
AD UN EBREO È PROIBITO ENTRARE IN UNA CHIESA CRISTIANA,
LUOGO IMPURO D’IDOLATRIA
(Est-il permis à un juif de pénétrer à l’intérieur d’une mosquée ou d’une église?, HALACHA YOMIT, halachayomit.co).
DOMANDA: È permesso ad un ebreo di entrare all’interno di una moschea o di una chiesa in casi di estrema necessità?
RISPOSTA: Il nostro maestro RAMBAM [Maimonide], nel suo commentario sulle Mishnayot del trattato Avoda Zara, cap. 1, riguardo ad un luogo d’idolatria insegna, secondo quanto stabilisce la Mishna, che ci è «proibito di guardarla e, a maggior ragione, di entrarvi dentro».
Queste disposizioni del Rambam sono citate in quanto Halacha dal Chah’ (Sifté Cohen) e da altri A’haronim (decisori degli ultimi secoli).
Le tosafot (Avoda Zara 17b) insegnano, secondo quanto stabilisce la Gemara, che bisogna tenersi lontani quanto più è possibile anche dalla porta di un luogo d’idolatria.
MARAN [Yosef Caro] (Shulhan Aruch, Yore Dea, cap. 150,1) stabilisce che è una Mitsva [comandamento] tenersi lontani almeno quattro Amot, cioè circa due metri, da una via che conduce verso un luogo idolatrico.
Di conseguenza, quando si cammina in prossimità di un luogo d’idolatria come una chiesa, bisogna assolutamente tenersi lontani almeno quattro Amot dalla porta di questo luogo, poiché è evidente che le chiese dei cristiani vanno considerate tutte dei luoghi d’idolatria, dal momento che i cristiani credono che vi sia un altro Dio oltre a Hashem (essi associano qualcun altro a Hashem), e dunque a maggior ragione dobbiamo ritenere che è proibito entrare all’interno stesso delle loro chiese, poiché esse sono veri e propri luoghi d’idolatria.
L’impurità che risiede in un luogo d’idolatria
Oltre all’interdizione dal punto di vista della Halacha circa il fatto di entrare all’interno di una chiesa, il Gaon Rabbi H’aim Pallag’i scrive in Shu’t Chaim Beyad (cap. 26) che quando una persona entra in un luogo d’idolatria, lo spirito dell’eresia si impossessa di lei, anche se non ha veramente intenzione di peccare. Questa tuttavia diventa impura semplicemente entrando in quel luogo, specialmente se si tratta di una persona che fa parte della santa stirpe di Israele, poiché le forze impure si attaccano a lei.
Chi entra in un luogo d’idolatria deve fare teshuva (pentimento) e necessita di una espiazione per il suo peccato.
Appare dunque chiaro ed evidente che è proibito entrare all’interno di una chiesa dei cristiani, poiché la chiesa è un luogo d’idolatria, come abbiamo detto.
L’atteggiamento del nostro maestro Rav z. ts. l [= di benedetta memoria] quando era Rav in Egitto.
Quando il nostro maestro il Rav Ovadia Yossef z. ts. l svolgeva le funzioni di Rav e di Rav Beit Din nel 5708 (1948) in Egitto, era vice Gran Rabbino d’Egitto.
La carica di Gran rabbino d’Egitto era occupata da un uomo di nome Haim Na’um Efendi, il quale era amico del re d’Egitto, e lui stesso membro del senato egiziano e dell’accademia di lingua araba. È proprio per tali ragioni che fu nominato a questa carica.
A quel tempo morì in Egitto un importante console straniero, e le autorità invitarono il Gran Rabbino d’Egitto a prendere parte alle esequie in rappresentanza del Gran Rabbinato.
Il Gran Rabbino, malato e molto avanti negli anni, sollecitò il nostro maestro Rav Ovadia Yossef z. ts. l perché lo sostituisse.
Non appena il nostro maestro Rav z. st. l venne a sapere che era consuetudine entrare nella chiesa dove si trovava il defunto e dove si stavano ascoltando le preghiere del culto cristiano, informò il Gran Rabbino che per nessuna ragione era disposto ad entrare in una chiesa.
Il Rabbino Capo tentò di fare pressione sul nostro maestro Rav z. ts. l affinché accettasse l’invito, sostenendo che la mancata presenza di un rappresentante ufficiale del Gran Rabbinato al funerale avrebbe potuto avere gravissime conseguenze diplomatiche.
Ma il nostro maestro Rav z. ts. l non approvò i suoi propositi e replicò che, al contrario, la sola presenza del Rav degli ebrei a un tale evento costituiva una profanazione senza precedenti del Nome di Hashem, come pure una umiliazione della religione ebraica dinanzi ai non-ebrei.
Di conseguenza, il nostro maestro Rav z. ts.l rimase fermo sulla sua posizione e nessun rappresentante del Gran Rabbinato si recò alle esequie.
Installare dei climatizzatori in una chiesa
Alcuni anni prima della sua scomparsa, ci consultammo col nostro maestro Rav z. ts. l riguardo ad un installatore [ebreo] che aveva firmato un contratto molto importante per l’installazione di diverse centinaia di climatizzatori, alcuni dei quali all’interno di una chiesa, allo scopo di sapere se egli aveva il diritto di installarli all’interno della chiesa, oppure se doveva annullare il contratto, cosa che gli avrebbe causato una notevole perdita di profitto.
Il nostro maestro Rav z.ts. l gli rispose che poteva continuare il contratto a condizione che subappaltasse ad un non-ebreo l’installazione dei condizionatori all’interno della chiesa (…)
In conclusione, è severamente e categoricamente vietato entrare in qualsiasi luogo d’idolatria, e questo vale anche per gli altri luoghi d’idolatria nelle città dell’estremo oriente (…)
Leave a comment