La fabbrica inglese delle dicerie

LA FABBRICA INGLESE DELLE DICERIE

Le origini della storia delle camere a gas

Un saggio pubblicato come tributo al prof. Robert Faurisson nel giorno del suo 88° compleanno il 25 gennaio 2017.

Per più di trent’anni, gli storici sono stati consapevoli dei memorandum un tempo segreti del dirigente dei servizi segreti britannici Victor Cavendish-Bentinck in cui egli solleva dubbi sul presunto utilizzo delle camere a gas omicide da parte della Germania nazionalsocialista[1]. Scrivendo ai suoi colleghi di Whitehall alla fine dell’agosto 1943, Cavendish-Bentinck utilizzò un linguaggio liquidatorio che oggi nella maggior parte dei paesi europei lo avrebbe senza dubbio visto incriminato per “negazionismo dell’Olocausto”.

Durante il processo della causa per diffamazione intentata dallo storico inglese David Irving contro Deborah Lipstadt nel 2000 (ora rappresentato nel film hollywoodiano Denial) alcune delle osservazioni di Cavendish-Bentinck vennero sollevate da Irving come giustificazione della sua tesi che la storia delle camere a gas aveva avuto origine come menzogna propagandistica. Nel suo giudizio contro Irving, il giudice Gray accettò i contro-argomenti del collegio difensivo della Lipstadt. La loro interpretazione è poi comparsa in un libro del prof. Sir Richard Evans, che figurò tra i testimoni della difesa della Lipstadt.

Diciassette anni dopo il processo Irving-Lipstadt, è ora possibile accedere ad una più ampia disponibilità di documenti inglesi, incluso materiale di intelligence. In questo saggio cercherò di chiarire ciò che questi documenti ci dicono sul ruolo della propaganda e dell’intelligence inglese in relazione alle accuse iniziali di gasazioni omicide che sarebbero state perpetrate dalla Germania nazionalsocialista.

Le conclusioni possono essere brevemente riassunte:

  • Il Political Warfare Executive britannico e il suo predecessore diffusero dapprima storie di gasazioni omicide, come parte degli sforzi della propaganda, in due zone che non avevano rapporti con il trattamento degli ebrei. Il loro obbiettivo era diffondere il dissenso e la demoralizzazione tra i soldati e i civili tedeschi, e tra gli alleati della Germania.
  • In parte poiché conoscevano queste precedenti iniziative propagandistiche[2], Victor Cavendish-Bentinck e il suo collega nei servizi inglesi Roger Allen non credettero alle storie successive, secondo cui le camere a gas omicide erano state utilizzate per uccidere i polacchi e gli ebrei. Essi riuscirono a ottenere che queste accuse venissero rimosse dalla stesura di una congiunta Dichiarazione anglo-americana sui crimini tedeschi in Polonia pubblicata il 30 agosto 1943.

Parte I: i primi revisionisti?

Nell’agosto 1943 il governo polacco in esilio fece pressioni sui governi inglese e americano affinchè rilasciassero una pubblica dichiarazione che condannava “il terrore tedesco in Polonia”. Moray McLaren – capo della sezione affari polacchi del Political Warfare Executive (PWE) – avvisava il Foreign Office “in confidenza che, dai suoi contatti con i polacchi, egli aveva recentemente ricevuto l’impressione che essi si stavano seriamente preoccupando che i tedeschi potessero riuscire a breve termine a persuadere i quisling polacchi a uscire allo scoperto e persino a formare un qualche governo fantoccio. L’attuale richiesta polacca potrebbe avere forse qualche connessione con tali paure”[3].

Inoltre lo Special Operations Executive (SOE) britannico, responsabile dell’organizzazione e della fornitura di combattenti clandestini polacchi, riferì che le operazioni dei tedeschi contro i partigiani riuscivano sempre più a “colpire la loro opera, in quanto le cellule del movimento di resistenza clandestino nelle aree colpite sono state in gran parte liquidate, e i materiali forniti sono suscettibili di essere scoperti. Il SOE di conseguenza accoglierebbe con favore ogni forma di deterrente che potesse essere ideata”.

Denis Allen, del Dipartimento Centrale del Foreign Office (da non confondersi con il non imparentato Roger Allen che parimenti figura in questa storia) suggerì che avrebbe dovuto essere rilasciata una dichiarazione con “qualche indicazione che le azioni effettuate dalle autorità tedesche in Polonia verranno in qualche misura addebitate contro l’intera nazione tedesca”. Con il Parlamento inglese in pausa estiva e il Primo Ministro Winston Churchill in viaggio verso il Québec per una riunione segreta con il Presidente statunitense Franklin Roosevelt, l’opportunità più logica sarebbe stata una dichiarazione congiunta anglo-americana (rilasciata alla stampa piuttosto che al Parlamento).

Il dipartimento di Allen aveva preparato una bozza di dichiarazione che venne discussa con i polacchi. Questa condannava la “brutalità” delle operazioni anti-partigiane dei tedeschi che implicavano deportazioni di massa nella zona di Lublino della Polonia sud-orientale. La bozza di dichiarazione (che non faceva riferimento agli ebrei e sembrava riferirsi ai civili polacchi) affermava:

“Alcuni bambini vengono uccisi sul posto, altri vengono separati dai loro genitori e o inviati in Germania per essere cresciuti come tedeschi oppure venduti a coloni tedeschi o inviati con le donne e con i vecchi nei campi di concentramento, dove ora vengono sistematicamente messi a morte in camere a gas.

“Il Governo di Sua Maestà riafferma la sua intenzione di punire gli istigatori e i veri perpetratori di questi crimini. Esso inoltre dichiara che, fino a quando queste atrocità continueranno a essere commesse dai rappresentanti e nel nome della Germania, esse dovranno essere prese in considerazione al momento dell’accordo definitivo con la Germania. Nel frattempo la guerra contro la Germania verrà condotta con il massimo vigore fino a quando la barbarica tirannia hitleriana verrà finalmente rovesciata”.

Il 27 agosto questa bozza era stata concordata con gli americani e venne pianificato di renderla pubblica tre giorni dopo: una copia venne consegnata ai sovietici. Tuttavia in questa undicesima ora intervenne il settore dell’intelligence di Whitehall.

