Come si costruivano le prove a Norimberga

Come si costruivano le prove a Norimberga

ILPROTOCOLLOHOSSBACH: LA DISTRUZIONE DI UNA LEGGENDA

Das Hossbach-“Protokoll”: Die Zerstoerung einer Legende, di Dankwart Kluge, Druffel Verlag, 1980, 168 pagine.

Recensito da Mark Weber (1983)[1]

Hitler, ci è stato detto ripetutamente, si era proposto di conquistare il mondo, o almeno l’Europa. Nel grande Tribunale postbellico di Norimberga, gli Alleati vittoriosi cercarono di provare che Hitler e i suoi accoliti intrapresero una sinistra “Cospirazione per condurre una guerra di aggressione”. Il reperto di prova più importante per sostenere tale accusa fu ed è un documento conosciuto come il “Protocollo Hossbach” o “Memorandum Hossbach”.

Il 5 Novembre del 1937, Hitler riunì pochi alti ufficiali per una conferenza nella cancelleria del Reich a Berlino: il Ministro della Guerra Werner von Blomberg, il Comandante dell’Esercito Werner von Fritsch, il Comandante della Marina Erich Raeder, il Comandante dell’Aviazione Hermann Göring, e il Ministro degli Esteri Konstantin von Neurath. Era presente anche il Colonnello conte Friedrich Hossbach, aiutante di Hitler.

Cinque giorni dopo, Hossbach scrisse a memoria un resoconto non autorizzato della riunione. Egli non aveva preso note durante la conferenza. Hossbach affermò dopo la guerra di aver chiesto due volte a Hitler di leggere il memorandum, ma il Cancelliere replicò che non aveva tempo. A quanto pare nessuno degli altri partecipanti conobbe mai l’esistenza del resoconto della conferenza fatto dal Colonnello. Né considerarono tale riunione particolarmente importante.

Pochi mesi dopo la conferenza, Hossbach venne trasferito ad altro incarico. Il suo manoscritto venne archiviato insieme a molti altri documenti e dimenticato. Nel 1943 il Colonnello conte Kirchbach, ufficiale di stato maggiore, trovò il manoscritto e ne fece una copia per sé stesso. Kirchbach lasciò l’originale di Hossbach in archivio e diede la copia in suo possesso a suo cognato, Victor von Martin, per sicurezza. Poco dopo la fine della guerra, Martin consegnò tale copia alle autorità alleate di occupazione, che la utilizzarono per produrne una versione sostanzialmente alterata come prova d’accusa a Norimberga. Vi si introdussero frasi inventate come quelle che attribuiscono a Hitler la seguente affermazione: “La questione tedesca può essere risolta solo con la forza”. Ma soprattutto, il documento presentato a Norimberga è lungo meno della metà del manoscritto di Hossbach. Sia l’originale scritto da Hossbach che la copia appartenuta a Kirchbach e a Martin sono totalmente (e opportunamente) scomparsi.

Secondo il documento attribuito a Hossbach e presentato a Norimberga – e da allora largamente citato – Hitler disse ai presenti che le sue considerazioni dovevano essere viste come un “testamento finale” nel caso dovesse morire. La parte più incriminata cita Hitler come se avesse detto che le forze armate avrebbero dovuto agire, al più tardi nel 1943-45, per conquistare lo “spazio vitale” (“Lebensraum”) di cui la Germania aveva bisogno. Ma se la Francia si fosse indebolita a causa di una crisi interna prima di quell’epoca, la Germania doveva agire contro la Repubblica Ceca (Boemia e Moravia). O, se la Francia fosse rimasta invischiata nella guerra (con l’Italia) in modo tale da non poter attaccare la Germania, allora la Germania si sarebbe dovuta impadronire contemporaneamente della Repubblica Ceca e dell’Austria. I presunti riferimenti di Hitler allo “spazio vitale” riguardano solo l’Austria e la Repubblica Ceca.

Quando Hitler andò al potere nel 1933, la Germania era militarmente alla mercè di potenze straniere ostili. Il riarmo era iniziato lentamente e all’inizio del 1937, a causa della mancanza di materie prime, i tre rami dell’esercito dovettero ridurre le spese. Tra i detti rami scoppiò una furibonda controversia per accaparrarsi le risorse rimanenti.

