
SAN TOMMASO E LA QUESTIONE EBRAICA
(S. Deploige, Saint Thomas et la question juive, Louvain, Institut supérieur de Philosophie, «Revue thomiste», 4, Septembre 1897, pp. 579-580).
L’autore è Simon Deploige, uno degli esponenti più illustri di quella giovane e brillante scuola di filosofi cristiani formati da mons. Mercier, già noto per parecchie sue pubblicazioni: Le Referendum en Suisse; La théorie thomiste de la propriété, etc., professore all’Università cattolica di Lovanio.
Eccone un riassunto.
«Esiste una questione ebraica poiché, disseminati per tutto il mondo, gli ebrei hanno in ogni paese un carattere religioso, nazionale ed economico che li isola».
Questione eminentemente complessa.
Scopo dell’autore: precisare la soluzione data da S. Tommaso d’Aquino e valutare il suo antisemitismo.
Due parole riassumono l’atteggiamento raccomandato ai cristiani da S. Tommaso riguardo agli ebrei religiosi: «Nessuna forma di ostilità, soltanto misure difensive. Libertà per gli ebrei. Protezione per i cristiani».
«Libertà per gli ebrei!». Dunque, 1° non bisogna usare violenza per convertirli al cristianesimo: credere è un atto di libera volontà; la violenza rende ipocriti, e non appartiene ai cristiani; dunque, 2° non si devono battezzare i figli degli ebrei se i genitori vi si oppongono: fintantoché non hanno l’uso del libero arbitrio, per diritto naturale i figli restano sotto la tutela dei genitori; non si può disporre di loro a proprio piacimento senza commettere ingiustizia. Quali pericoli del resto non avrebbe a correre più tardi la fede di tali battezzati?
Perciò, 3° lasciamo gli ebrei liberi di praticare il proprio culto, tanto più che i loro riti rendono testimonianza della nostra fede.
Ma al tempo stesso occorre difendere i cristiani dagli ebrei. Dunque, 1° si regolino e si limitino i rapporti tra gli uni e gli altri, di modo che siano ridotti allo stretto necessario, e la fede dei sempliciotti sia messa al riparo da ogni seduzione.
Dunque, 2° non si permetta che gli ebrei esercitino una qualunque autorità o forma di superiorità nella società cristiana, che farebbero «funzionare in modo sovversivo», poiché l’ideale, la divisa della società cristiana è: da Dio, a Dio, tramite il Cristo, mentre invece gli ebrei bestemmiano il Cristo.
Ad esempio, nell’applicare le leggi emanate contro gli ebrei dagli Stati cristiani, bisogna guardarsi dal ledere le prescrizioni superiori della legge naturale, contro la quale le leggi civili non possono giammai prevalere, nonché dall’agire troppo severamente.
Così, anche se la legge civile stabilisce che gli ebrei sono servi e come tali sfruttabili a piacimento, bisogna fare in modo di non esasperarli né inasprirli, né imporre loro nuovi gravami senza necessità, e lasciare sempre, per loro e le proprie famiglie, ciò che richiede una onesta sussistenza.
Lo Stato deve impedire che si abbandonino all’usura: se si sono arricchiti coi loro prestiti usurai, deve farli restituire, ma non già per beneficiare, esso Stato, di questa restituzione, ciò che significherebbe semplicemente sostituire un ladro all’altro, ma per fare rientrare in possesso dei loro beni le vittime dell’usura: oppure, se questo non è possibile, impiegare le somme recuperate in opere pie e in istituti di pubblica utilità.
E se i principi trovano difficoltà nel far restituire agli ebrei il maltolto, devono prendersela solo con se stessi; giacché, se volevano evitare queste grane, bastava obbligare gli ebrei a vivere come tutti gli altri di un lavoro onesto … Né debbono dimenticare che tutto ciò che hanno potuto ricevere dagli ebrei sotto forma di imposte, ammende e regali, non appartiene a loro: i principi non possono trattenere ciò che è frutto di usura; bisogna restituirlo …
Questo è l’antisemitismo professato da S. Tommaso nella Somma teologica e nel De regimine principum (Lettera alla duchessa di Brabante).
Deploige sa farne emergere la legittimità e la grande moderazione. Non manca neppure, quando parla dei diritti dell’ebreo padre di famiglia verso i propri figli, diritti così altamente proclamati da S. Tommaso in nome della legge naturale, di contrapporre questo vero liberalismo tomista al liberalismo bugiardo della falsa filosofia, e di mostrare come questi diritti sacri siano stati misconosciuti da Rousseau e sono indegnamente violati dallo Stato senza Dio che impone la Scuola senza Dio ai genitori cattolici.
Inoltre sottolinea puntualmente certe false idee attribuite a S. Tommaso da scrittori moderni che non l’hanno compreso e stabilisce un interessante paragone fra la dottrina di S. Tommaso e quella degli antisemiti più in vista del giorno d’oggi.
In conclusione esprime il desiderio che questi ultimi studino la soluzione del grande dottore, augurando agli ebrei «di non vedere il trionfo di soluzioni più severe».
A questi voti ne aggiungerei un altro: che lo studio di Deploige trovi un numero di lettori proporzionato alla sua importanza e al suo merito … (R.P. Coconnier).
__________
Cfr. S. Deploige, San Tommaso d’Aquino e la questione ebraica, Effepi, Genova, 2018.
Leave a comment