Ancora sulle presunte rivelazioni di Bild

Ancora sulle presunte rivelazioni di Bild

I DOCUMENTI DI AUSCHWITZ NON SONO NUOVI, DICONO GLI ESPERTI[1]

I documenti di Auschwitz reclamizzati come una scoperta sensazionale da un giornale tedesco sono conosciuti da anni dagli storici, ha detto un esperto a JTA [Jewish Telegraphic Agency].

Lo storico Robert Jan van Pelt, esperto di Auschwitz, ha detto di aver controllato il cosiddetto materiale “nuovo” sul sito web di Bild, un quotidiano a grande diffusione, e ha trovato che “i disegni che si trovano sul loro sito sono tutto materiale vecchio, perfettamente conosciuto”, e pubblicato da lui stesso e da altri negli anni ’90.

“Se fossero i disegni originali, da cui sono stati ricavati i piani, allora la storia sarebbe interessante”, ha detto van Pelt, professore all’Università di Waterloo, in Ontario, in un’intervista telefonica a JTA. Ma, ha detto, “c’erano tonnellate di disegni come questi in 300 casse ad Auschwitz…copie degli originali”. Alcuni sono stati trovati nell’ex Unione Sovietica alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, e pubblicati da van Pelt e da altri.

Bild ha ottenuto i disegni dei progetti di Auschwitz, incluse le camere a gas, e ha pubblicato diverse immagini nella sua edizione dell’8 Novembre, in occasione del 70° anniversario della Notte dei Cristalli. Il giornale ha detto che i 28 documenti giallognoli, disegnati da un prigioniero del campo di concentramento, e datati 1941-43, sono stati scoperti in un appartamento di Berlino che veniva svuotato.

Hans-Dieter Kreilkam, direttore dell’Archivio Federale Tedesco, ha detto ai reporter di ritenere che il materiale è nuovo e che fornisce un’ulteriore prova della cronologia della cosiddetta “Soluzione Finale”. Kreilkam non ha escluso la possibilità che la persona che ha trovato i documenti li abbia venduti al giornale.

Van Pelt ha espresso costernazione che la pretesa di Bild di una nuova scoperta sia stata ripresa dai giornali a livello internazionale.

Tutti stanno ripetendo lo stesso nonsense, e i negazionisti si stanno divertendo un mondo, perché questa storia mostra quanto la gente sia credulona”, ha detto a JTA.

Sven Felix Kellerhoff, per conto di Die Welt, giornale gemello di Bild, ha detto a JTA di conoscere degli esperti che erano a conoscenza dei piani.

“Ma per la gente, specialmente per i lettori di Bild, questi piani sono assolutamente nuovi”, ha detto, aggiungendo che è ugualmente degno di nota che i piani originali adesso sono in Germania.

Un aspetto forse unico dei documenti è che il capo delle SS Heinrich Himmler, che sovrintendeva al programma nazista di sterminio, sembra aver apposto le proprie iniziali su una delle pagine, in inchiostro verde.

“Se queste fossero le iniziali di Himmler, la cosa sarebbe interessante”, concorda van Pelt. Ma “è completamente e assolutamente incomprensibile” che il direttore dell’archivio nazionale “abbia aperto bocca su qualcosa di così delicato senza aver consultato la letteratura”. E quando Bild pubblica queste cose “senza alcuna preparazione, ci riporta indietro di 20 anni. E’ come se non avessimo già pubblicato questi documenti”.

Lo storico Andreas Nachama, direttore del museo intitolato alla Topografia del Terrore, a Berlino, ha detto a JTA che è risaputo che i prigionieri erano costretti a redigere dei disegni architettonici, e anche a costruire gli stessi edifici dei campi di concentramento, sotto la sorveglianza delle guardie SS.

[1] http://jta.org/news/article/2008/11/09/1000853/auschwitz-documents-not-new-experts-say

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