Contrariamente a quanto suggerito dal protocollo Hossbach, Hitler convocò la conferenza del 5 Novembre del 1937 in parte per indurre alla riconciliazione i vertici militari in lite, e in parte per riprendere il programma di riarmo della Germania. La politica estera era solo una questione accessoria. Hitler cercò di giustificare il bisogno di ricostruire la forza militare tedesca presentando, in modo esagerato e ipotetico, diverse situazioni di crisi all’estero che avrebbero richiesto un’azione militare, nessuna delle quali si verificò davvero. Hitler non annunciò un nuovo corso della politica estera tedesca, ancora meno un programma di guerra aggressiva.

A Norimberga Göring testimoniò che Hitler gli aveva detto privatamente poco prima della conferenza che lo scopo principale della convocazione di tale riunione era di “mettere pressione al Generale von Fritsch, poiché egli (Hitler) era insoddisfatto delle operazioni di riarmo”. Raeder confermò la dichiarazione di Göring.

Come altri conservatori aristocratici e tradizionalisti, Hossbach diventò un aspro oppositore di Hitler e del regime nazionalsocialista. Fu intimo amico del Generale Ludwig Beck, che venne giustiziato nel 1944 per il suo ruolo direttivo nel complotto che cercò di uccidere Hitler e di rovesciarne il governo. Nonostante le sue smentite dopo la guerra, è praticamente certo che Hossbach preparò la sua tendenziosa versione della conferenza su impulso di Beck, per screditare il regime di Hitler dopo un colpo di stato. Hossbach era anche vicino all’Ammiraglio Wilhelm Canaris, capo del servizio segreto militare, e del Generale Ziehlberg, entrambi giustiziati anch’essi per il loro ruolo nel complotto del 1944. Ancora all’inizio del 1938 Hossbach, Beck e Canaris erano a favore di un colpo di stato per rovesciare Hitler.

Il memorandum Hossbach viene spesso citato in libri di storia divulgativi come prova definitiva dei piani di Hitler per una guerra aggressiva. Un buon esempio è l’inaffidabile bestseller di William Shirer Ascesa e caduta del Terzo Reich, che presume che il protocollo registrasse il “punto di svolta decisivo del Terzo Reich”. Su questa fatidica conferenza, Shirer ha scritto: “…Il dado era tratto. Hitler aveva comunicato la sua decisione irrevocabile di entrare in guerra. Per il pugno di uomini che l’avrebbero diretta non vi poteva essere più alcun dubbio”. Come molti altri pubblicisti germanofobi, Shirer cita in modo ingannevole il memorandum Hossbach come un resoconto attendibile. Egli distorce persino la reale importanza militare dei partecipanti della conferenza. Dei cinque ufficiali di vertice presenti, tre (Blomberg, Fritsch, Neurath) persero il posto nel giro di pochi mesi. Raeder venne sostituito come Comandante della Marina nel Gennaio del 1943. Solo Göring era davvero vicino a Hitler.

Il ruolo importante del fraudolento protocollo Hossbach al Tribunale di Norimberga è un’altra schiacciante conferma del carattere illegittimo, da processo-show, di questa performance giudiziaria così spettacolare.Sulla base di tale protocollo, che divenne il documento di Norimberga 386-PS, l’atto d’accusa del Tribunale dichiarò: “Un influente gruppo di cospiratori nazisti si riunì assieme a Hitler il 5 Novembre del 1937 per discutere la situazione. Ancora una volta venne sottolineato che la Germania doveva avere il proprio spazio vitale nell’Europa centrale. Essi riconobbero che tale conquista avrebbe probabilmente incontrato delle resistenze, liquidabili con la forza, e che tale decisione avrebbe probabilmente condotto a una guerra generale”. Il pubblico ministero americano Sidney Alderman disse al Tribunale che il memorandum (“Uno dei documenti sequestrati più impressionanti e rivelatori”) aveva tolto ogni dubbio sulla colpevolezza dei leader tedeschi per i loro crimini contro la pace. Esso funse anche da fondamento alla conclusione dei giudici di Norimberga che la “Cospirazione per condurre una guerra d’aggressione” da parte della Germania ebbe inizio con la conferenza del 5 Novembre 1937. Il documento fu decisivo per la condanna di Göring, Neurath e Raeder per il loro ruolo nella “cospirazione criminale”. Lo spurio protocollo Hossbach è fin troppo tipico del genere di prove utilizzate dagli Alleati vittoriosi a Norimberga per legittimare l’imprigionamento e le uccisioni giudiziarie degli sconfitti leader tedeschi.

