
Gian Pio Mattogno
DELIRI DELL’IPER-ANTISEMITISMO: IL CRISTIANESIMO INVENZIONE DEGLI EBREI PER DISTRUGGERE L’ “IDENTITÀ RAZZIALE EUROPEA”.
Fra le scemenze più deliranti propagandate da taluni ambienti ottusamente iper-antisemiti e razzistici (e che sembrano commissionate a bella posta dalla Sinagoga per confondere il campo degli avversari) vi è la teoria secondo la quale il cristianesimo sarebbe stato inventato degli stessi ebrei per ingannare i Goyim (gentili), condizionarli a simpatizzare per gli ebrei e le cause ebraiche allo scopo di abbattere l’Impero Romano, e, in ultima analisi, per indebolire e distruggere l’ “identità razziale europea”.
Una teoria che non solo tradisce una totale ignoranza della teologia cattolica dell’ebraismo e della storia conflittuale dei rapporti fra cristiani ed ebrei dalle origini fino al Concilio Vaticano Secondo, ma che è anche un insulto al buon senso e alla logica. (Cfr. Félix Vernet: La Chiesa e la polemica antigiudaica, andreacarancini.it).
Ultimamente questa teoria è stata ripresa da Thomas Dalton, scrittore peraltro spesso assai acuto … quando si occupa d’altro.
«La conclusione più probabile (likeliest) [Dunque, neppure lo stesso Dalton sembra dare un credito certissimo alla tesi che espone con tanta fermezza n.d.r.] di tutto questo pasticcio – scrive ‒ è che l’ebreo Paolo e gli anonimi evangelisti ebrei si siano inventato tutto: non c’era nessun figlio di Dio che operava miracoli, nessuna nascita verginale, nessuna resurrezione. Lo fecero, non per fama o per denaro, ma perché erano convinti che propagandare una teologia filo-ebraica e anti-romana avrebbe aiutato la causa ebraica. (Filo-ebraica, perché i cristiani devono adorare il Dio ebraico, il rabbino ebreo Gesù e la “vergine” ebrea Maria; anti-romana, perché i “poteri mondani” di Roma sono una manifestazione di Satana e devono essere sconfitti).
«E alla fine vi riuscirono. Il giudeo-cristianesimo prosperò, sconfisse ideologicamente Roma e poi prese la sua residenza a Roma stessa» (Jesus the Jew, THE OCCIDENTAL OBSERVER, 5/22/2023).
A questo cumulo di fesserie costruite su una semplice “conclusione più probabile” ha replicato con puntuali riferimenti scritturali un articolo a firma RockaBoatus apparso sullo stesso sito: A 2000-Year-Old-Rabbinical Psyop: Did Jews Invent Christianity to Deceive Gentiles?, November 3, 2023, THE OCCIDENTAL OBSERVER, theoccidentalobserver.net).
Dopo aver ricordato che nel corso degli anni questa tesi è stata avanzata tra gli altri da “stimati razzisti bianchi” come Oliver P. Revilo e William L. Pierce, l’autore afferma che nell’affrontare i problemi della sovversione culturale ebraica, questi zelanti scrittori anticristiani hanno tuttavia esagerato nelle loro critiche.
Il loro zelo nel combattere il cristianesimo denuncia una scarsa conoscenza sia della teologia cristiana che della storia del cristianesimo.
Spesso hanno fatto appello ad argomentazioni oramai obsolete circa le origini del cristianesimo, ignorando le acquisizioni storiografiche più recenti che hanno confutato le vecchie narrazioni.
Tutto questo, sottolinea l’autore, appare come una reazione eccessiva alla folle ossessione che oggi troppi cristiani hanno per gli ebrei e per Israele. Qualunque cosa legata al popolo ebraico, a Israele e alla Torah viene vista come un attentato al razzismo bianco.
Non ci sono eccezioni a questa regola, così come non esistono “ebrei buoni” (Con buona pace, tra gli altri, di Ron Unz che in THE UNZ REVIEW ospita addirittura un Thomas Dalton Archive n.d.r.).
Ora, è vero che il cristianesimo ha evidenti origini ebraiche, compreso il suo stesso fondatore Gesù, discendente di Davide e di Abramo (Matteo 1,1).
(Mi permetto di osservare ‒ ma è solo una mia opinione personale ‒ che lo stesso Gesù era, appunto, “di origini ebraiche”, ma non era un “ebreo”, l’ebreo essendo unicamente il giudeo prima farisaico, poi talmudista, contro il quale lo stesso Gesù si è espresso in termini assai duri n.d.r.).
