
Gian Pio Mattogno
YESHU BEN PANTERA OGGI INDOSSEREBBE LA KEFIAH E NON LA KIPPAH.
ELUCUBRAZIONI GIUDAICHE RIVELATRICI SU GESÙ NEL TALMUD
Come ho mostrato altrove – ed anche su questo stesso sito revisionista ‒ lungo i secoli gli apologeti giudei, mentendo sapendo di mentire, si sono affannati a respingere le accuse mosse dai polemisti antigiudei, costruendo pazientemente e faticosamente enormi castelli di carta a difesa del Talmud e della letteratura rabbinica, e poi sono arrivati altri ebrei, i quali non solo non negano la veridicità e la giustezza delle accuse, ma se ne fanno addirittura un vanto.
Un caso classico è costituito da certa apologetica che, a partire da rabbi Yehiel in occasione del processo di Parigi del 1240, si affanna a sostenere che il Gesù menzionato nel Talmud non è il Gesù dei Vangeli, ma un personaggio omonimo vissuto in un’altra epoca.
Ma ecco altri ebrei – più onesti, o, forti della loro prosopopea, semplicemente più impudenti – a rompere loro le uova nel paniere e ad affermare con orgoglio che sì, il Gesù del Talmud, con tutto il corollario di blasfemie, è proprio il Gesù dei cristiani.
Un esempio recente abbastanza singolare, riportato su un autorevole sito ebraico, ne è una ulteriore conferma.
(Si Yeshu viviera hoy, estarìa en Columbia con Kufiya, no en Tel Aviv con kipà: Por Qué la Hasbara de Sissi Emperatriz Generò 97.4% Sentimiento Negativo, HORAJHAEMET, 29-12-2015, orajhaemeth.org).
Il 24 dicembre 2025 una tale, sfacciatamente filo-sionista, che si fa chiamare “Sissi Emperatriz”, pubblica su X il seguente post, che in brevissimo tempo raggiunge 12.000 visualizzazioni:
«Se Gesù vivesse oggi, sarebbe un ebreo sionista che vive in Israele. Indosserebbe la kippah. Si sarebbe messo al riparo dei missili di Hamas, di Hezbollah, degli Huti e dell’Iran. Avrebbe preso parte alle marce in Plaza de los Secuestrados. Avrebbe un amico ucciso al festival di Nova e una cugina che viveva nello stesso kibbutz di Ariel e Kfir Bibas.
«Non capirebbe questa ondata di antisemitismo. E non capirebbe neppure perché l’Europa non reagisce di fronte all’avanzata dell’islamismo radicale, né perché tollera che si importino slogan e parole di odio che finiscono per incolpare l’ebreo anche quando egli è una vittima.
«Se Gesù vivesse al giorno d’oggi, capirebbe che “Mai più” è adesso. E che agli antisemiti bisogna dire di andare “a la mierda”».
Forse questa solerte filo-sionista si aspettava una qualche parola di plauso da parte della Sinagoga.
Ed invece il suo post sul “Gesù sionista” non solo ha suscitato reazioni altamente negative da parte di oltre il 97% dei visualizzatori (evidentemente ebrei), con un’impennata massiccia e un picco tra il 24 e il 25 dicembre, ma è stato duramente attaccato dal sito ebraico dichiaratamente anticristiano ORAJHAEMET … proprio in nome della tradizione ortodossa rabbinico-talmudica!
E questo perché, scrive l’autore, al di là delle buone intenzioni di Sissi, il post contiene «un’insormontabile contraddizione logica», in quanto «la sua è una ricostruzione immaginaria che contraddice in modo assoluto ogni fonte ebraica autorevole su Yeshu ben Pantera», cioè esattamente sul Gesù dei cristiani, come attestano le fonti ebraiche contemporanee, Maimonide ed altri testi rabbinici, che agli occhi di Orajhaemet Sissi colpevolmente mostra di ignorare.
L’autore si limita a riportare solo alcuni testi ebraici (ma evidentemente per lui questi sono più che sufficienti) dove, direttamente o indirettamente, si fa menzione di Gesù, e ne rivendica pienamente l’autenticità e la giustezza.
(Cfr. Gesù di Nazareth e i cristiani nella letteratura rabbinica antica (Talmud, Tosefta, Midrash). Repertorio delle fonti, Effepi, Genova, 2018).
Talmud di Babilonia, Sanhedrin 43a: Yeshu ha-Notzri (Gesù di Nazareth) giustiziato dal tribunale rabbinico come mago, mesith (istigatore all’idolatria) e collaboratore delle autorità romane occupanti.
Talmud di Babilonia, Aboda Zara 17a: La parola di Yeshu ha-Notzri è minuth (eresia).
Talmud di Gerusalemme, Aboda Zara 2,2: È proibito farsi curare in nome di Yeshu ben Pantera.
Talmud di Babilonia, Aboda Zara 27b: È proibito intrattenere relazioni con i minim (cristiani) e farsi curare da loro.
Maimonide, Mishneh Torah, Hilchot Melachim u’Milichamot 11,4: Anche Yeshu ha-Notzri, che immaginava di essere il Messia, fu giustiziato dal Bet Din (tribunale rabbinico), come profetizzato da Daniele.
L’autore tiene a precisare che, anche là dove il nome di Gesù non viene menzionato esplicitamente, la tradizione rabbinica applica il principio che è proibito menzionare il nome dell’idolatria specificamente a Yeshu ha-Notzri attraverso l’impiego universale di eufemismi come “quel tale” o “che il suo nome e la sua memoria siano cancellati” ‒ prassi, questa, documentata dalle Tosafot e dai commentatori medievali.
In ragione di tutto ciò, chiosa il nostro autore, se fosse vivo al giorno d’oggi, il vero Gesù di Nazareth, il Gesù ben Pantera del Talmud, non si troverebbe a Tel Aviv con la kippah in testa al fianco dei sionisti, ma piuttosto con la kefiah e un megafono nei campus americani filo-palestinesi, o in qualunque altro luogo a manifestare contro Israele.
Gesù non era, come pretende Sissi, un legittimo ebreo perseguitato, ma un eretico che le autorità rabbiniche giustiziarono a ragione per eresia ‒ «come documentato dal Talmud», tiene a precisare.
E conclude: duemila anni fa rabbi Ishmael aveva tutte le ragioni del mondo quando scelse la morte di suo nipote piuttosto che ricorrere alle cure di un cristiano; Maimonide aveva tutte le ragioni del mondo a definire Gesù di Nazareth un apostata; ed anche lo Shulhan Aruch aveva tutte le ragioni del mondo a proibire di pronunciare il suo nome.
Ex ore tuo te iudico.
Tutti gli apologeti giudei che si arrampicano sugli specchi sono serviti.
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