Il Joint Intelligence Committee (JIC) si era sviluppato poco prima della guerra e si trovava tra i “consumatori” politici e militari dell’intelligence e delle organizzazioni responsabili della sua produzione, tra cui MI6, MI5 e GC&CS (oggi noto come GCHQ). Un ex direttore del JIC descrive il suo ruolo come quello dell’”arbitro finale dell’intelligence”[4]. In una frase che potrebbe egualmente ben applicarsi oggi agli storici, il suo direttore e il suo segretario dell’epoca di guerra scrissero che il JIC aveva un compito importante nell’assicurare che le informazioni e le fonti venissero valutate con critica imparzialità:

“…Nei Dipartimenti Politici, vale a dire il Foreign Office e il Colonial Office, i funzionari che ricevono, raccolgono e valutano le informazioni sono anche responsabili della formulazione della condotta politica. Questa non è necessariamente una cattiva cosa, ma il sistema possiede una seria debolezza. Chi si preoccupa di ideare e di raccomandare una condotta politica, e di collaborare alla sua esecuzione è probabile, per quanto obbiettivo possa cercare di essere, che interpreti l’intelligence che riceve alla luce della condotta politica che sta perseguendo. Per correggere questa eventuale debolezza, è chiaramente auspicabile che un qualche controllo decisamente obbiettivo venga applicato a tutta l’intelligence ricevuta…Noi riteniamo che nessun Dipartimento, per quanto esperto e dotato di personale qualificato, abbia qualcosa da perdere condividendo l’intelligence direttamente nella sua disponibilità nell’incudine della discussione e della valutazione da parte degli altri operatori nello stesso campo”[5].

Durante gli anni di guerra il JIC venne guidato da Victor Cavendish-Bentinck[6], che era anche incaricato del Services Liaison Department [Dipartimento di Collegamento dei Servizi] al Foreign Office, dove il suo braccio destro era Roger Allen, che prima della guerra era stato avvocato[7] (dalla sua creazione nel luglio 1942, Roger Allen aveva parimenti prestato servizio come segretario aggiunto alla War Cabinet Committee on the Treatment of War Criminals [Commissione del Gabinetto di Guerra per il Trattamento dei Criminali di Guerra[8]]. Piuttosto tardivamente, il 27 agosto, con la bozza di dichiarazione quasi pronta per essere diffusa, Roger Allen sollevava l’allarme, facendo notare che la dichiarazione sembrava essere principalmente basata su un “promemoria” fornito dal governo polacco in esilio. Mentre egli accettava che riguardo alle deportazioni dei civili polacchi “il quadro generale dipinto è assai veritiero”, egli ammoniva Cavendish-Bentinck:

“D’altro canto, è naturalmente estremamente difficile, se non impossibile, per noi verificare casi specifici o punti di dettaglio. Per questa ragione mi sento un po’ a disagio riguardo alla dichiarazione, emanata sull’autorità del Governo di Sua Maestà, secondo cui i polacchi ‘vengono adesso sistematicamente messi a morte in camere a gas’”.

La menzione delle “camere a gas” sembrò essere basata su due riferimenti nell’appendice del promemoria polacco, entrambi presuntivamente tratti da telegrammi inviati dalla Polonia il 17 luglio 1943.

Il primo telegramma affermava, in relazione ai deportati inviati nel campo di Majdanek:

“Il comandante in capo delle forze armate del distretto di Lublino mi ha informato che egli ha ottenuto le prove che alcune di queste persone sono state uccise lì in celle a gas”.

Con il termine “comandante in capo” questo telegramma presumibilmente intendeva il comandante distrettuale dell’esercito clandestino polacco. Il secondo telegramma affermava:

“È stato accertato che il 2 luglio e il 5 luglio due trasporti composti da donne, bambini e uomini anziani, consistenti di 30 vagoni ognuno, sono stati liquidati in celle a gas”.

Roger Allen fece notare a Cavendish-Bentinck:

“Sarà osservato che il primo di questi rapporti non dà indicazioni quanto alla data dell’evento, o al numero delle persone coinvolte; il secondo è silenzioso quanto al luogo e alla fonte.

“È vero che in altri rapporti vi sono stati dei riferimenti all’utilizzo delle camere a gas; ma questi riferimenti sono stati di solito, se non sempre, egualmente vaghi, e poiché riguardavano lo sterminio degli ebrei, sono di solito provenuti da fonti ebraiche.

“Personalmente, non ho mai realmente capito il vantaggio delle camere a gas rispetto alla più semplice mitragliatrice, o al metodo ugualmente semplice della morte per fame. Può darsi che queste storie siano vere o può darsi che non lo siano, ma in ogni caso sostengo che stiamo diffondendo una dichiarazione in base a prove che sono lungi dall’essere conclusive, e che non abbiamo modo di valutare. Tuttavia, lei potrebbe non considerare questo di sufficiente importanza per giustificare una qualche azione”[9].

Cavendish-Bentinck non perse tempo nel trasmettere questa analisi ai vertici del Foreign Office, aggiungendo la sua personale osservazione scettica:

“A mio parere è scorretto descrivere l’informazione polacca concernente le atrocità tedesche come ‘attendibile’. I polacchi, e in misura molto maggiore gli ebrei, tendono a esagerare le atrocità tedesche per aizzarci. Sembra che ci siano riusciti.

“Il signor Allen e il sottoscritto hanno entrambi seguito molto da vicino le atrocità tedesche. Non credo che vi siano prove che sarebbero accettate in un tribunale che i bambini polacchi sono stati uccisi sul posto dai tedeschi quando i loro genitori vennero deportati per lavorare in Germania, né che i bambini polacchi sono stati venduti ai coloni tedeschi. Riguardo al mettere a morte i polacchi nelle camere a gas, non credo che vi sia alcuna prova che ciò sia stato fatto. Vi sono state molte storie a tal riguardo, e noi le abbiamo gonfiate nelle dicerie diffuse dal PWE senza credere che avessero qualche fondamento. Ad ogni modo vi sono molte meno prove di quelle che esistono dello sterminio degli ufficiali polacchi da parte dei russi a Katyn. D’altro canto sappiamo che i tedeschi sono disposti a distruggere ebrei di ogni età a meno che siano abili al lavoro manuale.

