Gaza: gli effetti del blocco

LIVELLO “SCIOCCANTE” DI DENUTRIZIONE A GAZA, 15 Febbraio 2008[1]

“Riceviamo ogni giorno 20-25 segnalazioni, e visitiamo circa 350 bambini la settimana qui nel centro. L’anno scorso abbiamo curato più di 8.400 bambini qui a Gaza City, più altri 8.000 nel nostro centro a Khan Younis. Tutti erano sotto i cinque anni e tutti erano denutriti.”

Najah Zohod è il direttore del centro per la nutrizione dei bambini Ard al-Insan, a Gaza City. Il centro opera esclusivamente con bimbi denutriti sotto i cinque anni di età. I bambini vengono regolarmente segnalati al centro di Ard al-Insan dalla UNRWA [un’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite], che aiuta alcune delle comunità più povere della Striscia di Gaza. Ma molte madri fanno da sé, semplicemente presentandosi al centro con i loro bambini e neonati. Questa mattina Ard al-Insan è pieno di donne e bambini bisognosi di visite e cure. La maggior parte dei bambini è tranquilla, e qualcuno appare macilento e apatico.

“I nostri pazienti sono bambini afflitti da denutrizione di secondo e terzo grado”, dice Najah Zohod. “Pesiamo ogni bambino che viene qui, e prendiamo campioni di sangue e di urina. Circa la metà dei bambini sono lievemente denutriti. Ma il 32% sono afflitti da una denutrizione di secondo grado – e il rimanente 16% di terzo grado.” Tutti quelli diagnosticati di una denutrizione di secondo e di terzo grado vengono inviati all’Unità Nutrizionale. “Diamo ai bambini cibi nutrienti, qui al centro, e insegnamo anche alle madri a dare ai loro bambini una dieta equilibrata”, dice Najah. “Di solito diamo ai bambini carne fresca, frutta e verdura. Ma questa settimana non possiamo dare nessuna frutta, a causa del blocco.”

Il blocco, attualmente in corso, di Israele a danno della Striscia di Gaza sta producendo effetti cronici su ogni aspetto della vita di Gaza, inclusa la disponibilità di cibo fresco e di acqua. La carne fresca è stata rara per settimane, e ora c’è anche carestia di frutta fresca. Nel frattempo le croniche interruzioni di corrente lungo la Striscia hanno lasciato il 50% delle case di Gaza (circa 750.000 persone) disperatamente a corto di acqua potabile, perché non c’è abbastanza carburante per azionare le pompe per più di sei ore al giorno. A dispetto del fatto che le punizioni collettive sono considerate illegali dal diritto internazionale, le forze di occupazione israeliane (IOF) continuano a punire collettivamente un milione e mezzo di civili. Molte delle donne che vengono al centro di Ard al-Insan per ricevere cibo per i propri figli dipendono ora dall’assistenza sia dell’UNRWA che del World Food Program (WFP). Ma il WFP è attualmente impossibilitato a fornire a 84.000 dei suoi assistiti più poveri le loro razioni complete, anche a causa della chiusura a oltranza della Striscia. Alcune delle famiglie più povere della Striscia di Gaza stanno lottando per ottenete cibo sufficiente per i loro bambini.

Nella sala da pranzo del centro Ard al-Insan, le donne stanno dando adesso ai loro bambini carne fresca e brodo vegetale, che il centro fornisce gratuitamente. Una delle madri, la ventitreenne Fatma Mishrif, vive nel campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia. “Quando ho portato qui mia figlia per la prima volta, aveva sei mesi ed era molto sottopeso, e non sapevo come curarla”, dice. “Ma il centro ci ha veramente aiutato, e ora mia figlia sta molto meglio. Questo posto è molto importante per tutti i nostri figli.” Il centro offre anche alle madri razioni, donate dall’UNRWA, di cibo secco ricco di proteine per nutrire i loro figli a casa.

Ard al-Insan utilizza un approccio olistico, offrendo alle madri sostegno nella nutrizione dei bambini, nell’allattamento e in altre pratiche della crescita. Ma il direttore medico del centro, Adnan al-Wahaidi, è chiarissimo nel dire che l’assedio di Israele sta aggravando la denutrizione dei bambini nella Striscia di Gaza. “Le conseguenze di quest’assedio e il blocco sono stati molto duri per i neonati e per i bambini più giovani”, dice. “Abbiamo documentato la rapida crescita della denutrizione, specialmente della denutrizione cronica. Ad esempio, c’è stato un serio aumento di bambini rachitici, che è indice della denutrizione cronica, perché indica l’azione prolungata della denutrizione.

Secondo l’Ufficio Centrale di Statistica palestinese, il 10.7% dei bambini di Gaza sotto i cinque anni stanno soffrendo di rachitismo a causa della denutrizione cronica. Il dr. Al-Wahaidi definisce tale cifra “scioccante”, facendo notare che i paesi arabi vicini hanno percentuali di bambini rachitici inferiori al 6%.

“Uno dei maggiori problemi nella Striscia di Gaza”, dice, “ è che non abbiamo sufficienti risorse naturali di cibo. Non possiamo far crescere la varietà di frutta e verdura di cui avremmo bisogno per noi stessi, e per i nostri bambini, una dieta equilibrata. Dipendiamo dalle importazioni, ma la tavola del cibo – nella Striscia di Gaza – è spaventosamente povera a causa dell’assedio e del blocco.” Il dr. Al-Wahaidi riconosce che Gaza è diventata dipendente dalle donazioni. “Abbiamo decine di migliaia di famiglie che non hanno scelta o alternativa all’assistenza umanitaria”, dice. “Ma se quest’assedio viene mantenuto, allora gli interventi attuali di prevenzione e di cura per la denutrizione non saranno sufficienti. La mortalità e la percentuale di malati tra i bambini aumenteranno. Non potremo andare avanti.”
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://electronicintifada.net/v2/printer9308.shtml

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