Kurt Nimmo: L’invasione dei comunisti cubani

L’INVASIONE DEI COMUNISTI CUBANI

Marco afferma che i democratici radicali mirano a distruggere la civiltà occidentale.

Di Kurt Nimmo, 21 luglio 2026

“È davvero deprimente constatare che nel XXI secolo si utilizzino ancora le stesse forme di propaganda degli anni ’50 e ’60”, ha affermato Bassem Youssef, attore ed ex chirurgo.

È proprio ciò che stiamo vivendo ora: propaganda riciclata su una minaccia comunista inesistente. Il Dipartimento di Stato di Marco Rubio ha riesumato il passato – l’era McCarthy – e gli ha dato una nuova veste. Negli anni ’50 era l’appartenenza al partito comunista a far finire una persona nella lista nera.

Rubio, un anticomunista irriducibile proveniente dalla comunità cubana in esilio a Miami, nota come la “mafia cubana di Miami”, ha elaborato una teoria paranoica sul liberalismo progressista e sul socialismo democratico. Rappresenta una minaccia per la civiltà occidentale da parte del marxismo-leninismo cubano.

“Dagli anni Sessanta, il regime ha rappresentato il cuore pulsante di un nuovo e distinto tipo di marxismo, forgiato attorno a un risentimento preponderante e a un odio fondamentale verso gli Stati Uniti e l’Occidente in generale”, sostiene il paranoico documento di Rubio (PDF), intitolato Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo.

Zohran Mamdani, Medea Benjamin, Hasan Piker, Ilhan Omar, Amy Goodman, Ayanna Presley, Chris Smalls e altri: per Rubio e il Dipartimento di Stato di Trump, questi sono compagni di viaggio o pedine di un complotto cubano per minare l’America.

«I cubani si dedicarono al reclutamento, alla formazione e alla mobilitazione di una coalizione globale di attivisti, intellettuali e gruppi politici attorno a questa causa, costruendo una vasta rete rivoluzionaria che ha plasmato una parte sproporzionata dei movimenti estremisti più famosi e influenti d’America, dalle Pantere Nere e dal Weather Underground fino ad Antifa. Oggi, questa rete continua a mantenere legami con potenti organizzazioni non profit di sinistra, collettivi anti-ICE, gruppi socialisti e organizzazioni militanti marxiste in tutti gli Stati Uniti».

“L’implicazione è chiara”, scrive Ken Klippenstein, giornalista che in precedenza ha lavorato per The Intercept, “il Segretario di Stato Marco Rubio ritiene che negli Stati Uniti si debba creare una lista nera moderna della sinistra politica. Il rapporto, infatti, menziona esplicitamente le ‘liste nere, le indagini e i processi dell’era McCarthy’ degli anni ’50 e la loro efficacia nello smembrare il Partito Comunista degli Stati Uniti”.

È imperativo per Trump e per ciò che resta del movimento MAGA vincere le elezioni di metà mandato. Se perdono seggi, il MAGA è condannato. Se i Democratici conquistano entrambe le camere del Congresso, Trump verrà messo sotto accusa, forse incarcerato, insieme al suo gabinetto e ai suoi più stretti collaboratori; eppure, conoscendo bene il funzionamento del sistema patocratico[1], c’è anche una buona probabilità che non saranno ritenuti responsabili dei loro crimini e diventeranno, come il compianto Henry Kissinger prima di loro, statisti o personaggi di spicco.

La caccia alle streghe comunista di Rubio non riguarda tanto il comunismo in sé, quanto piuttosto i democratici progressisti liberali, in particolare i socialdemocratici vicini a Bernie Sanders, e la minaccia esistenziale percepita da Trump, dai repubblicani e dal movimento MAGA.

Si capisce che fanno sul serio quando un recente comunicato stampa della Casa Bianca avverte che “l’estremismo di sinistra sarà trattato con la stessa serietà e ferocia che il mondo riserva da tempo al terrorismo jihadista”.

Al momento non ci sono indicazioni su quanto si spingeranno oltre con questo pretesto da “paura rossa” in stile anni ’50 per rimanere al potere. Se la situazione si rivelerà davvero paragonabile a quella che la CIA e il Pentagono hanno riservato ai presunti terroristi jihadisti sotto le amministrazioni di Obama, Trump e Biden, non posso che dire che ci sarà molto sangue.

https://anotherdayintheempire.substack.com/p/invasion-of-the-cuban-commies

[1] Il termine patocrazia (dal greco pathos, “sofferenza/malattia” e kratos, “potere”) indica un sistema di governo in cui una minoranza patologica prende il controllo di una società di persone normali. Il potere viene gestito da individui affetti da gravi disturbi di personalità, come la psicopatia o il narcisismo maligno.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts
Sponsor