“Penso che indeboliamo la nostra posizione contro i tedeschi dando pubblicamente credito alle storie di atrocità per le quali non abbiamo prove. Queste esecuzioni di massa nelle camere a gas mi ricordano le storie dell’impiego di cadaveri umani durante l’ultima guerra per la fabbricazione del grasso, che fu una grottesca menzogna e che portò a liquidare come semplice propaganda le vere storie delle atrocità compiute dai tedeschi.

“Sono molto triste nel vedere che abbiamo bisogno di scimmiottare i russi e di parlare degli ‘hitleriani’ invece che dei ‘tedeschi’”.

Cavendish-Bentinck aggiunse una nota manoscritta a William Strang, il quale come assistente sottosegretario risultava al terzo posto nella gerarchia del Foreign Office:

“Oserei dire che la mia minuta è troppo tardiva per essere utile ma sono certo che stiamo facendo un errore nel dare pubblicamente credito a questa storia delle camere a gas”[10].

In realtà egli non era arrivato tardi: Cavendish-Bentinck e Allen divennero in effetti i primi revisionisti dell’Olocausto. La prima risposta del Dipartimento Centrale fu: “sembra troppo tardi per apportare cambiamenti sostanziali. Ma potremmo telegrafare a Washington e a Mosca”.

Alle 21.05 di quella sera venne inviato un telegramma di “massima urgenza” (contrassegnato “di particolare segretezza e dovrebbe essere conservato dal destinatario autorizzato e non trasmesso”):

“Dopo ulteriore riflessione non siamo convinti che le prove riguardanti l’utilizzo delle camere a gas siano sufficienti per giustificare la loro inclusione in una dichiarazione pubblica…e preferiremmo, se il governo degli Stati Uniti concorda, che la frase in questione debba terminare a ‘campi di concentramento’.

“Vi preghiamo di telegrafare con urgenza le opinioni del governo degli Stati Uniti”[11].

Telegrammi analoghi vennero inviati ai Primi Ministri dei dominion (Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa) ritrattando il precedente riferimento alle “camere a gas”.

Gli americani acconsentirono ai cambiamenti. Il Segretario di Stato Cordell Hull debitamente notificò al suo Ambasciatore a Mosca:

“Su suggerimento del Governo Britannico che dice che vi sono prove insufficienti per giustificare la dichiarazione riguardante le esecuzioni nelle camere a gas, è stato concordato di eliminare l’ultima frase”[12].

Le parole “dove essi vengono adesso sistematicamente messi a morte in camere a gas” vennero rimosse dalla dichiarazione prima che essa venisse pubblicata simultaneamente a Londra e a Washington[13].

I nemici di David Irving hanno cercato di interpretare questo episodio a modo loro. Il prof. Sir Richard Evans scrive nel suo resoconto del processo per diffamazione Irving-Lipstadt:

“Non c’erano prove qui o in qualsiasi altro luogo, in realtà, che il Political Warfare Executive britannico avesse inventato la storia delle camere a gas: essi avevano al contrario ricevuto un rapporto su di esse da persone con contatti nell’Europa Centrale. Né vi era alcuna prova che il Foreign Office considerasse i rapporti sulle gasazioni come una menzogna; costoro erano semplicemente insicuri su di esse. Inoltre, i loro veri dubbi riguardavano le affermazioni che fossero i polacchi a essere gasati. Anche Cavendish-Bentinck concordava che i tedeschi erano ‘disposti a distruggere gli ebrei di ogni età a meno che fossero abili al lavoro manuale”[14].

Anche quando il prof. Evans scrisse questo quindici anni fa, era chiaro che Cavendish-Bentinck era rimasto scettico sull’esistenza delle camere a gas omicide, invece di (come suggerisce il prof. Evans) semplicemente dubitare che esse erano state utilizzate per gasare i polacchi oltre agli ebrei. Quanto al ruolo del PWE, la minuta di Cavendish-Bentinck suggerisce che costoro avevano (almeno in una certa fase) esagerato (se non addirittura inventato) le storie sulle camere a gas. Per una conferma di questo, dobbiamo rivolgerci ai file del PWE risalenti all’inizio della guerra.

Parte II: sibili sul gas

Nel suo giudizio contro David Irving nel 2002, il giudice Gray ignorò o equivocò le parole di Cavendish-Bentinck. Scrisse Gray:

“Quanto al fatto che gli inglesi non credevano alla storia [delle camere a gas], la sola prova che Irving ha potuto indicare è stata la nota scritta da Cavendish-Bentinck secondo cui non vi erano prove a sostegno della affermazione. Questo mi sembra ben lontano dal non credere alla storia[15].

Come abbiamo mostrato in precedenza, Cavendish-Bentinck era andato ben al di là della sottolineatura dell’assenza di prove. Egli aveva paragonato queste ultime “storie di atrocità” ad una “grottesca menzogna” perpetrata contro la Germania durante la prima guerra mondiale, e aveva suggerito ad un collega di grado superiore che l’Inghilterra non avrebbe dovuto “dare pubblicamente credito a questa storia delle camere a gas”. Come diamine ha potuto il giudice Gray interpretare questo come se significasse tutto tranne il fatto che Cavendish-Bentinck (ad ogni modo nell’agosto 1943) non credeva alla storia!

Il giudizio del giudice Gray così proseguiva:

“Quanto al fatto che l’intelligence britannica fece un uso propagandistico della storia, le prove prodotte da Irving non vanno oltre i resoconti di seconda mano delle trasmissioni della BBC sulle gasazioni. Non vi sono prove che l’intelligence britannica abbia esercitato alcun ruolo in queste trasmissioni. A mio giudizio le prove non sostengono la tesi espressa da Irving”.

Per essere giusti nei confronti del giudice, solo ora è diventato possibile tracciare il percorso dettagliato della propaganda inglese e delle storie sulle gasazioni omicide. Una parte del problema è che nei primi anni della seconda guerra mondiale, la macchina propagandistica inglese era un groviglio di rivalità burocratiche e di fazioni. Un anno prima dello scoppio della guerra, venne costituito un ufficiale Department of Propaganda in Enemy Countries [Dipartimento della Propaganda nei Paesi Nemici] alla Electra House, il quartier generale londinese della compagnia telegrafica Cable & Wireless. All’incirca nello stesso periodo il MI6 creò la Sezione D (con sede al St Ermin’s Hotel, vicino St James Park) per studiare e preparare metodi di guerra non convenzionale, incusa la propaganda[16].

