
LA “DETERRENZA AVANZATA” DELLA FRANCIA NEI CONFRONTI DELLA RUSSIA AUMENTA IL RISCHIO DI UNA GUERRA NUCLEARE
Di Andrew Korybko, 1 giugno 2026
Il previsto dispiegamento da parte della Francia di aerei Rafale a testata nucleare nell’Artico, nell’Europa centrale e forse anche nei Balcani, rappresenta una minaccia strategica qualitativamente nuova per la Russia.
L’annuncio, a fine aprile, che Francia e Polonia avrebbero condotto esercitazioni nucleari regolari, che gli analisti ritengono ragionevolmente dirette contro la Russia (in particolare Kaliningrad) e la Bielorussia, ha rappresentato la prima applicazione di quella che il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “deterrenza preventiva”. Tale annuncio ha fatto seguito al suo discorso di inizio anno, in cui aveva introdotto questo concetto, essenzialmente l’estensione dell’ombrello nucleare francese sull’Europa, a sua volta giunta poco dopo la scadenza del trattato New START.
Il Telegraph ha descritto dettagliatamente le intenzioni di Macron nel suo articolo intitolato “Come la Francia ha optato per il nucleare per far riflettere Putin”. I caccia Rafale, armati con testate nucleari tattiche, saranno schierati non solo in Polonia, ma probabilmente anche nei Paesi Bassi, in Belgio, Grecia, Svezia, Danimarca e Germania, tutti Paesi che hanno mostrato interesse per la sua iniziativa di “deterrenza avanzata”. Il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, la Norvegia ha annunciato la sua partecipazione all’iniziativa, il che comporterà probabilmente lo svolgimento di esercitazioni nucleari regolari, come farà la Polonia.
L’aspetto tattico delle testate nucleari che la Francia prevede di schierare con i suoi Rafale in tutta Europa è significativo, spiega il Telegraph, perché fanno parte di quella che la sua dottrina nucleare definisce un “colpo di avvertimento nucleare”. Si tratta di “un singolo attacco nucleare limitato e non rinnovabile, che molto probabilmente sarebbe diretto contro un obiettivo militare”. Lo scopo è quello di spaventare l’obiettivo, che si presume sia la Russia, per indurlo a interrompere le operazioni militari e a ricorrere esclusivamente a mezzi diplomatici per risolvere qualsiasi controversia.
È importante sottolineare che la Romania aveva precedentemente confermato di essere stata invitata dalla Francia ad aderire all’iniziativa di “deterrenza avanzata”, ma il suo nuovo presidente ha sorprendentemente rifiutato l’offerta di ospitare componenti nucleari, nonostante ospitasse già truppe francesi. Se dovesse cambiare idea, i Rafale francesi in Norvegia potrebbero minacciare le basi russe nell’Artico con testate nucleari tattiche, quelli in Polonia potrebbero minacciare quelle di Kaliningrad e della Bielorussia, mentre i Rafale di stanza in Romania potrebbero minacciare quelle della Crimea. Ciò rappresenta una minaccia strategica qualitativamente nuova per la Russia.
Sul fronte convenzionale, il “cordone sanitario” che si sta formando nell’Artico-Baltico grazie agli sforzi guidati dal Regno Unito, nell’Europa centrale grazie agli sforzi guidati dalla Polonia e in tutta la sua periferia meridionale grazie agli sforzi guidati dalla Turchia si consoliderebbe, con l’influenza turca che potrebbe estendersi fino alla Romania, come previsto in questo contesto. Nel frattempo, Germania e Polonia sono in competizione per costruire il più grande esercito europeo della NATO (attualmente quello polacco è il più grande), ma la Germania potrebbe rappresentare una minaccia simile a quella del 1941 per la Russia se alla fine dovesse prevalere.
Questi sviluppi sono incredibilmente pericolosi per la Russia, poiché si stanno verificando proprio alle sue porte. Ancor peggio, gli Stati baltici, tradizionalmente anti-russi, potrebbero sentirsi incoraggiati da questi sviluppi a innescare una crisi con la Russia o ad aprire un secondo fronte a sostegno dell’Ucraina, qualora il conflitto in corso dovesse riprendere dopo la sua inevitabile conclusione, rischiando così una crisi nucleare se la Francia ribadisse la sua “deterrenza avanzata” nei confronti della Russia. La Russia potrebbe quindi lanciare un primo attacco nucleare contro la NATO.
L’ultima volta che la Francia ha accettato di difendere un Paese europeo, ha abbandonato la Polonia ai nazisti durante la “phoney war[1]“, quindi il precedente suggerisce che potrebbe ripetere lo stesso errore in futuro. I Paesi lungo il fianco orientale della NATO che partecipano all’iniziativa francese di “deterrenza avanzata”, come la Polonia, la Romania (e forse anche la Finlandia e gli Stati baltici), dovrebbero quindi tenerlo a mente nel caso in cui pensassero di provocare la Russia sotto la protezione dell’ombrello nucleare francese.
https://korybko.substack.com/p/frances-forward-deterrence-vis-a
[1] Guerra dichiarata ma non combattuta.
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