Mussolini era massone: lo dice Guénon

Mussolini era massone: lo dice Guénon

Così il massone René Guénon (1886-1951), nella sua lettera del 12 Ottobre 1936 a R. Schneider, a proposito di Benito Mussolini: «D’altronde, corrisponde a verità il fatto che (Mussolini) era massone, edettaglio divertentela camicia nera con cui fece il suo ingresso a Roma gli era stata offerta dalle logge di Bologna».

Fonte: J. Robin, René Guénon, Témoin de la Tradition («René Guenon, testimone della tradizione»), Ed. Guy Trédaniel, Chaumont 1986, p. 275.

Un grazie a Paolo Baroni per la segnalazione.
15 Comments
    • Anonimo
    • 13 marzo 2010

    Andrea ma per piacere !
    già nel '25 fece mettere fuori-legge la massoneria…
    nel '29 ha sanato i rapporti tra Stato e Chiesa con il famoso Concordato…
    anche Farinacci che massone lo era stato davvero ed altrettanto veramente si convertì a Cristo divenendo un convinto cattolico, scrisse che neppure i Principi dell'Era Cristiana ( detta Medioevo ) avevano fatto tanto per la Chiesa Cattolica in Italia..
    e tu ne esci con queste "rivelazioni" di un iniziato come Guenon , rischiando di far apparire il tuo lavoro altrettanto ridicolo agli occhi dei più sprovveduti ??

    abbi pazienza, he!

    Daltanius

    Rispondi
  1. abbi pazienza,
    non sempre si può piacere a tutti!

    Rispondi
    • Anonimo
    • 13 marzo 2010

    Domanda:
    sul sito olodogma chi lo gestisce si è indispettito sul fatto che i nazisti abbiano ricevuto un forte appoggio dalla finanza ebraica e sostiene che questa è un'invenzione.
    Io invece ho letto su molti testi questa cosa, da Messori, Mattioli al libro "Relazioni pericolose" di Yahia Faris. Lei saprebbe dirmi qualcosa di più? Ci sono o non ci sono prove dei rapporti nazismo-sionismo? Grazie. tommaso

    Rispondi
  2. gentile signore,
    le segnalo due testi seri sui rapporti sionisti-nazisti:
    1 Lenni Brenner, Zionism in the Age of Dictators: http://www.aaargh.codoh.com/fran/livres/LBzad.pdf

    2 Lenni Brenner, The Iron Wall: http://www.aaargh.codoh.com/fran/livres3/Ironw.pdf

    saluti,
    a.c.

    Rispondi
    • Anonimo
    • 14 marzo 2010

    Mi risulta per certo che dopo la I G.M. la cupola massonica abbia a lungo discusso se per guidare l'"operazione" fascismo in Italia il più adatto tra i socialisti fosse Mussolini o Nenni. Si optò per il primo, ma l'amicizia tra i due rimase e Nenni, infatti, si è sempre vantato orgogliosamente di portare l'orologio d'oro regalatogli da Mussolini. Infine, è noto che Balbo, Farinacci, Pavolini e Grandi (oltre a moltissimi altri personaggi di spicco del fascismo e dell’esercito – ecco anche perché si perse la guerra!!!) fossero massoni: Balbo e Grandi erano addirittura dei .33!!! La presa del potere di Mussolini fu inoltre notoriamente coadiuvata da molti generali e da capi della polizia frammassoni. Si dice che perfino a casa Savoia ce ne fosse qualcuno, come d’altronde è sempre stata loro usanza dai tempi di Vittorio Emanuele II. Mettere fuori-legge la massoneria nel ’25 fu solo una necessaria operazione cosmetica di facciata.
    E' bene anche ricordare che sia il fascismo in Italia, che il Nazionalsocialismo in Germania, furono foraggiati dalle banche inglesi – note casseforti del potere massonico mondiale – e che senza questo fondamentale aiuto non avrebbero potuto impadronirsi del potere. I due uomini della massoneria inglese ai vertici dei due sistemi furono Grandi per l’Italia e Hjalmar Schacht presidente della Reichsbank, la banca centrale tedesca, e ministro nella Germania nazionalsocialista dal 1935 al 1937. Sia l’uno che l’altro, dopo la guerra, sfuggirono infatti ad ogni tipo di problema nonostante, nel caso di Schacht, gli americani a Norimberga lo volessero a tutti i costi impiccato.
    Se poi teniamo presente che tutta la rivoluzione comunista è stata sovvenzionata con almeno 50 milioni di dollari dell’epoca dagli ebrei americani Baruch, Warburg e Schiff, forse riusciremo a capire che la storia degli ultimi 150 anni è molto diversa da quella che ci hanno fatto studiare a scuola.
    Credo sia giunta l’ora di svegliarci tutti e demolire un po’ di miti…
    Se si volesse iniziare a capire come stanno le cose, consiglio di leggere “Bagatelle per un massacro” di Cèline e i celebri “Protocolli dei Savi di Sion”…