Nel luglio 1940 la Sezione D divenne parte del nuovo Special Operations Executive [Esecutivo delle Operazioni Speciali], che per un po’ prese il controllo delle operazioni dell’Electra House nell’ambito della sua sezione di propaganda conosciuta come SO1, con sede dopo il novembre 1940 a Woburn Abbey, una villa di campagna nel Bedfordshire. Le continue dispute interne condussero alla creazione del nuovo Political Warfare Executive (PWE) nell’agosto del 1941, sotto il controllo del Foreign Office. Mentre il PWE si occupava dei paesi nemici, la propaganda interna e nei paesi alleati era apparentemente era il campo di azione del Ministero dell’Informazione[17].

I documenti che mostrano la promozione, da parte dei propagandisti inglesi, delle storie delle gasazioni omicide vanno dal dicembre 1940 (sotto il SO1) al marzo 1942 (sotto il PWE). In questo periodo le storie delle gasazioni non riguardavano gli ebrei o i polacchi, ma Cavendish-Bentinck avrebbe sospettato che le lobby ebraica e polacca avessero ripreso la storia e apposto la loro angolatura su di essa, in un caso di quello che in seguito sarebbe stato chiamato “blowback” [ripercussione], definito come segue dallo storico dei servizi segreti Mark Lowenthal:

“La principale controversia sollevata dalle attività propagandistiche è quella del blowback. Alla CIA è vietato intraprendere qualunque attività di intelligence all’interno degli Stati Uniti. Tuttavia, una storia potrebbe essere pubblicata in un organo informativo d’oltremare che verrà parimenti riportata negli Stati Uniti. Questo è il blowback. Questo rischio è probabilmente più alto oggi con le agenzie informative globali all’opera 24 ore al giorno e con Internet di quanto lo fosse durante i primi giorni della guerra fredda. Così, inavvertitamente, una storia originata dalla CIA che è falsa potrebbe essere riportata in un organo informativo statunitense. In tal caso, ha la CIA la responsabilità di informare l’organo informativo statunitense della vera natura della storia? Agire in tal modo comprometterebbe l’operazione originaria? Se un tale avviso non dovesse essere fornito in quel momento, dovrebbe esserlo in seguito?”[18].

Uno degli aspetti più segreti del lavoro del SO1/PWE riguardava la propagazione di dicerie, conosciute come “sibs” dal verbo latino sibilare, ad opera di una Commissione di Underground Propaganda (UP) [Propaganda Clandestina]. Questo risaliva ai giorni dell’Electra House nel 1940, poco prima della creazione del SOE, e continuò attraverso i vari cambiamenti burocratici.

Dall’agosto 1941 la Commissione UP venne presieduta da David Bowes-Lyon, fratello più giovane dell’allora Regina (e zio dell’attuale Regina Elisabetta II) – egli era anche un cugino di Victor Cavendish-Bentinck. Egli in seguito riassunse lo scopo dei sib in una relazione “Segretissima” per gli alti burocrati:

“L’oggetto delle dicerie propagandistiche è…di indurre allarme, sconforto e smarrimento tra i nemici, e speranza e fiducia tra gli amici, alle cui orecchie esse giungono. Se sembra che una diceria rallegri i nostri nemici sul momento, è calcolata per portare con sé il germe della definitiva e seria delusione per essi.

“Le dicerie variano immensamente le loro grado di credibilità, nell’ampiezza della loro diffusione e nel tipo di destinatario per il quale sono concepite; ma esse hanno in comune questi fattori, che sono destinate alla ripetizione verbale attraverso ogni sorta di canali e che sono pensate per indurre un certo stato d’animo nel pubblico ordinario, non necessariamente per ingannare i bene informati”.

La Commissione UP (che includeva rappresentanti del PWE, del SOE, del MI6 e del Ministero della Guerra Economica), era responsabile in prima istanza della scelta delle dicerie appropriate che sarebbero poi state approvate dal Foreign Office o dal JIC:

“La disseminazione di queste dicerie infine approvate è la funzione del SOE. A questo scopo le organizzazioni addette alla loro diffusione sono state costituite nei paesi neutrali e nella zona non occupata della Francia.

“Sono state inoltre stabilite linee secondo le quali le dicerie possono essere trasmesse ai collaboratori del SOE in Germania, e direttive sulla propaganda orale ad un’organizzazione nell’Italia settentrionale”.

“Va sottolineato che il metodo di disseminazione è essenzialmente orale, e questa è la più difficile forma di propaganda da affrontare per i servizi di sicurezza del nemico.

“Le dicerie non vengono deliberatamente diffuse sulla stampa e nelle radio in Europa, sebbene esse siano comparse di quando in quando sui giornali o nelle trasmissioni, essendo state riprese da corrispondenti o da commentatori.

“Negli Stati Uniti, tuttavia, un’agenzia di notizie controllata dal SOE è stata utilizzata per collocarle sulla Stampa del continente americano; ma qui di nuovo i giornali erano del tutto inconsapevoli che il materiale fosse in qualche modo ispirato.

“Le dicerie sono perciò la più occulta di tutte le forme di propaganda. Sebbene il nemico possa sospettare che una certa diceria è stata originata dal governo inglese, non può mai provarlo. Anche se costoro riuscissero a catturare un agente impegnato a diffondere sibili, non vi sarà nessuna prova scritta contro di lui, e se dovessero estorcergli una confessione, nulla è più facile per il governo inglese che negare l’intera storia.

“In realtà, sebbene più di 2.000 dicerie siano state disseminate l’anno scorso, non abbiamo prove che il nemico sia mai riuscito a riferirle ad un’organizzazione inglese addetta ai sibili. Quelle che sono state smentite o a cui ci si è riferiti in altro modo sono state, per quanto ne sappiamo, attribuite ad altre fonti”[19].

Insieme a Bowes-Lyon altri membri della Commissione UP erano Sir Hanns Vischer (un ex missionario di origine svizzera e dirigente dell’MI6 a partire dalla prima guerra mondiale); Sir Reginald Hoare (cognato di Cavendish-Bentinck, diplomatico di lungo corso e membro della famiglia di banchieri Hoare); Leonard Ingrams (finanziere, pioniere dell’aviazione e padre del fondatore della Private Eye Richard Ingrams); e il rappresentante del SOE Alec Peterson (un influente insegnante, preside e pedagogo che in seguito creò il sistema internazionale del baccalaureato)[20].

