Come la rivoluzione islamica del 1979 ha rimodellato il ruolo delle donne nel settore medico iraniano

#IR47: COME LA RIVOLUZIONE ISLAMICA DEL 1979 HA RIMODELLATO IL RUOLO DELLE DONNE NEL SETTORE MEDICO IRANIANO

venerdì 6 febbraio 2026

di Maryam Qarehgozlou

Uno degli indicatori più chiari del cambiamento strutturale del sistema sanitario iraniano negli ultimi cinque decenni è stata la costante e misurabile espansione della partecipazione delle donne nella medicina.

Questa trasformazione non è stata retorica o simbolica; è documentata attraverso dati sulle iscrizioni, statistiche sulla forza lavoro, distribuzione delle specializzazioni, risultati accademici e risultati sanitari a livello di popolazione.

Il periodo successivo al 1979 segna un cambiamento decisivo sia nella portata che nella profondità del coinvolgimento delle donne nel settore medico iraniano.

All’epoca della Rivoluzione islamica del 1979, le donne costituivano una piccola minoranza della forza lavoro medica iraniana.

Le stime indicano che solo poche centinaia di donne medico esercitavano attivamente la professione in tutto il Paese e la loro presenza era in gran parte limitata a settori specifici.

Nelle specialità ad alto rischio e che richiedono molte procedure, come la chirurgia, le sotto-specialità di ostetricia e le borse di studio cliniche avanzate, il numero di donne era trascurabile.

In alcuni campi non c’erano affatto donne.

Nel corso dei successivi quattro decenni, questo panorama cambiò radicalmente.

I dati quantitativi mostrano non solo un aumento significativo del numero di donne che entrano in medicina, ma anche la loro integrazione sistematica nell’assistenza specialistica, nella medicina accademica e nella governance sanitaria.

L’espansione della forza lavoro medica femminile

All’inizio del periodo post-rivoluzionario, il numero delle donne medico in Iran era di circa 3.500.

Nel 2015, tale cifra era salita a circa 60.000, con un incremento di quasi cinquanta volte.

Questa crescita non si è limitata alla medicina generale. Le donne hanno progressivamente iniziato a frequentare programmi di specializzazione, corsi di formazione specialistica e percorsi di fellowship, in precedenza prettamente maschili.

Oggigiorno, le donne rappresentano circa la metà di tutti i medici residenti in Iran.

Circa il 40 percento degli specialisti medici sono donne, e circa il 27 percento dei subspecialisti sono donne: uno sviluppo notevole se si considera che prima del 1979 non c’erano praticamente subspecialisti donne nel Paese.

Queste cifre riflettono un cambiamento strutturale piuttosto che un’anomalia demografica.

I dati indicano che le donne sono diventate una componente permanente e indispensabile della forza lavoro medica qualificata dell’Iran.

La ricerca sottoposta a revisione paritaria supporta questa conclusione.

Secondo un documento intitolato “Assistenza sanitaria e formazione medica per promuovere la salute delle donne in Iran: quattro decenni di sforzi, sfide e raccomandazioni” (pubblicato e indicizzato su NCBI PubMed), il numero di donne specializzate in medicina è aumentato del 933 percento tra il 1979 e il 2015, rispetto a un aumento del 332 percento della popolazione totale di specialisti nello stesso periodo.

Ancora più sorprendente è il fatto che il numero di donne specializzate in medicina è cresciuto di oltre il 1.700 percento, passando da 57 a oltre 1.000 negli ultimi anni.

Concentrazione nei settori medici fondamentali e critici

La crescita delle donne in medicina è stata particolarmente pronunciata nelle specializzazioni centrali per l’erogazione della sanità pubblica.

In settori quali ostetricia e ginecologia, pediatria, dermatologia e assistenza primaria si è registrata la più alta concentrazione di professioniste donne.

Questi ambiti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione, nella salute materna e infantile e nell’intervento precoce, ambiti in cui il coinvolgimento costante del paziente e la continuità delle cure sono essenziali.

È importante notare che l’espansione non è rimasta limitata ai settori tradizionalmente legati al genere.