    Rispondi
  3. riguardo ai "protocolli", preciso che sono non solo un falso ma anche un falso grossolano, secondo il parere di esperti autorevoli.

    Rispondi
    • Anonimo
    • 14 marzo 2010

    Caro Andrea,
    i Protocolli saranno pure, come riporti, un falso grossolano, ma quel che conta è che, alla luce dei fatti accaduti nel secolo scorso e soprattutto di quelli del tragico momento attuale, risultano contenere tutt’altro che farneticazioni. Chi li ha scritti doveva possedere doti profetiche straordinarie.
    Li si legga prima di prendere una qualsiasi posizione. Questo è uno dei link: http://www.juliusevola.it/documenti/template.asp?cod=393

    Rispondi
  4. Per valutare con chi abbiamo a che fare è sufficiente capire bene cosa si intenda (Loro) per "Gojim".

    Sui "protocolli" sarebbe molto interessante conoscere su quali parametri si è stabilito la "falsità"!

    Rispondi
  5. la totale falsità dei "protocolli" (né autentici né veridici) è stata dimostrata nel 1988 da carlo mattogno con una memorabile serie di articoli sulla rivista "Orion".
    si tratta di una bufala nella quale sono cadute alcune delle migliori intelligenze, anche cattoliche, del novecento. purtroppo l'antisemitismo gioca brutti scherzi. conto di scriverci tra un po' qualcosa anch'io.

    Rispondi
    • Anonimo
    • 15 marzo 2010

    Per Andrea Carancini.
    Non è mia intenzione fare polemiche, ma sinceramente non comprendo questo includere nel discorso l’antisemitismo. Né mi pare di aver detto qualcosa che autorizzi ad attribuirmi quella che personalmente ritengo una colpa. Ho riportato infatti solo alcuni dati storici inconfutabili e nessun commento in merito suggerendo poi la lettura di testi che sono decisamente contrari alla visione attualmente in voga sull’argomento. Questi testi suggeriscono che una minoranza ristretta, un’élite occulta di illuminati o sinarchi, col mezzo fondamentale del denaro, si sia impadronita di banche e media, e tramite principalmente la finanza domini nascostamente l’occidente col fine di giungere attraverso il tracollo economico ad un nuovo ordine mondiale. La grande massa degli ebrei sarebbero perciò strumenti e vittime anch’essi di questa élite.
    Devo comunque far osservare con quanta abilità nel secolo passato si sia riusciti a creare un tabù potentissimo che colpisce chiunque provi a parlare non in modo encomiastico di tutti gli ebrei e soprattutto di Israele e dei suoi bellicosi governatori.
    Per tornare ai ‘Protocolli’, devo dire che ho stima per Mattogno e per il suo certosino e coraggioso lavoro e che anch’io ritengo possibile – ma non certa – una manipolazione di questo testo che probabilmente è solo un rifacimento di un piano presentato a fine ‘700 da Rothschild a una ristretta schiera di Illuminati. Ma, vero o meno, ciò non inficia l’incredibile, spaventosa corrispondenza del ‘piano’ alla realtà storica susseguente! Questo, e questo solo, ci dovrebbe importare per aiutarci perlomeno a capire passato e presente.

