Perché ho voluto fare un blog a pagamento

Cari lettori,

come avrete notato, da qualche giorno tutti coloro che cliccano sulla mia vecchia pagina del blog vengono re-indirizzati al mio nuovo sito andreacarancini.it. E, come avrete notato, gli ultimi articoli da me scritti (e quelli che scriverò d’ora in avanti) sono a pagamento.

Devo dire che è da molto che pensavo a questa scelta, che si è resa improcrastinabile stante l’assoluta mancanza di donazioni da parte dei pur numerosi lettori (oltre 1.500.000 visualizzazioni negli otto anni di vita del blog).

Come avevo scritto a suo tempo, “donate affinché questo blog continui a vivere”: per farlo continuare a vivere ho bisogno del sostegno tangibile (per quanto modico: solo 29 euro all’anno) di chi lo ha apprezzato finora.

Solo chi non si rende conto del tempo e delle energie richieste da un blog come il mio disapproverà questo passaggio: scrivere è diventato infatti il mio mestiere è ho il dovere, non solo il diritto, di monetizzarlo per quanto possibile, anche in vista dei progetti editoriali che vorrei portare avanti.

In questi anni, mi sono esposto come nessun altro (con l’eccezione di Giuseppe Poggi e del suo sito Olodogma, che non vive peraltro giorni facili) pur non avendo, ritengo, la vocazione dell’eroe (ma solo l’attenzione all’esattezza e alla verità della storia): non mi sembra di chiedere la luna a chi mi ha seguito finora senza pregiudizi.

Andrea Carancini

3 Comments
  1. Quanto è dura la vita dello “scrittore”? Anche io come te, lo so.
    Spesso, chi ci legge, non ha neppure la minima percezione non solo del lavoro che ci sta dietro, ma anche degli ipotetici costi che, chi decide di fare questo mestiere ha da sostenere.
    Condivido pienamente il tuo pensiero, e sperando che tutti i tuoi progetti vadano a buon fine, ti faccio un grosso in bocca al lupo!

    Rispondi
      • a.carancini
      • 24 settembre 2016

      Grazie!

      Rispondi
    • Luc Testatore
    • 13 ottobre 2016

    non é una scelta vincente. Perderai la maggior parte dei lettori, come la perse Blondet, che infatti adesso scrive su un sito ad accesso gratuito. Ti auguro un grande successo, ad ogni modo.

    Rispondi

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