Nel corso del tempo, le donne hanno iniziato a dedicarsi a specializzazioni chirurgiche e interventistiche ad alta intensità, tra cui l’urologia e la neurochirurgia, creando precedenti professionali dove prima non esistevano.

Risultati sanitari e indicatori a livello di popolazione

La maggiore presenza delle donne nel sistema sanitario iraniano coincide con miglioramenti misurabili negli indicatori sanitari nazionali, in particolare quelli relativi a donne e bambini.

Sebbene la causalità sia multifattoriale, l’allineamento tra i cambiamenti della forza lavoro e i risultati è notevole.

Uno studio longitudinale completo pubblicato su PubMed riporta le seguenti tendenze dal 1979:

L’aspettativa di vita delle donne iraniane è aumentata di circa il 29%.

La mortalità femminile adulta è diminuita del 78%.

La mortalità materna è diminuita di circa l’80%, un indicatore chiave dell’efficacia del sistema sanitario, soprattutto nell’assistenza ostetrica e di emergenza.

Questi miglioramenti sono in linea con uno degli obiettivi fondamentali della politica di sanità pubblica: ridurre i decessi prevenibili e migliorare gli esiti materni e neonatali.

La crescente disponibilità di medici donne qualificati, in particolare nel campo della salute riproduttiva e dell’assistenza ostetrica, ha probabilmente contribuito a migliorare l’accesso, a interventi più precoci e a una maggiore aderenza al trattamento.

Uno studio del 2021 pubblicato sull’Iranian Journal of Public Health ha esaminato gli sviluppi nel campo della specializzazione in ostetricia e ginecologia tra il 1979 e il 2017.

Lo studio ha rilevato che il rapporto tra specialisti in ostetricia e ginecologia e popolazione è aumentato da 5 ogni 100.000 persone nel 1979 a 8,05 ogni 100.000 nel 2017, con una crescita di oltre il 60%.

Il numero di professionisti attivi nel settore, in particolare donne, è aumentato di quasi il 1.000% nello stesso periodo.

Nel corso di questi decenni, la mortalità materna è diminuita di oltre il 79%, rafforzando il legame tra una maggiore capacità specialistica e migliori risultati in termini di salute.

Le donne nell’istruzione, nella ricerca e nell’amministrazione medica

La partecipazione delle donne al sistema medico iraniano va oltre l’assistenza clinica.

Circa 10.000 donne sono attualmente docenti universitari di medicina, rappresentando circa il 34% di tutto il personale accademico.

Il loro ruolo nella formazione dei futuri medici e nella conduzione della ricerca clinica le pone al centro della sostenibilità a lungo termine del sistema.

Le donne hanno mantenuto una forte presenza anche nelle professioni sanitarie ausiliarie.

Nelle precedenti valutazioni ufficiali della forza lavoro, le donne costituivano circa il 55 percento dei dipendenti del Ministero della Salute e oltre il 70 percento del personale infermieristico e ostetrico.

Queste cifre sottolineano il ruolo centrale delle donne in tutti i livelli dell’assistenza sanitaria, dai servizi di prima linea all’istruzione accademica e all’amministrazione di medio livello.

Sebbene le donne continuino a essere sottorappresentate nei processi decisionali di alto livello in ambito sanitario, il loro impatto istituzionale all’interno del sistema è sostanziale e duraturo.

Le tendenze statistiche più ampie si riflettono nelle singole carriere, che illustrano le opportunità in continua evoluzione a disposizione delle donne nella medicina iraniana post-rivoluzionaria.

Le seguenti quattro donne iraniane hanno completato la loro formazione medica dopo la Rivoluzione islamica e hanno continuato a distinguersi professionalmente nei rispettivi campi, diventando in molti casi pioniere in quanto prime donne ad accedere o istituzionalizzare tali specializzazioni in Iran.

Le loro carriere dimostrano come un più ampio accesso alla formazione medica si sia tradotto in un sostanziale avanzamento professionale.

Questa selezione non è esaustiva; molte altre donne hanno dato un contributo analogo alla medicina e all’assistenza sanitaria iraniana, ma esulano dall’ambito di questo report.