    Rispondi
  6. due fonti serie per lo studio del giudaismo:
    http://www.come-and-hear.com/navigate.html

    http://www.revisionisthistory.org/cgi-bin/store/agora.cgi?p_id=10060

    quanto al riferimento di guénon a mussolini massone, si tratta di testimonianza che, pur in assenza di riscontri d'archivio (in questo campo comunque problematici)è indubbiamente autorevole: guénon è stato forse il massone più erudito del 20° secolo e sapeva molte cose anche di certi retroscena della politica collegati all'esoterismo.

    Rispondi
  7. penso che la sinarchia sia un mito come quello dei "protocolli". il collegamento di questi ultimi all'antisemitismo non è polemico ma oggettivo: i "protocolli" vennero portati in germania da esuli russi alla fine della prima guerra mondiale e furono uno dei cavalli di battaglia di hitler. la storia reale dell'ebraismo del novecento è ben diversa da quella descritta nel noto falso.
    basta leggere un buon testo di storia del sionismo.
    le "bagattelle" di céline sono una satira letteraria, non un testo storico.

    Rispondi
  8. Fascisti e nazisti e dopo neofascisti e neonazisti hanno avuto sempre strettissimi legami con quella massoneria che solo a chiacchiere dicevano di combattere. Parliamo dei settori più corrotti e criminali.
    Sarebbe interessante sentire come neonazisti e neofascisti spiegano questa apparente contraddizione .

    Rispondi
    • Jura
    • 15 giugno 2011

    La massoneria, durante il fascismo, fu smantellata, tranne quella di Raul Vitorio Palermi.

    Rispondi
    • Giovanni
    • 11 gennaio 2012

    A suo tempo fu fatto un distinguo dalle Nazioni Unite ove si parla di sionismo come forma di razzismo con la risoluzione 3379 del 1975. Tale risoluzione fu poi revocata nel 1991 con la risoluzione 46/86. Secondo la definizione di antisemitismo che prevede anche come forma di antisemitismo "Denying the Jewish people their right to self-determination, e.g., by claiming that the existence of a State
    of Israel is a racist endeavor.". A tale definizione fa riferimento la Alpha Epsilon Pi Fraternity.
    Sui fatti concreti, già in parte valutati dalle Nazioni Unite e poi rivisitati, si può valutare (lasciando ad ognuno la sua opinione se crede, in buona fede o meno che sia) di cosa si sta parlando senza fare confusione così come ne è stata fatta nel caso specifico. Riguardo ai protocolli Evola in "Gli uomini e le rovine" così si espresse:
    "Tagliando corto con tutto ciò, lasciando dunque da parte anche l'«autenticità» o meno del documento nei termini di veri protocolli sottratti ad un centro segreto internazionale, il solo punto importante ed essenziale è il seguente: questo scritto fa parte di un gruppo di vari altri che in forme diverse, più o meno fantastiche e persino romanzate, hanno tradotto la sensazione che il disordine dei tempi ultimi non è causale, che esso corrisponde ad un piano di cui specie il testo ora citato indica con esattezza le fasi e gli strumenti fondamentali. A ragione Hugo Wast ha scritto: 'I protocolli possono essere falsi, però si realizzano a meraviglia.' etc etc…"

    Riappropriandosi, anche solo temporaneamente, di una tale angolazione di vedute e di assenza di filtri mentali (buoni o meno che siano) si potrebbe dire anche di più al di là di legami con il sionismo che sarebbero ad ogni modo limitanti in termini di rappresentatività razionale di un tale pensiero, non limitandosi in tal caso ad un semplice esame dei fatti ma a valutazioni super-razionali, cosa quest'ultima forse non autenticamente alla portata dei nostri giorni se non in forme latenti e/o embrionali.

    Rispondi

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts
Sponsor