
Gian Pio Mattogno
ISRAELE E IL NEMICO CRISTIANO:
UNA RIFLESSIONE DI KEVIN BARRETT
Kevin Barrett è scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. Ha conseguito un dottorato di ricerca in studi arabo-islamici e si dichiara «scettico nei confronti delle versioni ufficiali».
In un articolo apparso su THE UNZ REVIEW (The Israel Enemy. Whose enemy? Everybody’s!, December 7, 2025, unz.com), Barrett rimarca il fatto che i media arabi in generale evitano di utilizzare il termine “Israele”, preferendo l’espressione “entità sionista” e, più spesso, quella di “nemico israeliano”.
L’espressione “entità sionista” suggerisce la convinzione pressoché universale in questa parte del mondo che “Israele” non sia uno stato-nazione legittimo, ma piuttosto una colonia temporanea che prima o poi tenderà a scomparire.
Quanto all’espressione “nemico israeliano”, sorge spontanea una domanda: Israele di chi è esattamente il nemico? Dei 420 milioni di arabi, oppure dei circa due miliardi di musulmani e di circa 2,5 miliardi di cristiani? In totale, “Israele” avrebbe un totale di 4,5 miliardi di nemici.
Barrett sottolinea che se “Israele” quasi universalmente viene fatto segno di inimicizia questo è una conseguenza del fatto che a sua volta è esso stesso agente primario di inimicizia.
“Israele” è l’espressione di una guerra religiosa ebraica contro il Cristianesimo e l’Islam.
Il primo vero sionista fu Sabbatai Tzevi, che nel XVII secolo si autoproclamò messia giudaico ed esortò gli ebrei a ritornare in massa in Terra Santa. Da allora il sionismo è stato l’espressione dell’estremismo messianico-millenarista ebraico.
Secondo questa concezione escatologica messianico-millenarista, “Israele” sarebbe parte di un piano divino che alla fine “riparerà” il mondo, ristabilendo il naturale e legittimo dominio del popolo ebraico su tutti i popoli della terra.
Interpretando correttamente il messianismo rabbinico-talmudico, Barrett scrive che il Messia giudaico sarà un conquistatore militare che sterminerà la maggior parte dei goyim, ridurrà il resto in schiavitù e inaugurerà una nuova èra di “pax judaica” fondata sullo sterminio e il servaggio dei popoli non ebrei.
(Cfr. L’imperialismo ebraico nelle fonti della tradizione rabbinica, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2009).
Ma c’è un segreto, dice Barrett, che i media mainstream occidentali non rivelano: il più grande nemico di Israele non sono gli arabi/musulmani, bensì i cristiani.
Il principale antagonista dell’ebraismo messianico-millenarista è stata sempre la civiltà cristiana occidentale e la principale preoccupazione degli ebrei (nella veste di marxisti, sionisti o umanisti laici iperliberali) è stata quella di distruggere la civiltà cristiana occidentale.
Essi hanno fatto di tutto per minare il cuore della civiltà occidentale, dai fondamenti anticristiani delle rivoluzioni americana, francese e russa, al sabotaggio deliberato dei valori familiari cristiani tramite la degenerazione sessuale, l’aborto e il femminismo, fino – dice ‒ all’attacco attuale al nucleo etnico-ideologico cristiano dei pasi occidentali attraverso l’immigrazione sostitutiva.
Lo stesso genocidio del popolo palestinese da parte dell’entità sionista, scrive ancora Barrett, è una guerra simbolica al cristianesimo. I palestinesi, molti dei quali sono cristiani, discendono infatti dalla famiglia di Gesù. Massacrandoli e opprimendoli nei modi più orribili e disgustosi, l’entità sionista che si definisce “Israele” non intende fare altro che ri-crocifiggere Gesù.
Quando addestra i cani a violentare i prigionieri palestinesi, quando brucia vivi i bambini palestinesi, quando spara al ventre delle donne incinte palestinesi, “Israele” in realtà immagina di uccidere il bambin Gesù e la sua santa madre Maria con un proiettile ebraico-sionista.
I media occidentali dominati dai sionisti nascondono questa realtà di una guerra contro la cristianità occidentale, promuovendo per contro una guerra illusoria tra un immaginario Occidente giudeo-cristiano e il mondo islamico.
Lo scopo non è soltanto di indebolire la resistenza in Medio Oriente delle nazioni regionali a maggioranza musulmana, ma di indebolire l’Occidente cristiano in vista della sua completa distruzione da parte del giudaismo messianico-millenarista.
Barrett si chiede: per quale ragione gli ebrei radicali (cioè gli ebrei talmudisti) odiano così tanto il cristianesimo?
La risposta risiede nel fatto che nell’ebraismo tradizionale sia i cristiani che i musulmani sono visti come nemici.
I cristiani sono visti simbolicamente come i discendenti dello stupido e peloso Esaù, che l’antenato eponimo degli ebrei Giacobbe ha truffato con successo. I musulmani invece sono i discendenti di Ismaele, il figlio illegittimo e diseredato di Agar, la schiava di Abramo.
Questi due tropi vengono usati dagli ebrei per spiegare e giustificare la loro superiorità e il loro primato su cristiani e musulmani
Ma allora perché gli ebrei odiano di più i cristiani? Perché sputano sui cristiani e non sui musulmani? Forse perché considerano lo stupido e peloso Esaù peggio di “quel bastardo di Ismaele”?
No. La risposta non sta nella figura di Esaù, ma in quella di Gesù Cristo.
Gli ebrei considerano Gesù un falso messia.
Odiano il suo messaggio di universalismo e di amore fraterno, che è l’esatto opposto del messaggio di odio contro tutti i popoli non ebrei.
Nel loro Talmud gli ebrei sono arrivati a disprezzare profondamente Gesù definendo il suo culto un’eresia e un’idolatria, e condannandolo nell’inferno fra gli escrementi bollenti.
Lo storico cattolico E. Michael Jones ama citare Tess. 2,15, dove i giudei sono chiamati “nemici del genere umano”.
Se le cose stanno così, allora non solo cristiani e musulmani dovrebbero preoccuparsi, ma anche il resto del mondo. Il giudaismo messianico-millenarista (cioè il giudaismo rabbinico-talmudico) rappresenta un pericolo per l’intera umanità. Questa visione ebraica infatti non lascia spazio ad una Cina o ad un’India indipendenti e sovrane più di quanto non ne lasci alle nazioni cristiane e musulmane.
Nonostante gli sforzi del sionismo internazionale, conclude Barrett, la guerra del nemico israeliano contro il mondo finirà con la vittoria del mondo.
Ma a patto che, anche se tardivamente, venga stabilito dai goyim un nuovo ordine mondiale armonioso contro il suprematismo genocida sionista.
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