Marzieh Vahid Dastjerdi

Nata nel 1959, Marzieh Vahid Dastjerdi ha completato gli studi medici presso l’Università di Scienze Mediche di Teheran dopo la rivoluzione, conseguendo la laurea in medicina generale nel 1983 e la specializzazione in ostetricia e ginecologia nel 1988.

Vahid Dastjerdi è stata in seguito la prima donna a ricoprire la carica di Ministro della Salute, della Cura e della Formazione Medica dell’Iran (2009-2012).

Oltre al suo ruolo esecutivo, ha continuato a essere attiva nel mondo accademico come professore associato e ha ricoperto incarichi parlamentari e consultivi.

La sua carriera unisce medicina clinica, politica sanitaria e leadership istituzionale.

Zahra Sheikhi

Nata nel 1979, Zahra Sheikhi rappresenta una generazione formata interamente all’interno del sistema di istruzione medica post-rivoluzionario.

Ha conseguito una laurea in medicina presso l’Università di Scienze Mediche di Teheran e un doppio dottorato di ricerca in linfologia e medicina tradizionale iraniana presso l’Università Shahid Beheshti.

Attualmente è Vicepresidente per la ricerca e la tecnologia presso l’Academic Center for Education, Culture and Research (ACECR) e ha svolto un ruolo centrale nella politica di prevenzione del cancro.

In qualità di membro del Parlamento, ha proposto e contribuito a ottenere finanziamenti per l’istituzione di una rete nazionale per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro, con programmi pilota avviati in diverse province.

Il suo lavoro mette in luce l’intersezione tra medicina, governance della ricerca e politiche di sanità pubblica.

Farzaneh Sharifi Aqdas

Laureatasi presso l’Università di Scienze Mediche di Teheran dopo la rivoluzione, la Dott.ssa Farzaneh Sharifi Aqdas è stata la prima donna iraniana a specializzarsi in urologia.

Nel 1989, è stata ammessa come prima specializzanda in urologia del Paese presso l’Università Shahid Beheshti.

Successivamente ha conseguito l’abilitazione e una borsa di studio, per poi entrare a far parte della facoltà del Labbafinejad Medical Center.

Nel corso di decenni di pratica clinica, insegnamento e ricerca, ha contribuito a normalizzare la partecipazione delle donne alle sotto-specialità chirurgiche e ha svolto un ruolo di modello per le successive coorti di chirurghe.

Zahra Taati Asil

Nata nel 1954, Zahra Taati Asil ha completato la sua formazione medica presso l’Università di Scienze Mediche Shahid Beheshti ed è diventata la prima neurochirurga donna iraniana all’inizio del periodo post-rivoluzionario, nel 1984.

Ha lavorato come professoressa associata per oltre un decennio e ha svolto un ruolo chiave nel trattamento dei pazienti feriti durante gli otto anni di guerra imposti dall’Iraq all’Iran negli anni ’80.

Nota per la sua competenza tecnica e i bassi tassi di complicazioni, in seguito fondò il reparto di neurochirurgia presso l’ospedale pediatrico Mofid, contribuendo all’istituzionalizzazione dell’assistenza neurochirurgica pediatrica in Iran.

Una trasformazione strutturale misurabile

L’espansione della partecipazione femminile alla medicina iraniana dal 1979 rappresenta una trasformazione strutturale supportata da dati, sviluppo istituzionale e risultati a lungo termine.

Le donne non sono più figure marginali nell’erogazione dell’assistenza sanitaria; costituiscono una quota significativa di specialisti, educatori, ricercatori e professionisti in diverse discipline.

Questa trasformazione è visibile non solo nella composizione della forza lavoro, ma anche nel miglioramento degli indicatori sanitari e nell’ampliamento dell’accesso alle cure specialistiche.

Sebbene permangano delle sfide, in particolare nella dirigenza e nell’elaborazione delle politiche, la traiettoria delle donne nella medicina iraniana negli ultimi cinquant’anni riflette un’evoluzione costante e misurabile, fondata sull’istruzione, l’integrazione professionale e l’impatto sulla salute pubblica.

https://www.presstv.ir/Detail/2026/02/02/763357/IR47-How-1979-Islamic-Revolution-reshaped-women-role-in-Iran-medical-sector

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