
RICORDANDO UNA POLEMICA DI MICHAEL HOFFMAN
CONTRO L’ANTI DEFAMATION LEAGUE (ADL)
Premessa di Gian Pio Mattogno
Una ventina d’anni or sono l’ADL diede alle stampe un opuscolo dal titolo: The Talmud in Anti-Semitic Polemics, February, 2003 (disponibile su: archive.org) allo scopo – come leggiamo nella prefazione ‒ di confutare formalmente «in modo onesto e accademico» (in a honest and scholarly way) (sic!!), le «vecchie accuse e distorsioni» e le «fandonie» (canards) sul Talmud sempre più ricorrenti nella polemica antigiudaica, nonché gli “studi” (fra virgolette), a volte più sottili, ma, ci assicurano, sempre «falsi e perniciosi» (false and pernicious) al giorno d’oggi, come lo erano nel medioevo.
L’opuscolo, di sole 13 pagine, era stato accompagnato da un comunicato stampa nel quale Abraham H. Foxman, direttore nazionale dell’ADL, sottolineava che questo scritto «smaschera le menzogne degli antisemiti, dei negazionisti dell’Olocausto e di altri che citano i testi talmudici come prova che il giudaismo sia “pervertito” e “immorale”».
L’opuscolo prendeva in considerazione in particolare cinque accuse specifiche: i non-ebrei non sono uomini; le molestie sui minori (il giudaismo autorizza la pedofilia); il Kol Nidre incoraggia gli ebrei a mentire; il non-ebreo e lo studio della Torah (il non-ebreo che studia la Torah è passibile della pena capitale); Gesù e Balaam (il Talmud utilizza il nome di Balaam come nome in codice per designare Gesù).
Ed ecco l’ADL sciorinare il solito repertorio oramai trito e ritrito: al solo fine di denigrare l’ebraismo, i polemisti antigiudei citano «selettivamente», e per di più «in modo errato», vari passaggi del Talmud e della letteratura rabbinica, e quando le citazioni sono esatte e accurate, esse vengono «estrapolate dal contesto».
Insomma, cercando di impressionare i lettori con la loro presunta conoscenza del Talmud, questi polemisti antigiudei finirebbero per tradire tutta la loro ignoranza.
Le opere polemiche menzionate dall’ ADL sono: The Plot Against Christianity (nuova edizione col titolo: The Jewish Religion: Its Influence Today) di Elizabeth Dilling; My Awakening di David Duke; Judaism’s Strange Gods di Michael Hoffman; Jewish History, Jewish Religion: The Weight of Three Thousand Years di Israel Shahak.
Poco importava che Elizabeth Dilling citasse puntualmente fonti ebraiche, tra l’altro riportando in fac-simile pagine del Talmud nell’edizione inglese Soncino Press, e che Israel Shahak sapesse leggere direttamente in ebraico i testi incriminati.
Ma tant’è: le vie dell’apologetica giudaica saranno pure lastricate di buone intenzioni, ma certamente anche di azioni cattive e truffaldine.
Chiamato direttamente in causa, Michael Hoffman replicò a stretto giro di posta.
Quella che segue è la sua risposta alla sezione intitolata : Gesù e Balaam.
(Laughing at the Expense of the ADL: Part I: Jesus and the Talmud. A Rejoinder by Michael A. Hoffman II, revisionisthistory.org).
Alle altre questioni sollevate dall’opuscolo dell’ADL Hoffman ha replicato in diversi scritti, e in particolare nella sua massiccia opera Judaism Discovered From Its Own Texts. A Study of the Anti-Biblical Religion of Racism, Self-Worship, Superstition and Deceit, Independent History and Research, Anno Domini 2008.
Tutte queste opere sono liberamente disponibili in rete.
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Ecco la prima parte della mia replica ad un ridicolo opuscolo pubblicato lo scorso febbraio dalla gigantesca organizzazione sionista di controllo del pensiero ADL. Questo opuscolo dell’ADL è un guazzabuglio di depistaggi, fallacie e disinformazioni. Può essere smontato facilmente, e confesso di essere rimasto alquanto sorpreso che il tessuto di ilarità dell’ADL, mascherato da confutazione accademica, fosse il meglio che l’ADL potesse escogitare in risposta al mio libro Judaism’s Strange Gods.
Consiglio ai ricconi sionisti di sospendere le loro donazioni all’ADL fino a che non fornirà almeno una replica minimamente credibile, in luogo della montagna di ridicole piroette linguistiche che ha proposto sino ad ora sui contenuti pornografici di questa letteratura rabbinica d’odio; un dibattito in cui l’ADL e qualsiasi altro apologeta rabbinico non possono che avere la peggio.
L’ADL, guidata da Abraham Foxman, ha sede a New York e dispone di un budget multimilionario, un ampio staff di spie e ricercatori, ed un accesso automatico ai principali media nazionali e internazionali.