Il 3 dicembre 1940 tramite il SOE venne lanciato un sibilo secondo cui “il Soprintendente dell’istituto Bethel per gli incurabili era stato mandato a Dachau per essersi rifiutato di permettere che i detenuti venissero messi a morte in camere letali. Nel giro di due settimane venne riferito che questa diceria stava circolando in Svizzera e, il 19 dicembre, che il Vaticano aveva emesso un’ordinanza che condannava l’uccisione di minorati fisici o mentali. La diceria era comparsa in lettere intercettate, e l’ultima domenica il Sunday Express riportava la storia che 100.000 minorati mentali erano stati messi a morte[21].

L’Istituzione Bethel era un ben noto ospedale caritatevole protestante per i malati mentali e gli epilettici. In realtà il suo direttore – il teologo protestante Friedrich von Bodelschwing – non venne inviato a Dachau o in nessun altro campo. Egli sopravvisse alla guerra e morì nel 1946[22].

Lo scopo principale di questo sibilo era quello di fomentare l’ostilità tra le Chiese e il governo nazionalsocialista sulla questione dell’eugenetica e dell’eutanasia. Fu detto che lo specialista francese del SO1 prof. Denis Brogan (uno scienziato della politica di Cambridge) aveva “contatti tra i cattolici estremamente importanti” in vari paesi[23], e “canali cattolici per le dicerie” vennero parimenti discussi con Douglas Woodruff, l’influente direttore del giornale cattolico The Tablet[24]. In questa fase iniziale la diceria delle gasazioni era ristretta “agli incurabili” – era una storia sull’eutanasia piuttosto che sulle esecuzioni motivate dal punto di vista politico o razziale.

Pochi mesi dopo il SOE riferì con soddisfazione che questo sibilo era stato ripreso dalla Radio Vaticana. Inoltre Elizabeth Wiskemann – una giornalista anglo-tedesca residente in Svizzera, storica e membro operativo dell’MI6 – aveva acquisito “nuove prove fornite da uno svizzero di origine austriaca che era appena ritornato da una visita a Vienna, riguardo al fatto che tutte le persone anziane di Vienna vivevano in uno stato di terrore”[25].

Tra gli altri sibili sull’eutanasia (circolati inizialmente nel novembre 1940) vi fu una “diceria secondo cui i dottori negli ospedali militari in Francia hanno ricevuto istruzioni per rendere facile la morte ai soldati e agli aviatori inabilitati”. Un’ulteriore incisività venne fornita a questo sibilo con la suggestione (intesa a promuovere il risentimento tra i corpi dell’esercito) che nel caso dei membri della fanteria la perdita di un arto sarebbe equivalsa all’inabilità, portando all’eutanasia, mentre questa “non sarebbe stata considerata inabilità nel caso dell’aviazione o delle truppe delle SS”[26].

Lettere intercettate a civili svizzeri durante l’agosto del 1941 mostrarono che essi si stavano innocentemente passando versioni della storia delle camere a gas. Uno scrisse:

“Qualcuno di Berna che si trovava in Germania ha detto che le nuove bombe inglesi sono state orribili, hanno ridotto in frantumi mezza strada, e da qualche parte in un rifugio le persone stavano tutte rotte sul soffitto come mosche, è stato terribile, e così moltissimi erano malati di nervi poiché non c’era posto per loro negli ospedali, e con qualcuno che non migliorava aprono il gas e li uccidono, come anche i feriti gravi…”.

Un’altra lettera forniva un’altra variante ispirata dallo stesso sibilo:

“I tedeschi gravemente feriti a quanto pare vengono gasati! Abbiamo sentito diverse storie su questo e dalle persone che tornano dal paese”[27].

Mentre la maggior parte dei sibili provenivano dal PWE, il successo di questa diceria sulle camere a gas portò ad una suggestione del War Office trasmessa al JIC di Cavendish-Bentinck nel novembre 1941. Costoro l’avevano sentita dal loro addetto militare a Berna, il colonnello H. A. Cartwright (che era in realtà un funzionario dell’MI6) come “una storia che, con alcune variazioni, è circolata liberamente a Berna, ed è arrivata da vari informatori indipendenti sempre da fonti apparentemente attendibili”[28].

In questa versione della diceria:

“In certi luoghi, alle guardie e ai soprintendenti di treni che contenevano soldati tedeschi feriti provenienti dal Fronte Orientale è stato impartito l’ordine di mettersi le maschere antigas. I treni poi entrano in un tunnel dove rimangono più di mezz’ora. All’uscita dal tunnel tutti i soldati feriti sono morti. I soldati gravemente feriti vengono eliminati allo stesso modo nei cosiddetti ospedali di emergenza, di cui ve ne sono molti”.

Cartwright aveva aggiunto:

“Si dice che la guardia che ha fornito questa informazione ha prestato servizio in uno dei treni in cui i soldati feriti sono stati ‘gasati’. Egli aveva giurato di mantenere il segreto sotto pena di morte, ma ha affermato di non poter nascondere il segreto al mondo esterno per ragioni di coscienza, e voleva che l’opinione pubblica tedesca conoscesse il destino dei suoi soldati feriti”[29].

L’Inter-Services Security Board [Consiglio di Sicurezza dei Servizi] (attraverso cui il PWE e gli altri davano il benestare alle loro dicerie nel caso che esse entrassero in conflitto con altre operazioni segrete britanniche) non aveva sollevato obiezioni, e aggiunse: “Raccomandiamo questa diceria anche come utile propaganda”.

Questa raccomandazione avrebbe potuto dimostrarsi significativa nel lungo termine. La differenza tra una diceria/sibilo e la propaganda è naturalmente che la prima (come con la propaganda “nera”) era concepita per essere non riconducibile alle fonti britanniche.

Durante il 1941 il SOE “disseminò una diceria secondo cui i tedeschi avevano ordinato 500 unità di crematori mobili dagli stabilimenti Ford di Colonia e Anversa perché fossero pronte per la primavera”. Questo sibilo ritornò sotto forma di una storia circolante in Francia secondo cui “l’esercito tedesco dispone di forni crematori installati in autocarri e crema tutti i suoi morti…Questo permette ai tedeschi di fissare una cifra per le loro perdite a loro piacimento e di non lasciare prove che la smentiscano”[30]. In seguito, una lettera intercettata dalla Svizzera mostrò una variante di questa diceria, secondo cui i tedeschi “bruciavano i loro morti in crematori mobili e tengono le loro perdite accuratamente nascoste fino a quando la campagna non sia terminata. In questo modo i membri della famiglia aspettano e sperano per il meglio”[31].

