Gian Pio Mattogno: Lo shabbath goy Marco Rubio e le vere cause dell’aggressione israelo-americana all’Iran

Gian Pio Mattogno 

LO SHABBATH GOY MARCO RUBIO E LE VERE CAUSE

DELL’AGGRESSIONE ISRAELO-AMERICANA ALL’IRAN

 

Che dietro ogni aggressione imperialistica degli Stati Uniti vi siano i loschi interessi affaristici della giudeo-plutocrazia yankee è cosa notoria, e l’aggressione israelo-americana all’Iran non fa eccezione.

Un articolo di Jose Nino (Marco Rubio, a favorite of pro-Israel donors, Admits What Everyone Suspected About the Iran War, OCCIDENTAL OBSERVER, March 20, 2026, theoccidentalobserver.net), spiega alcuni significativi retroscena relativi al Segretario di Stato Marco Rubio, questo autentico Shabbath Goy, questo squallido utile idiota al servizio della Sinagoga, il quale, il 2 marzo 2026, davanti ai giornalisti a Capitol Hill, senza alcun pudore così ebbe a giustificare l’attacco proditorio alla Repubblica Islamica:

«Sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana. Sapevamo che ciò avrebbe scatenato un attacco contro le forze americane. E sapevamo che se non li avessimo attaccati preventivamente, prima che lanciassero quegli attacchi, avremmo subìto perdite maggiori, e forse anche un numero maggiore di morti, e poi ci saremmo ritrovati tutti qui a rispondere a domande sul perché lo sapevamo e non abbiamo agito».

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha subito commentato:

«Il signor Rubio ha ammesso ciò che tutti sapevamo: gli Stati Uniti sono entrati in una guerra per conto di Israele. Non c’è mai stata nessuna cosiddetta “minaccia iraniana”».

Il ministro iraniano aveva ragione, ma solo a metà.

Non “Israele” è stato il fattore decisivo nello scatenamento della guerra, ma la giudeo-plutocrazia imperialistica statunitense che agisce dietro le quinte della “democrazia” USA in combutta con il sub-imperialismo israeliano.

La carriera stessa di Rubio, come ricorda Jose Nino, è altamente rivelatrice. Poche figure della politica americana hanno legami così profondi con gli interessi della lobby ebraica e della giudeo-plutocrazia che la sostiene.

Quando nel 2010 è stato eletto per la prima volta al Senato, Rubio ha ricevuto oltre un milione di dollari in contributi elettorali dall’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), la potentissima lobby ebraica che detta l’agenda politica interna ed estera a presidenti, deputati e senatori, sia repubblicani che democratici, e da diversi altri gruppi di pressione filo-israeliani.

Durante il Summit congressuale dell’AIPAC del 2025, in una sessione a porte chiuse l’amministratore delegato Elliott Brandt ha indicato Marco Rubio come un personaggio di alto livello nella sicurezza nazionale in grado di garantire all’AIPAC l’accesso alle discussioni interne del governo.

Il plutocrate ebreo Sheldon Adelson, il quale finanziò la campagna elettorale dei repubblicani del 2012 con una somma tra i 100 e i 150 milioni di dollari, nel 2016 appoggiò Rubio nella corsa alle presidenziali, apprezzando il suo infaticabile sostegno a Israele.

La vedova, Miriam Adelson, che contribuì alla campagna di Trump del 2024 con oltre 100 milioni di dollari, ha sostenuto la nomina di Rubio a Segretario di Stato.

L’ebreo Paul Singer, fondatore del fondo speculativo Elliott Management e membro del consiglio di amministrazione della Republican Jewish Coalition, si è distinto come un grande sponsor di Rubio, e la sua società è stata la seconda maggiore fonte di contributi alla sua campagna elettorale tra il 2009 e il 2014 con un totale di 122.620 dollari.

Nino elenca poi il curriculum legislativo di questo servile Shabbath Goy:

ha co-sponsorizzato l’Israel Anti-Boycott Act:

ha presentato il Combating BDS Act, approvato dal Senato nel 2019;

ha sostenuto il Taylor Force Act, che ha tagliato i finanziamenti statunitensi all’Autorità Palestinese;

ha co-sponsorizzato l’Anti-Semitism Awareness Act e lo United States-Israel Security Assistance Authorization Act;

ha sostenuto il trasferimento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme;

ha co-sponsorizzato il disegno di legge bipartisan del 2017 sulle sanzioni contro l’Iran.

Insomma, un autentico fantoccio al servizio della Sinagoga nelle mani dei veri padroni della “democrazia” statunitense, le cui esternazioni sulle vere cause dell’aggressione imperialistica all’Iran sono una riprova dell’impudenza della cricca giudeo-pedo-plutocratica dominante (sistema Epstein), che nella sua sovrana presunzione di impunità – basata unicamente sulla forza del dollaro e delle armi ‒ si ritiene oramai al di sopra di ogni norma giuridica ed etica internazionale.

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