Dieudonné, Faurisson e l'”affaire Zénith”

Dieudonné, Faurisson e l'”affaire Zénith”

DIEUDONNE’ DIFENDE L'”ATTENTATO UMORISTICO”[1]

L’umorista è stato giudicato martedì 22 settembre per aver consegnato “il premio dell’infrequentabilità e dell’insolenza” allo storico revisionista prof. Robert Faurisson allo Zénith nel 2006. Rischia un anno di prigione con la condizionale e 10.000 euro di multa.

E’ con 25 minuti di ritardo che Dieudonné si è presentato, disteso e sorridente, al Tribunale di Grande Instance di Parigi, accompagnato dal suo avvocato, da quello di Robert Faurisson, dalle sue due guardie del corpo e da una trentina di sostenitori surriscaldati. Nella grande sala di udienza, affollata per l’occasione, l’ambiente era soffocante. L’umorista ha scelto di prendere lui stesso la sua difesa ed ha tenuto il microfono per circa un’ora e mezza. “Sono qui per fare il mio spettacolo, spero che verrete anche agli altri!” dice all’uditorio. Dietro di lui il suo pubblico si diverte. Cinque associazioni si sono presentate come parte civile al processo del comico, tra cui l’Unione degli Studenti Ebrei di Francia (UEJE), l’associazione “J’accuse”, la Lega per i Diritti dell’Uomo e S.O.S Racisme. “Lei sa che Robert Faurisson è un negazionista?” lo interroga l’avvocato di parte civile. “No”, risponde l’accusato senza battere ciglio. Quando il giudice gli chiede perché ha invitato lo storico al suo spettacolo, l’interessato risponde: “per servire un attentato umoristico” ai media. Media da lui giudicati troppo freddolosi nei suoi confronti. Interrogato sul significato del pigiama a righe portato sulla scena dal suo aiutante al momento della famosa consegna del premio, Dieudonné ricorda inizialmente un “pigiama a quadri”, poi, sorridendo, parla di “mancanza di mezzi” da parte della produzione.
Il dibattito segue su questo tono per circa 4 ore, interrotto a più riprese dalla richiesta del giudice di “arieggiare” un luogo reso irrespirabile. Tra i sostenitori conquistati dallo spettacolo e le parti civili oltraggiate da una “mala fede evidente”, la 17^ Chambre correctionelle si è trasformata durante il pomeriggio in una sala di spettacolo di dubbio gusto. “Deridendo, avvilendo – con una dose di sadismo – le sofferenze che la comunità ebraica ha patito, mi è sembrato che il sig. Dieudonné M’bala M’bala abbia ferito ed umiliato”, ha concluso il procuratore della Repubblica Anne de Fontette. Il magistrato ha chiesto per lui un anno di prigione con la condizionale e 10.000 euro di multa. La sentenza è prevista per il 27 ottobre.
[1] http://www.lexpress.fr/actualite/societe/religion/dieudonne-plaide-l-attentat-humoristique_789613.html

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