Può essere rilevante che durante l’estate del 1941 venne lanciata una campagna di dicerie contro la I. G. Farben, il grande conglomerato tedesco farmaceutico e chimico[32]. Le prime allusioni di questa suggeriscono che la campagna fu dapprima concepita per il Ministero della Guerra Economica affinché causasse problemi finanziari alla compagnia nei paesi neutrali, per esempio adulterando campioni dei suoi prodotti in modo da minare la reputazione della Farben[33]. Nel settembre del 1941 venne riferito con soddisfazione che le storie contro la Farben vennero ampiamente credute in Francia:

“C’è ora una convinzione in tutto il paese che i tedeschi stanno cercando di rovinare la salute del popolo francese rimandando indietro francesi malati e prigionieri feriti inoculati dai tedeschi con i bacilli di malattie, mentre vi sono state dicerie sull’inondazione del mercato francese con droghe tedesche che producono certe forme di debilitazione”[34].

Non è chiaro se questa campagna fosse in qualche modo connessa con le accuse successive secondo cui il pesticida Zyklon B prodotto dalla I. G. Farben venne utilizzato per le gasazioni omicide.

Alcune versioni delle dicerie sulla Farben le associarono a storie che avevano lo scopo di diffondere il panico riguardo al tifo, e venne aggiunta una variante interessante suggerendo che il tifo era divenuto tanto mortifero che medici ebrei erano stati chiamati in servizio per fungere da medici militari[35]. L’implicazione di questo sibilo fu che i tedeschi ordinari (e i cittadini dei paesi occupati dalla Germania) reagirono malamente all’idea di dottori ebrei: questo viene ulteriormente approfondito in un successivo sibilo:

“Non è solo a causa del pericolo dell’epidemia che i dottori tedeschi sul Fronte dell’Est indossano sempre mascherine chirurgiche nelle corsie. Così tanti di loro sono ebrei adesso che vi furono problemi quando i feriti poterono vedere i loro volti”[36].

Nel novembre del 1941 la Commissione di Propaganda Clandestina approvò un sibilo che scaltramente associava l’eutanasia mediante gas al tifo e al disfattismo:

“Queste storie sulla gasazione di feriti sul Fronte dell’Est sono dovute a un fraintendimento. Gli autocarri e i treni a gas vengono utilizzati solo per i casi relativi all’epidemia e sono davvero misericordiosi poiché i poveretti non avrebbero comunque nessuna possibilità”[37].

Nel frattempo un sibilo incredibilmente macabro accennava allo sterminio e al cannibalismo industrializzato:

“I tedeschi stanno radunando prigionieri russi in buona salute e li trasferiscono in gruppi di un migliaio alla volta in un campo per prigionieri vicino Kiev. Può essere una coincidenza che barattoli di qualcosa chiamata “carne russa” vengono già esportati da una fabbrica vicino Kiev nelle zone più duramente colpite della Ruhr”[38].

Più tardi in quello stesso mese una nota del vice Direttore delle Operazioni del War Office [Ufficio di Guerra] Colonnello John Sinclair (che divenne Capo dell’MI6 dal 1953 al 1956) a David Bowes-Lyon approvò il nuovo sviluppo della storia delle camere a gas elaborata dalla Commissione UP:

“I tedeschi abbisognano di ogni ospedale di cui dispongono per i loro feriti, così che i lavoratori stranieri che si ammalano seriamente vengono inviati alla camera a gas”[39].

A questa venne in seguito impresso un ulteriore sviluppo:

“I lavoratori stranieri non dovrebbero andare in Germania perché essi vengono trasferiti nella Polonia occupata o nei distretti conquistati, gasati se inabili, sterilizzati, defraudati del loro salario, o suscettibili di essere trattati come ostaggi”[40].

Mentre la situazione sul Fronte Orientale peggiorava, la Commissione Esecutiva del SOE osservò:

“Siamo ora giunti ad una situazione in cui è virtualmente impossibile distinguere tra ‘ritorni’ di alcune delle nostre campagne di dicerie e rapporti genuini provenienti dal nemico e dai territori occupati. Abbiamo, per esempio, nel corso degli ultimi quattro mesi abbiamo sostenuto una continua campagna sull’argomento del tifo sul Fronte dell’Est. Questo all’inizio non suscitò reazioni di rilievo, ma il numero dei rapporti è continuamento cresciuto, fino a quando la diffusione di questo morbo è ora un fatto accettato. Sembra probabile che i rapporti si riferiscano ora a veri scoppi [di epidemia], ma la campagna di dicerie può rivendicare di aver messo in testa al popolo tedesco un’idea esagerata della sua gravità”[41].

È forse significativo che i capi del SOE qui registrano il punto che – nel caso del tifo – le dicerie propagandistiche erano diventate un fatto. Se fosse stato a conoscenza del reale utilizzo delle camere a gas omicide, Cavendish-Bentinck avrebbe potuto dire qualcosa di analogo nell’agosto del 1943; ma non lo fece.

In realtà quando il Daily Mirror il 23 marzo 1942 riferì dell’eutanasia mediante gasazione in un articolo scritto dal suo corrispondente a Lisbona, esso venne evidenziato dal SOE come un “ritorno” di uno dei suoi sibili, piuttosto che come una storia potenzialmente vera.

L’articolo del Mirror recita:

“Tramite la vedova di uno degli uomini coinvolti, apprendo che 300 tedeschi feriti giacenti all’ospedale a Dresda vennero tranquillamente eliminati con il gas poiché non sarebbero probabilmente più stati di alcuna utilità alle forze armate tedesche. Tutti avevano perduto arti o braccia sul Fronte Orientale, o avevano spaventose ferite”[42].

Conclusione

Ho catalogato questi riferimenti assai precoci alle gasazioni omicide perché essi indicano che Victor Cavendish-Bentinck riteneva di avere buone ragioni, nell’agosto 1943, per non credere alle storie sugli stermini dei polacchi e degli ebrei nelle camere a gas. Naturalmente è illegale in molti paesi europei esprimere oggi una tale opinione.