Ma, aggiunge, tutto ciò basta a giustificare l’accusa di essere stato “inventato” da Paolo o da qualche fazione segreta di giudei con lo scopo preciso di ingannare i gentili?
Quando i gentili entrano nella comunità cristiana, anche questo fa parte del piano?
In che modo – si chiede a ragione l’autore ‒ tutto questo può essere di giovamento agli ebrei, quando praticamente la totalità della cristianità era diametralmente opposta al giudaismo talmudico?
Qualunque cosa si possa pensare del cristianesimo, è fuor di dubbio che fin dal suo inizio esso sia stato in una contrapposizione radicale col giudaismo farisaico e talmudico.
Gesù condannò senza mezzi termini i capi religiosi ebrei del suo tempo con parole durissime: “Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti”; “Stolti e ciechi”; “Sepolcri imbiancati”; “Serpenti e razza di vipere” etc. (Matteo 23, 1-33).
L’intero sistema rabbinico viene condannato da Gesù non solo perché si allontanava dagli insegnamenti e dallo spirito della Torah, ma perché i rabbini avevano cominciato ad imporre al popolo ebraico così tante leggi aggiuntive che rendevano l’osservanza religiosa un giogo troppo gravoso (Atti 15,10).
E proprio in virtù di tutto ciò dobbiamo chiederci: se davvero la figura di Gesù fosse stata inventata da una cabala segreta degli ebrei, perché descriverlo come uno che condanna continuamente l’ipocrisia dei rabbini e che ha sempre la meglio su di loro?
Se gli ebrei avessero inventato una nuova religione per ingannare i gentili, avrebbero per lo meno fatto in modo di mettere sé stessi nella migliore luce possibile. Invece il Nuovo Testamento contiene passi che ritraggono il popolo ebraico in una luce assai poco lusinghiera.
L’autore riporta tra gli altri il passo di Apocalisse 3,9 in cui i giudei vengono descritti come la “sinagoga di Satana”, e ironicamente chiosa che il comitato segreto degli ingannatori dei Goyim evidentemente s’è dimenticato di togliere questo passaggio dal Nuovo Testamento!
Inoltre, gli ebrei accusano spesso il Nuovo Testamento di essere antisemita.
Se fosse vera la tesi di Dalton e soci, per quale misteriosa ragione gli ebrei avrebbero inventato un Vangelo e un cristianesimo così antisemiti?
In quale misura anche questo farebbe parte del “piano” e sarebbe di giovamento alla causa ebraica?
A questa domanda non viene data alcuna risposta.
Un’altra questione di fondamentale importanza: nel Nuovo Testamento i cristiani gentili sono descritti come “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato” (1 Pietro 2,9), “sacerdozio santo” (1 Pietro 2,5).
Per quale altra misteriosa ragione degli ebrei intenti a creare un cristianesimo allo scopo di ingannare gli stupidi Goyim, avrebbero dovuto presentare questi ultimi come altrettanto dotati di privilegi come loro?
Storicamente, e segnatamente nell’epoca moderna, gli ebrei hanno lavorato febbrilmente a indebolire e distruggere il cristianesimo.
Perché farlo, se il cristianesimo è parte del piano per ingannare e dominare i gentili?
Se davvero il cristianesimo è stato concepito per questo, allora si dovrebbe estendere la sua influenza sui popoli, e non già combatterla.
Questa teoria, ribadisce l’autore, è coltivata solo da chi sa poco o nulla del cristianesimo, della sua teologia e della sua storia.
Quando si riuscirà a comprendere – concludiamo noi – che, almeno fino all’altro ieri, la Chiesa cattolica è stata storicamente non già la complice della Sinagoga, ma bensì il principale, se non l’unico, vero argine contro il giudaismo rabbinico-talmudico e la preponderanza ebraica?
Ed anche se oggi per molti versi la nuova Chiesa cattolica conciliare è diventata, come dice qualcuno, una sorta di succursale della Sinagoga, ciò non cambia di una virgola una verità storica oramai acquisita e consolidata.
E quando, inoltre, si riuscirà a comprendere che, storicamente, il giudaismo rabbinico-talmudico non si è mai prefissato di indebolire e distruggere una presunta identità “razziale” europea (che sa tanto di materialismo zoologico), ma bensì l’identità spirituale dell’Europa tradizionale romano-germanica e cristiana, erede della tradizione classica?
Sono sinceramente dispiaciuto che Thomas Dalton sia incappato in questo infortunio: Dalton, infatti, è uno studioso che ha molti meriti nel campo del revisionismo olocaustico. Speriamo che la lettura di questo articolo di Gian Pio Mattogno lo induca a riflettere.