Gian Pio Mattogno: Gli Stati Uniti d’America sono diventati una giudeo-pedo-plutocrazia?

Gian Pio Mattogno 

GLI STATI UNITI D’AMERICA SONO DIVENTATI UNA GIUDEO-PEDO-PLUTOCRAZIA? 

 

A più riprese ho definito il sistema politico statunitense un sistema giudeo-plutocratico (o anche giudeo-massonico-plutocratico, se si considera il ruolo delle logge massoniche nella storia nordamericana).

Alla luce dei documenti parzialmente desecretati relativi alla rete di potenti amicizie politiche e finanziarie del pedofilo ebreo Jeffrey Epstein, questa definizione non andrebbe forse aggiornata in quella più appropriata di “sistema giudeo-pedo-plutocratico”?

Facevo questa riflessione leggendo il sottotitolo di un articolo apparso sul “Sole 24 Ore” (8 febbraio 2026): Le conseguenze dello scandalo Epstein potrebbero riscrivere la storia delle élite statunitensi), ma soprattutto il testo di un’intervista rilasciata da Alexander Dugin (Alexander Dugin: Marks Off: Epstein Files Expose Israeli Control and Web of Satanic Elites, OCCIDENTAL OBSERVER, February 5, 2026, theoccidentalobserver.net).

Certo, casi di pedofilia, talora colpevolmente insabbiati, purtroppo si sono riscontrati anche nella Chiesa cattolica.

Ma con una differenza fondamentale.

Per la morale cristiana la pedofilia è una perversione ed un peccato mortale, e il fedele pedofilo è un peccatore che la Chiesa riprova e condanna senza alcuna pietà.

Per la morale rabbinico-talmudica, basata sulla Halacha (la normativa rabbinica tradizionale), invece, il rapporto pedofilo non è passibile di punizione. Qui vale il principio giurisprudenziale che tutto ciò che non è espressamente vietato è permesso (Cfr. Moralità giudaiche. Pedofilia, zoofilia e necrofilia nel Talmud, Edizioni della Lanterna, 2013).

È un po’ come per la questione dell’usura. È vero che in passato vi furono usurai cristiani persino peggiori degli usurai ebrei; ma anche qui con la differenza fondamentale che mentre per la Chiesa l’usura era un peccato, e quindi il cristiano che la praticava lo faceva contro i dettami della Chiesa, per il giudaismo rabbinico-talmudico l’usura verso il non-ebreo era non solo halachicamente permessa, ma in taluni caso addirittura auspicata, per indebolire la potenza finanziaria dei goyim.

Insomma, agli occhi della Chiesa il cristiano che praticava l’usura era un peccatore; agli occhi della Sinagoga, l’ebreo usuraio non faceva altro che il suo dovere di buon ebreo.

Dugin rileva che Epstein e il suo entourage non facevano mistero del loro razzismo sionista.

Nei file desecretati si sente discutere: “Saremo solo noi alla festa, o ci saranno pure quei dannati goyim?”. Ed Epstein risponde: “Sì, purtroppo ci saranno pure i goyim”.

Il quadro che emerge da questi documenti, dice Dugin, cambia radicalmente la nostra comprensione dell’Occidente (naturalmente l’Occidente liberal-atlantista n.d.r.).

Vediamo il suo totale declino morale e tutta la sua natura satanica.

Quando questi file hanno iniziato ad essere pubblicati, le nostre più dure caratterizzazioni dell’Occidente si sono rivelate fin troppo modeste.

La corrispondenza di Epstein mostra molto di più che semplici opinioni personali: la promozione del transgenderismo, la legalizzazione della comunità LGBT, i legami diretti con gruppi satanisti.

Dugin tende a sottolineare che «questo non ha nulla a che fare con l’ebraismo tradizionale, che crede in Dio», e che oggi noi ci troviamo di fronte ad un sistema diabolico di governo mondiale, incarnazione vivente delle previsioni della cultura cristiano-ortodossa sul regno dell’Anticristo.

Ahimè, al contrario tutto questo ha molto a che fare con l’“ebraismo tradizionale”, cioè con l’ebraismo rabbinico-talmudico. Guai a far rientrare dalla finestra, camuffato e imbellettato, quel che si caccia dalla porta.

Dugin osserva che è stata smascherata una rete globale di pedofili coinvolti in torture, stupri, omicidi, e persino cannibalismo e messe nere.

Questa rete includeva l’élite di entrambi i partiti americani: da George Bush Sr. a Barack Obama, ai Clinton e a Bill Gates, da Steve Bannon e Musk a Trump (i file hanno confermato la sua complicità in atti di pedofilia) e a Ghislaine Maxwell, il cui padre era un funzionario del Mossad residente negli Stati Uniti.

Un’osservazione importante da fare, dice Dugin, è che sembra che molte persone siano andate nell’isola di Epstein non per soddisfare le proprie perversioni (o almeno non solo per questo n.d.r.), ma come una sorta di “dipartimento risorse umane” del governo mondiale per partecipare ad atti criminali, puntualmente filmati e divenuti poi oggetto di ricatto.

Senza questo dossier legato all’isola di Epstein, non si può entrare nell’élite.

La maggior parte dei documenti riguardano la politica e il governo mondiale: Ucraina, Russia, Putin come bersaglio da eliminare, i legami fra USA e Israele, l’imperialismo americano in Medio Oriente, etc.

Credo che uno studio analitico e sistematico dei file desecretati possa davvero se non proprio “riscrivere la storia delle élite statunitensi”, per lo meno aggiornarla.

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