Nell’opporsi alla marea crescente del revisionismo storico, gli storici ortodossi e “sterminazionisti” ora suggeriscono che le gasazioni omicide degli ebrei iniziarono nel febbraio e nel marzo del 1942, e sostengono che la prima gasazione omicida di prigionieri sovietici e polacchi ad Auschwitz ebbe luogo nell’agosto-settembre del 1941[43]. Tuttavia il SOE diffuse una diceria o sibilo sulla gasazione degli “incurabili” (e cioè l’eutanasia mediante camera a gas) nel dicembre 1940, e uno sviluppo di questa diceria che includeva la gasazione dei soldati gravemente feriti era già corrente nell’estate del 1941 – e cioè prima della primissima presunta gasazione di prigionieri ad Auschwitz.

I revisionisti accettano che un programma di eutanasia venne intrapreso in Germania all’inizio della guerra (usando le iniezioni letali) ma venne abbandonato nell’agosto 1941 su ordine di Hitler a causa del livello dell’opposizione religiosa, specialmente da parte del Vescovo cattolico von Galen di Münster. Il presunto utilizzo di camere a gas in questo programma di eutanasia è stato visto dai revisionisti come un tentativo di rafforzare i miti dell’Olocausto[44]. L’invenzione dei propagandisti britannici di una “camera letale” riguardo all’eutanasia potrebbe in questo contesto essere vista come la base per un’ulteriore accrescimento del mito.

Con così tante lacune nelle prove documentarie, potremmo non sapere mai precisamente come queste storie vennero costruite. Quello che possiamo dire è che i documenti rimasti del SOE e del PWE minano fatalmente uno degli argomenti del prof. Richard Evans contro David Irving. Come abbiamo osservato in precedenza, Evans scrisse:

“Non vi sono prove qui né altrove, in effetti, che il Political Warfare Executive britannico abbia inventato la storia delle camere a gas”.

In realtà, il PWE/SOE certamente inventò storie sulle gasazioni omicide – le invenzioni circolarono molto prima del momento in cui oggi si ritiene che tali gasazioni abbiano avuto luogo.

ANDY RITCHIE, Londra, gennaio 2017

andy_ritchie@yahoo.com

 

 

Personaggi principali

(Sir) Denis Allen (1910-1987), ufficiale di carriera del Foreign Office nato in Nuova Zelanda; nel 1943 era il numero due di Frank Roberts nel Central Department, che allora si occupava di Olanda, Belgio, Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Spagna e Portogallo; ambasciatore britannico in Turchia, dal 1963 al 1967; scambiò mansioni con il suo omonimo menzionato sotto per diventare il vice sotto-segretario del FO per il Medio Oriente e l’Africa, dal 1967 al 1969.

(Sir) Roger Allen (1909-1972), avvocato reclutato dal Foreign Office durante la seconda guerra mondiale; collegamento tra il FO e l’intelligence, insieme al Joint Planning Staff e al Joint Intelligence Committee (JIC), sia durante che dopo la guerra. Prestò servizio anche come segretario aggiunto della Commissione del Gabinetto di Guerra sul Trattamento dei Criminali di Guerra, costituita nel luglio 1942. Ambasciatore inglese in Turchia, dal 1967 al 1969 dopo aver scambiato mansioni con Sir Denis Allen.

(Sir) David Bowes-Lyon (1902-1961), dirigente del Political Warfare Executive e presidente dell’Underground Propaganda Committee che sviluppava sibili o dicerie sulle camere a gas omicide. Fratello più giovane della Regina Elisabetta moglie del Re Giorgio VI, e zio dell’attuale Regina Elisabetta II.

(Sir) Victor Cavendish-Bentinck (1897-1990), diplomatico di carriera dal 1919 al 1947; presidente del Joint Intelligence Committee dal 1939 al 1945; ambasciatore inglese in Polonia dal 1945 al 1947; fu fatto il suo nome come eventuale capo dell’MI6, ma in seguito allo scandalo di un divorzio si dimise dal Servizio Diplomatico e iniziò una carriera come uomo d’affari; in seguito ricevette il titolo di Duca di Portland nel 1980; conosciuto da amici e colleghi come Bill.

Colonnello Henry Cartwright (1887-1957), dirigente dell’MI6; addetto militare a Berna, in Svizzera, dal 1939 al 1945; passò una versione della diceria sulle “camere a gas” al JIC tramite il War Office nel novembre 1941.

Moray McLaren (1901-1971), capo della sezione “polacca” del PWE. Giornalista e scrittore scozzese; biografo di Sir Walter Scott. Lavorò per la BBC dal 1928 al 1940; primo Direttore dei Programmi per la Scozia dal 1933 al 1935.

Generale di divisione Stephen Shoosmith (1900-1956), prestò servizio come segretario del JIC (con il rango di tenente colonnello) nel 1941; in questa funzione girò a Cavendish-Bentinck e ai suoi colleghi del JIC le dicerie (o sibili) ideate dagli specialisti della propaganda nera, che per lo più avevano avuto origine nel PWE. In seguito ufficiale di stato maggiore del maresciallo di campo Montgomery, il quale Montgomery fu vice comandante alleato supremo delle potenze alleate in Europa, dal 1954 al 1956.

David Esdaile Walker (1907-1968), giornalista e elemento dell’MI6, istruito a Oxford; corrispondente estero per il Daily Mirror e la Reuters, dal 1936 al 1952; in seguito con il News Chronicle. Utilizzato dall’MI6 e dal SOE per diffondere sibili.

 

Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.heritageanddestiny.com/wp-content/uploads/2017/03/Britains-Rumour-Factory.pdf      

Victor Cavendish-Bentinck

 

 

[1] Walter Laqueur, “Hitler’s Holocaust”, Encounter, July 1980, pp. 6-25; questo articolo fu un’anticipazione del libro dello stesso autore The Terrible Secret (Boston: Little Brown, 1981). Edizione italiana: Il terribile segreto, Giuntina 1995.

