
(Photo by Reuters)
PALESTINE ACTION OTTIENE UNA STORICA VITTORIA LEGALE CONTRO LA REPRESSIONE DEL GOVERNO DEL REGNO UNITO
venerdì 13 febbraio 2026
L’Alta Corte britannica ha inferto un duro colpo legale al tentativo del governo britannico di mettere a tacere il sostegno esplicito alla Palestina, stabilendo che la decisione del Ministero dell’Interno del 2025 di bandire il gruppo di attivisti pro-palestinesi Palestine Action come organizzazione terroristica era illegale.
La storica sentenza, pronunciata venerdì a Londra, dà ragione ai critici che avevano denunciato la proscrizione come una violazione eccessiva delle libertà civili fondamentali e un pericoloso abuso delle leggi antiterrorismo.
Il gruppo, fondato nel 2020 per contestare il sostegno britannico alle invasioni militari israeliane e i legami aziendali con l’occupazione, è stato aggiunto alla lista degli estremisti del Regno Unito nel luglio 2025 ai sensi del Terrorism Act del 2000.
Tale designazione equiparava Palestine Action a organizzazioni terroristiche vietate a livello internazionale, rendendo reato esserne membri o manifestare pubblicamente il proprio sostegno, punibile con una pena fino a 14 anni di carcere.
I sostenitori e i difensori delle libertà civili all’epoca si indignarono, sostenendo che il divieto criminalizzava la protesta pacifica e la solidarietà con i palestinesi, piuttosto che qualsiasi reale minaccia alla sicurezza pubblica.
I critici del governo hanno sottolineato che le azioni del gruppo – come il blocco degli ingressi, la verniciatura a spruzzo di siti di appaltatori della difesa e l’organizzazione di azioni dirette contro la complicità britannica nella produzione di armi – erano atti politici, non terrorismo, e avrebbero dovuto essere trattati, ove necessario, attraverso il diritto penale ordinario.
Nella sua sentenza, la giudice Dame Victoria Sharp e i suoi colleghi giudici dell’Alta Corte hanno stabilito che la proscrizione del governo era priva di una giustificazione adeguata e violava in modo sproporzionato i diritti alla libertà di espressione e di riunione.
La decisione è stata accolta con favore da attivisti e difensori dei diritti umani come una “vittoria monumentale” sia per le libertà democratiche nel Regno Unito che per la più ampia lotta per la giustizia per il popolo palestinese.
Il divieto rimarrà temporaneamente in vigore mentre il governo valuta se presentare ricorso, ma la sentenza apre la porta a una completa rivalutazione del divieto. Potrebbe anche portare alla revoca o alla revisione di decine di arresti e procedimenti giudiziari avviati contro i manifestanti sotto la controversa etichetta.
Dall’introduzione del divieto, si dice che la polizia abbia arrestato migliaia di persone durante le manifestazioni, anche per atti simbolici come l’esposizione di cartelli a sostegno di Palestine Action, sottolineando il timore che l’etichetta di antiterrorismo sia stata utilizzata per reprimere l’attivismo pacifico anziché per proteggere la sicurezza pubblica.
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