In un comunicato stampa diffuso a livello nazionale il 20 febbraio 2003, l’ADL ha affermato che «fra i principali artefici della distorsione dei testi talmudici figura … Michael Hoffman II».
L’ADL ha pubblicato un opuscolo scadente e dozzinale ‒ The Talmud in Anti-Semitic Polemics ‒ nel patetico tentativo di confutare il mio libro Judaism’s Strange Gods. Nella sezione intitolata “Gesù e Balaam”, l’ADL afferma: « … gli scrittori antitalmudici spesso cercano di presentare il Talmud come un testo che denigra la figura di Gesù. Secondo la maggior parte degli studiosi, il Talmud fa riferimento a Gesù solo in pochi passi, e sebbene questi riferimenti possano non riflettere il cortese ecumenismo del mondo moderno, pure non sono nemmeno particolarmente incendiari (inflammatory)».
Ora, nel Talmud babilonese, trattato Sanhedrin 107b, leggiamo:
«Gesù eresse un mattone a simboleggiare un idolo e si inchinò dinanzi ad esso. Gesù ha praticato la stregoneria, ha traviato Israele l’ha condotto all’apostasia».
Fonte: Talmud babilonese, volume 21, trattato Sanhedrin, parte VII, tradotto dal rabbino Adin Steinsaltz, Israel Institut for Talmudic Publications, Random House, New Yerk, 1999.
Ed ecco un altro passo relativo a Gesù in Sanhedrin 43a:
«Alla vigilia di Pasqua appesero Gesù di Nazareth. Egli ha praticato la stregoneria, ha istigato Israele all’idolatria e lo ha traviato … Per uno come Gesù ci si poteva aspettare una discolpa? Era un seduttore e la Torah dice: Non avere misericordia, non nascondere la sua colpa».
In questo passo il Talmud stabilisce che Gesù ebbe ciò che meritava quando fu giustiziato la vigilia di Pasqua. Il Talmud dice che non gli fu mostrata alcuna misericordia: «Non nascondere la sua colpa». Così hanno decretato i rabbini secondo quando riportato dal Talmud.
Ma c’è un altro aspetto interessante riguardo a Sanhedrin 43a. Oggi, in ossequio alla “sensibilità ebraica”, cinema, televisione e letteratura sono costretti ad attribuire la colpa dell’esecuzione di Gesù ai Romani. Ma il Talmud, in Sanhedrin 43a, non menziona in nessun modo una qualche colpa romana per l’esecuzione di Cristo. Il commentario rabbinico in Sanhedrin 43a afferma che, in segno di deferenza per la preoccupazione per la salute di Gesù mostrata dai Romani, il Sinedrio dovette fingere di difendere Cristo, perché Gesù aveva «stretti legami con le autorità non ebraiche interessate alla sua assoluzione».
L’ADL deve avere un’opinione molto bassa dell’intelligenza dell’americano medio. Ricordiamo che nel trattato Baba Kamma 113a, il Talmud stabilisce che un ebreo può mentire a un gentile.
L’ADL sfrutta la posizione unica e intimidatoria che occupa come polizia del pensiero nazionale americano e come organo affiliato ai media aziendali per mentire su ciò che il Talmud dice realmente riguardo a Gesù.
L’ADL è troppo disonesta per citare direttamente i passi talmudici riguardanti Gesù.
Le citazioni che riporto sono tratte direttamente da quanto scrive il Talmud su Gesù. Cito liberamente questi passi perché non ho niente da nascondere o da temere da essi, dal momento che offrono prove documentali a sostegno della mia tesi riguardo ai contenuti bigotti e anticristiani del Talmud.
L’ADL sa che se i suoi “esperti” citassero esplicitamente ciò che il Talmud dice veramente su Cristo, rivelerebbero all’istante il loro odio istituzionalizzato e le loro blasfemie nei confronti di Gesù Cristo, formalmente sanciti dalla religione ebraica. È per questa ragione che l’ADL non osa menzionare gli scritti rabbinici su Gesù.
Al contrario, l’ADL si limita a parlare di ciò che asserisce trovarsi o non trovarsi nel Talmud.
Perché l’ADL non cita i passi dei trattati talmudici Sanhedrin e Gittin? Perché non può. Se lo facesse, le loro principali menzogne verrebbero a crollare. Non citare direttamente ciò che il Talmud dice di Gesù Cristo è una palese omissione che certifica eloquentemente la bancarotta della dissimulazione talmudica da parte dell’ADL e la scarsa qualità della loro pseudo-erudita “confutazione” di Judaism’s Strange Gods.
L’ADL è semplicemente troppo codarda e intellettualmente disonesta per citare i passi talmudici su Gesù che cerca di negare o falsificare.
Ho citato prima il passo talmudico Sanhedrin 107b, il quale afferma che Gesù si inchinò dinanzi ad un mattone e lo adorò, e che praticò la stregoneria, nonché il passo Sanhedrin 43a, il quale afferma che fu giusto uccidere Gesù e che egli ebbe ciò che si meritava.