[2] In una nota a piè di pagina del suo articolo per l’Encounter, Laqueur scrive che in una lettera dell’ottobre 1979 a lui indirizzata, Cavendish-Bentinck “scrisse che la sua esperienza pre-bellica della Germania era stata limitata, e che egli perciò non credette alle storie di atrocità nel 1942-43. Egli aggiunse che quando visitò Auschwitz alla fine del 1945 e riferì al Foreign Office che milioni di persone erano state uccise lì, la cosa ancora non venne creduta al Foreign Office”. Questa è la versione di Laqueur: né nel suo articolo del 1980 né nel suo libro del 1981 egli cita le precise parole della lettera di Cavendish-Bentinck, né fornisce alcun riferimento per l’asserito rapporto di Cavendish-Bentinck del 1945 al Foreign Office da Auschwitz. Nel 1979-80 tutti i documenti del SOE e del PWE sarebbero naturalmente stati preclusi ai ricercatori, e Cavendish-Bentinck si sarebbe sentito ancora vincolato all’Official Secrets Act, cosicché non sarebbe stato sorprendente che egli avesse fornito a Laqueur una falsa spiegazione per il suo iniziale scetticismo.

[3] Minuta del Foreign Office scritta da Denis Allen, 11 agosto 1943, FO 371/34551.

[4] Sir Percy Cradock, Know Your Enemy: How the Joint Intelligence Committee Saw the World (London: John Murray, 2002), p 261.

[5] Victor Cavendish-Bentinck and Denis Capel-Dunn, The Intelligence Machine: Report to the Joint 5Intelligence Sub-Committee, 10th January 1945, CAB 163/6.

[6] Il suo collega di intelligence militare più anziano, Kenneth Strong, in seguito scrisse di Cavendish-Bentinck: “Egli aveva lo scetticismo che ogni buon funzionario dell’intelligence abbisogna, e una prontezza mentale che di solito gli metteva quel passo vitale davanti agli altri membri della sua commissione”. Maj. Gen. Sir Kenneth Strong, Men of Intelligence (London: Cassell, 1970), p 118.

[7] Roger Allen non deve essere confuso con il suo omonimo Denis Allen, menzionato in precedenza.

[8] FO 1093/337.

[9] Roger Allen to Victor Cavendish-Bentinck, 27th August 1943, FO 371/34551.

[10] Victor Cavendish-Bentinck to William Strang, 27th August 1943, FO 371/34551.

[11] Foreign Office to Washington, Telegram No. 5741, 27th August 1943, FO 371/34551.

[12] Cordell Hull (Secretary of State) to William Harrison Standley (U.S. Ambassador, Moscow), 30th 12August 1943, Foreign Relations of the United States: Diplomatic Papers, 1943, General, Vol. 1 (Washington, DC: U.S. Government Printing Office, 1963), pp. 416-417.

[13] ‘German Crimes in Poland: A British Warning’, The Times, 30th August 1943, p 4.

[14] Richard Evans, Lying About Hitler (New York: Basic Books, 2002), p 131.

[15] Irving v. Penguin Books Limited, Deborah E. Lipstadt [2000] EWHC QB 115 (11th April, 2000).

[16] M.R.D. Foot, SOE in France (Abingdon: Frank Cass, 2004), p 4.

[17] Nicholas Rankin, A Genius for Deception: How Cunning Helped the British Win Two World Wars (Oxford University Press, 2009), p 280; Eunan O’Halpin, ‘ “Hitler’s Irish Hideout” – A Case Study of SOE’s black propaganda battles’, in Mark Seaman (ed.), Special Operations Executive: A new instrument of war (Abingdon: Routledge, 2006), pp. 201-202.

[18] Mark Lowenthal, Intelligence: From Secrets to Policy (Los Angeles: CQ Press, 2015) pp. 241-242.

[19] David Bowes-Lyon to David Stephens (PWE Secretary), 1st February 1942, FO 898/70.

[20] Ibid.

[21] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 23.1.41, HS 8/216.

[22] ‘Obituary: Pastor von Bodelschwingh’, Manchester Guardian, 18th January 1946, p 3.

[23] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 12.12.40, HS 8/216.

[24] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 30.1.41, HS 8/216.

[25] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 3.4.41, HS 8/216.

[26] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 3.9.41, HS 8/218.

[27] Ibid.

[28] S.N. Shoosmith, JIC Memorandum, ‘Rumours of a Military Nature Intended to Mystify and 28Mislead the Enemy’, 3rd November 1941, CAB 81/105.

[29] Ibid.

[30] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 2.7.41, HS 8/217.

[31] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 1.10.41, HS 8/218.

[32] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 9.7.41, HS 8/217.

[33] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 16.7.41, HS 8/217.

[34] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 24.9.41, HS 8/218.

[35] SO2 Executive Committee, Progress Report for Week Ending 29.10.41, HS 8/218.

[36] Sib R/867, Minutes of U.P. Committee Meeting, 5th December 1941, FO 898/69.

[37] Sib R/729, Minutes of U.P. Committee Meeting, 14th November 1941, FO 898/69.

[38] Sib R/724, Ibid.

[39] Sib R/773, Minutes of U.P. Committee Meeting, 21st November 1941, FO 898/69. Questa diceria sulle camere a gas venne inviata al JIC di Cavendish-Bentinck affinchè venisse esaminata nella riunione del 25 novembre 1941, vedi la nota scritta dal Segretario del JIC, il Tenente Colonnello Stephen Shoosmith, intitolata ‘Rumours of a Military Nature Intended to Mystify and Mislead the Enemy’, CAB 81/105.

[40] Minutes of U.P. Committee Meeting, 5th December 1941, FO 898/69.

[41] SOE Executive Committee, Progress Report of SOE for week ending 17.12.41, HS 8/219.

[42] SOE Executive Committee, Progress Report of SOE for week ending 25.3.42, HS 8/220; David 42Walker, ‘Germans gas 300 of their wounded’, Daily Mirror, 23rd March 1942, p 1. Il giornalista David Walker era stato un elemento dell’MI6 dal 1938: egli in seguito rivelò alcuni momenti salienti attentamente selezionati del suo lavoro segreto nel periodo bellico nelle sue memorie Lunch With a Stranger (London: Allan Wingate, 1957) e Adventure in Diamonds (London: Evans Brothers, 1955).

[43] Timothy Snyder, Bloodlands: Europe between Hitler and Stalin (London: Vintage, 2011), p 185.

[44] Robert Faurisson, ‘A Challenge to David Irving’ in The Journal of Historical Review, Winter 1984, pp. 289-305.

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