Non c’è dubbio, ora, che il protocollo Hossbach sia privo di valore come documento storico. Dopo la guerra sia Hossbach che Kirchbach dichiararono che la versione utilizzata dall’accusa era molto differente dal manoscritto che essi ricordavano. Hossbach testimoniò anche a Norimberga di non poter confermare che la versione utilizzata dall’accusa fosse del tutto corrispondente al manoscritto che aveva redatto nel 1937. E nelle sue memorie ammise che, in ogni caso, Hitler non aveva descritto nessun tipo di “piano di guerra” nel corso della riunione. A Norimberga, Göring, Raeder, Blomberg e Neurath denunciarono tutti il protocollo Hossbach come un travisamento grossolano della conferenza (Fritsch era morto). Il protocollo riguarda solo la prima parte della riunione, distorcendo così il suo vero carattere. Il memorandum si conclude con la semplice frase: “La seconda parte della conferenza riguarda le questioni sugli armamenti materiali”. Non vengono forniti dettagli. Nel 1968 Victor von Martin descrisse il memorandum con queste parole: “Il protocollo presentato alla corte di Norimberga venne assemblato in modo tale da cambiare totalmente il significato [dell’originale] e può essere definito perciò solo come una grossolana falsificazione”.

Quando scrisse il suo studio pionieristico Le origini della seconda guerra mondiale, A. J. P. Taylor accettò il memorandum Hossbach come un resoconto fedele della riunione del 5 Novembre del 1937. Ma nella sezione dei “Ripensamenti” aggiunti alle edizioni successive, il rinomato storico inglese ammise di essere stato inizialmente “abbindolato” dalla “leggenda” del documento. Questa conferenza presuntamente cruciale fu in realtà “una manovra di politica interna”. Il protocollo stesso, osservò Taylor, “non contiene direttive per azioni [militari] oltre al desiderio di una crescita degli armamenti”. Egli osservò tristemente che “quelli che credono nei processi politici possono continuare a citare il memorandum Hossbach”. H. W. Koch, docente all’Università di York (Inghilterra) smantellò ulteriormente la leggenda in un articolo del 1968 in cui concludeva che il famigerato protocollo “sarebbe stato inammissibile in ogni altro tribunale eccetto all’infuori del Tribunale di Norimberga”.

Dankwart Kluge ha fornito un valido contributo alla nostra comprensione delle origini della seconda guerra mondiale. Il suo studio rimarrà per molti anni come l’esame più autorevole di una grande truffa documentaria. Quest’opera affascinante include il testo completo del protocollo Hossbach, come pure un’appendice, quattro foto, e un’esauriente bibliografia. L’autore è nato nel 1944 a Breslau (Wroclaw), in Silesia. Dal 1974 ha lavorato come avvocato a Berlino Ovest. Kluge ha compiuto un lavoro ammirevole nel raccogliere il proprio materiale, che non è tratto solo da tutte le fonti documentarie disponibili, già pubblicate e non, ma anche da numerose interviste personali e dalla corrispondenza con testimoni-chiave. Kluge argomenta la propria tesi in modo irresistibile, sebbene lo stile narrativo sia un po’ debole. Questo studio importante non lascia dubbi che il protocollo tanto reclamizzato sia in realtà una revisione falsificata di una copia non autenticata di un originale non autorizzato, che è scomparso. Harry Elmer Barnes, a cui l’opera è dedicata, l’avrebbe gradita di cuore.
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.ihr.org/jhr/v04/v04p372_Weber.html

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