Secondo l’ADL questi esempi lampanti di odio rabbinico e disprezzo verso Cristo «non sono particolarmente incendiari».
In realtà la scaturigine del fanatismo e dell’odio verso Cristo e la sua Chiesa risiede proprio nel Talmud. Vorrei aggiungere che in nessun luogo della religione islamica Cristo viene diffamato. Al contrario, Gesù Cristo viene considerato un profeta dai musulmani e il suo nome è venerato, così come sua madre Maria.
Per evidenziare l’assurdità delle obiezioni dell’ADL, consideriamo l’orribile malizia che compare nel passo talmudico anticristiano Gittin 57a.
In alcune versioni censurate di Gittin 57a il nome di Gesù viene reso come “peccatore” (o peccatori) di Israele”. Gittin 57a contiene un attacco osceno e incredibilmente scurrile contro Gesù Cristo, riguardante una punizione che Gesù avrebbe subita dopo la sua morte.
Com’è sua consuetudine, l’ADL si guarda bene dal citare direttamente Gittin 57a. Spetta allora a noi rivelare il contenuto di questo ripugnante e psicotico passo talmudico:
«Quindi Onqelos evocò Gesù (o il peccatore o i peccatori d’Israele) con arti magiche e gli domandò: Quale è la vostra punizione? Egli (o essi) rispose: Fra gli escrementi bollenti».
Il Talmud stabilisce dunque che Gesù si trova all’inferno, fra gli escrementi bollenti, perché si è opposto ai rabbini. Questo è ciò che questo “libro sacro”, malato e pornografico, afferma riguardo al Salvatore cristiano in Gittin 57a.
Senza osare citare e fare riferimento direttamente a Gittin 57a, la contorta difesa di questo passo è la seguente:
«Il Talmud nutre un’avversione molto più aspra nei confronti della figura biblica di Balaam, il mago pagano che cercò di maledire gli ebrei … La tradizione rabbinica … descrive alcune punizioni che egli (Balaam) ha dovuto subire dopo la sua morte … Una esigua schiera di studiosi ebrei ha suggerito che in taluni casi il termine Balaam nel Talmud potrebbe essere una parola in codice per Gesù … ma altri studiosi hanno dimostrato che questa ipotesi non poteva essere vera … Gli antisemiti hanno sempre sostenuto che il vero odio che il giudaismo nutre nei confronti del cristianesimo si rivela in queste espressioni in codice contro Balaam che compaiono nel Talmud».
[«… di qui anche lo pseudonimo “Balaam” dato a Gesù in Sanhedrin 106b e Gittin 57a». Cfr. Geiger, Bileam and Jesus, “Wissenschaftliche Zeitschrift für Jüdische Theologie», VI, 31-37, Jewish Encyclopedia, vol. 2, p. 469 (n.d.r.)].
Ma Gittin 57a, ed. del Talmud di Soncino Press che l’ADL cita come una fonte autorevole (cfr. p. 13 dell’opuscolo) non si riferisce a Balaam in questo passo bigotto e pieno d’odio, ma ai “peccatori di Israele”. Sembra che i comici del tanto decantato “dipartimento di ricerca” dell’ADL si siano dimenticare di inventare una spiegazione fantasiosa sul perché l’espressione “peccatori di Israele” non si riferisca a Cristo. Hanno blaterato a lungo su Balaam, ma hanno dimenticato di fornire un’esegesi analoga per i “peccatori di Israele”. Che barzelletta!
Il passo Gittin 57a dell’ed. Soncino, con il relativo riferimento ai “peccatori di Israele” che sono puniti “fra gli escrementi bollenti”, contiene una nota a pie’ di pagina, la n. 4. Ebbene, questa nota n. 4 rimarca il fatto che l’espressione “peccatori di Israele” è in realtà un riferimento codificato a Gesù!
L’unico modo in cui l’ADL può tirarsi fuori da questo tunnel senza via d’uscita in cui si è cacciata è quella di sostenere che l’edizione Soncino del Talmud, curata dal rabbino Isidore Epstein, e raccomandata dalla stessa ADL, è antisemita. Diversamente, si contraddicono e falliscono miseramente nel tentativo di dimostrare che il Talmud non contiene insulti e attacchi psicotici e spregevoli contro Gesù Cristo.
Contrariamente a quanto sostiene l’ADL, non è un atto di pregiudizio dire la verità sul contenuto del Talmud. Dire la verità in Judaism’s Strange Gods è una legittima e salutare funzione dell’indagine storica ed esegetica, ed è ugualmente liberatoria sia per gli “ebrei osservanti” (frum Yiddin) (cioè gli ebrei asserviti alla rigida osservanza dei precetti e delle tradizioni rabbiniche), sia per i goyim, tenuti in ostaggio dei rabbini da parte dei politici sionisti, dei magnati dei media e dei mercenari del giudeo-cristianesimo.
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