI DETENZIONE PER MIGRANTI AFRICANI[1]

Mark Weiss, da Gerusalemme, 29 novembre 2010

Israele costruirà un grande campo di detenzione nella parte meridionale del deserto del Negev per migliaia di migranti dall’Africa che sono entrati nel paese in cerca di lavoro.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto nella riunione settimanale del consiglio dei ministri che il provvedimento è un gesto di umanità inteso a fornire cibo, alloggio e assistenza medica agli “infiltrati” illegali fino a quando non saranno espulsi. “Non vogliamo arrestare chi fugge dalle guerre.

“Permettiamo loro di entrare e continueremo a farlo. Ma dobbiamo fermare l’immigrazione di massa degli infiltrati clandestini in cerca di lavoro, a causa delle pesanti ripercussioni che quest’immigrazione avrà sul carattere e sul futuro dello stato d’Israele”, ha detto.

Molti degli africani in cerca di un futuro migliore ora preferiscono rischiare l’ingresso in Israele, passando per il Sinai egiziano, piuttosto che il pericoloso viaggio in mare verso destinazioni europee. In questo stesso mese, Israele ha iniziato a recintare il suo confine con l’Egitto nel tentativo di tenere fuori i migranti africani, che sono arrivati a più di 34.000.

Netanyahu ha detto che il centro di detenzione pubblico, che sarà ultimato entro sei mesi, sarà simile ad analoghi centri per migranti costruiti in Spagna, Italia e Olanda.

Le associazioni umanitarie hanno condannato la decisione del governo, dicendo che non riuscirà a fermare la marea di migranti. Medici Senza Frontiere ha rilasciato una dichiarazione che ammonisce che la nuova struttura danneggerà la salute fisica e mentale dei migranti.

“Che delle vittime di torture, stupri, guerre e genocidi vengano imprigionate a tempo indeterminat, senza il controllo dell’autorità giudiziaria e contro il trattato internazionale sulla protezione dei rifugiati è una macchia di vergogna per lo stato d’Israele”.

Ma il ministro dell’Interno Eli Yishai ha ammonito che se la misura non fosse stata presa, le decine di migliaia di migranti sarebbero diventate alla fine un milione e avrebbero minacciato la maggioranza ebraica di Israele. Ha detto che solo una piccola minoranza sono veri rifugiati. “Dobbiamo fermare le persone che qui non possono stare, mettere in chiaro che qui non c’è lavoro, e rimandarli tutti indietro”, ha detto.
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2010/1129/1224284370678.html

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