
GUERRA CONTRO L’IRAN: – LA CHIUSURA DEL MAR ROSSO
15 aprile 2026
Per rompere la situazione di stallo causata dal blocco statunitense, l’esercito iraniano ha annunciato che limiterà il traffico commerciale attraverso il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Mar d’Oman.
Non servirà molto all’Iran per raggiungere questo obiettivo. Basteranno alcuni attacchi con droni contro navi civili vicino ai paesi del Golfo Persico e alcune minacce da parte di Ansarallah in Yemen contro le navi nel Mar Rosso, per far lievitare i costi assicurativi a tal punto da rendere non redditizio qualsiasi traffico in quelle zone.
La zona di pericolo nell’area del Golfo Persico/Mar Arabico/Mar Rosso si è quindi estesa a una superficie molto più ampia.
Questa decisione bloccherà un’altra ingente quota di esportazioni petrolifere dalla regione.
L’Arabia Saudita aveva aggirato il controllo del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz imposto dall’Iran, deviando il petrolio attraverso il suo oleodotto est-ovest fino a Yanbu, nel Mar Rosso. Da lì vengono esportati circa 4-5 milioni di barili al giorno. La chiusura del Mar Rosso all’imboccatura meridionale bloccherà gran parte di questo traffico.

Marine Traffic segnala un gran numero di petroliere di grandi dimensioni (VLCC) nei pressi di Yanbu in attesa di essere caricate. Con l’uscita verso sud del Mar Rosso chiusa all’altezza di Bab al Mandeb (Porta delle Lacrime), queste navi, come avevo previsto un mese fa, sono intrappolate. Sono troppo grandi per fuggire verso nord attraverso il Canale di Suez.

La mossa iraniana non cambia la traiettoria del conflitto. La accelererà soltanto. Gli enormi danni economici causati dall’attacco non provocato degli Stati Uniti contro l’Iran sono ormai irreversibili. L’economia mondiale si sta avviando verso una grave depressione.
La carenza di petrolio e fertilizzanti sui mercati comporterà un crollo della domanda su vasta scala. Nel caso del petrolio, ciò si tradurrà in meno automobili, meno aria condizionata e meno aerei in circolazione. Ma la carenza di fertilizzanti significherà carestie e morti su vasta scala.
Solo una cessazione immediata del conflitto può impedire che si verifichino le conseguenze peggiori.
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