La tragedia della Libia un anno dopo: conferenza di Luca Tadolini e Stefano Bonilauri

La tragedia della Libia un anno dopo: conferenza di Luca Tadolini e Stefano Bonilauri


Da Luca Tadolini ricevo e pubblico:

MERCOLEDI’ 24 OTTOBRE 2012
ORE 21.00
CONFERENZA STAMPA
Albergo delle Notarie, Via Palazzolo 5, Reggio Emilia
info 3483354890
” La tragedia della
Libia un anno dopo il Martirio di Gheddafi e l’aggressione Nato alla Jamahiria.
Per non dimenticare.”
intervengono
Stefano Bonilauri Associazione Stato e Potenza
Luca Tadolini Centro Studi Italia
saranno presenti studenti
libici che porteranno la loro testimonianza relativa la situazione in Libia ed
in particolare dalla città di Bani Walid assediata.
INFORMAZIONI:
Luca Tadolini 3483354890
Stefano Bonilauri 33814108848
La tragedia della Libia non è solo la storia della distruzione della Jamahiria,
una repubblica indipendente del Mediterraneo, da parte della Alleanza Atlantica
ad egemonia Usa, ormai esplicitamente impegnata in un conflitto geopolitico ed
economico, degno successore della Guerra Fredda, contro gli stati euroasiatici.
La guerra in Libia dello scorso anno è stata anche la tragedia della politica
estera italiana, dove l’Italia è stata costretta ed umiliata al tradimento
dell’alleato libico, fino a partecipare con le proprie forze armate alla
distruzione della Jamahiria, la repubblica con la quale il Parlamento Italiano
aveva siglato una alleanza economica, politica ed un patto di non aggressione.
La tragedia della Libia ha offerto all’Europa in crisi l’immagine di un
Martirio, quello del Colonnello Gheddafi, Guida politica del popolo libico,
caduto in armi sotto il fuoco vile dei droni Nato senza pilota, martirizzato
dalla guerriglia mercenaria armata dalla UE -Nobel per la Pace?- e dagli Emiri
del Petrolio-: Muammar Gheddafi, assassinato, infine, dalla pistola dei servizi
segreti di qualche statista traditore. La tragedia della Libia è la tragedia di
un popolo che in nome di un falsa rivoluzione e di una falsa democrazia è stato
condannato alla guerra fratricida, al caos, ad essere di nuovo terreno di abusi
neocoloniali. In queste ore, bombardata anche con i gas, nel disinteresse del
cosiddetto Occidente, si muore in Libia a Bani Walid, dove ancora sventola
l’ormai ribelle bandiera verde della Jamahiria di Gheddafi.
 
Dalla Russia: la Russia la ricorda, colonnello …
 
Da parte mia rimarco il seguente giudizio di Franco Cardini … :

“Credo che le incaute speranze e gli ancor più
incauti entusiasmi per le cosiddette
“primavere arabe” si siano ormai volatilizzati,
soprattutto in seguito alla vicenda che ha
coinvolto Gheddafi in Libia. Gheddafi è stato un
tiranno a lungo tollerato e perfino adulato
dagli occidentali, finché questi, soprattutto i
francesi e i britannici, non hanno cominciato
ad accorgersi che egli stava rompendo le uova nel
paniere ai loro interessi africani,
opponendosi contemporaneamente alle speculazioni
di alcune multinazionali nei lucrosi
campi dell’acqua e della telefonia in quel
martoriato continente. Allora, le coscienze
democratiche degli europei si sono repentinamente
risvegliate: e la NATO si è affrettata a
una “manovra d’interposizione” a senso unico tra
il colonnello e i ribelli di Bengasi,
promossi “patrioti” e “democratici” sul campo.
L’uccisione di un diplomatico statunitense a
Bengasi il 12 settembre 2012 in seguito ai moti
provocati da un provocatorio film offensivo
nei confronti dell’immagine del Profeta ha poi
provato che quei “democratici” non erano del
tipo che i media
occidentali di solito immaginano e ha subito
fatto scattare le solite
querimonie contro i “fanatici fondamentalisti”” (http://www.francocardini.net/Archivio/2012/8.10.2012.pdf
).
 
Nella “Primavera Araba” l’unica cosa che non cresce sono i fiori …
 
… E su Bani Walid, mi sembra opportuno condividere il seguente,
recente, video (con sottotitoli in italiano) Bani Walid assediata eroicamente resiste:
 
 

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