Ulteriori notizie sulla genesi delle accuse di sterminio mediante gas

Ulteriori notizie sulla genesi delle accuse di sterminio mediante gas

ULTERIORI NOTIZIE SU MAUTHAUSEN E SULLA GENESI DELLE ACCUSE DI STERMINIO MEDIANTE GAS

Di Thomas Kues, Dicembre 2010[1]

Nel mio articolo pubblicato sul numero 175 di SR [Smith’s Report][2] ho esaminato le trasmissioni radiofoniche mensili in lingua tedesca che il famoso romanziere Thomas Mann condusse durante la guerra e le menzioni fatte in tali trasmissioni dello sterminio mediante gas degli ebrei. È oltremodo significativo il fatto che, nel suo discorso del Gennaio 1942, il premio Nobel in esilio affermava che “Quattrocento giovani ebrei sono stati portati in Germania per fungere da cavie per gas tossico”. Per quanto ho potuto accertare, questa fu la prima manifestazione dell’accusa che i tedeschi stavano attuando stermini degli ebrei mediante gas. Nel suo discorso del Giugno 1942, Mann parlò di nuovo di ebrei olandesi gasati, affermando che le vittime non erano 400, ma 800, e che le persone in questione erano state “portate a Mauthausen e gasate lì”. Un confronto tra i contenuti del discorso di Gennaio con l’annotazione diaristica scritta il 16 Febbraio 1942 da un medico ebreo-rumeno di Bucarest chiamato Emil Dorian indica decisamente che l’accusa non era partita da Mann, e che era stata diffusa anche tramite altri canali.

Per quanto riguarda il contesto dell’accusa, ho riassunto i fatti documentati, come sono stati fissati da Raul Hilberg, riguardanti due piccoli convogli di giovani ebrei olandesi che, come ritorsione per le loro attività clandestine, vennero deportati nei campi di concentramento tedeschi. Il primo convoglio, che comprendeva 400 ebrei, venne mandato dapprima a Buchenwald, alla fine di febbraio del 1941, dove la decima parte di essi morì nei mesi successivi. Nella primavera del 1941, i sopravvissuti vennero trasferiti a Mauthausen. In Giugno, un secondo convoglio di 291 ebrei di Amsterdam vennero inviati direttamente a Mauthausen. Gli ebrei olandesi deportati, erano stati inviati per espletare lavori pesanti in cave e miniere, e si pensa che molti di quelli che non morirono di sfinimento e malattie si suicidarono. Nessuno storico dell’”Olocausto”, incluso il principale difensore della leggenda della camera a gas di Mauthausen, Hans Marsalek, ha mai asserito che qualcuno di questi ebrei olandesi venne “gasato” a Mauthausen. Concludevo infine che i servizi segreti Alleati, o le organizzazioni ebraiche, dovevano aver iniziato a diffondere l’accusa delle gasazioni al più tardi nel Gennaio 1942, e che l’origine dell’accusa richiedeva senza dubbio un approfondimento di indagine nelle pubblicazioni clandestine della resistenza olandese.

Non ho tuttavia ancora avuto la possibilità di esaminare nessuna fonte olandese ma, d’altro canto, ho trovato un certo numero di nuovi articoli della stampa ebraica che gettano ulteriore luce sulla questione. Presento a seguire questi articoli ed esamino brevemente le loro implicazioni.

Il 28 Novembre 1941, il settimanale degli esuli ebreo-tedeschi Aufbau, pubblicato a New York, presentava a p. 3 il seguente articolo:

“ Aus London kommt die Meldung, dass von den 680 jungen holländischen Juden, die während des letzten Jahres in das Konzentrationslager Mauthausen in Oestereich gebracht wurden, bist jetzt mindestens 400 gestorben sind. Sie gehen an mangelhafter Nahrung, schwerer Arbeit und grausamer Behandlung zu Grunde. Den Familienangehörigen wurde verboten, Lebensmittelpakete ins Lager zu senden”.

“Da Londra giunge la notizia che, dei 680 giovani ebrei olandesi i quali nel corso dell’ultimo anno sono stati portati al campo di concentramento di Mauthausen, in Austria, finora sono morti almeno 400. Essi sono periti per vitto insufficiente, lavoro duro e trattamento atroce. Ai familiari è stato proibito di mandare pacchi viveri al campo”.

Come mostrato da una notizia pubblicata sul quindicinale ebraico-americano Contemporary Jewish Record, vol. 5 n°2 (febbraio 1942, p. 87) questa informazione si basava su un dispaccio di agenzia di origine non precisata (forse il governo olandese in esilio) datata 14 Novembre 1941. Così, a partire dalla fine di novembre, la stampa ebraica in Occidente sapeva che la maggior parte degli ebrei olandesi erano morti ma, in linea con la storiografia post-bellica, la loro morte veniva ascritta a cause “naturali”, non a gasazioni.

Il 5 Dicembre 1941, l’Aufbau presentò sotto il titolo “Das Geheimnis von Mauthausen” (Il segreto di Mauthausen) due lettere al direttore (p. 6) di cui fornirò qui la traduzione integrale. La prima lettera, firmata “Carl van Hester” recita:

“In Ihrer Nummer 48 [il numero del 28 novembre] bringen Sie eine Notiz “Holländische Juden in Konzentrationslagern”, die – so schlimm ihr Inhalt ist – doch leider noch bei weitem den Tatsachen nicht gerecht wird. Da es sich hier um eines der wüstesten Verbrechen der Nazimörder handelt – das merkwürdigerweise die Weltöffentlichkeit bisher fast nicht erreicht hat – möchte ich Ihnen die wahren Tatsachen zur Veröffentlichung unterbreiten.
Es handelt sich um etwa 680 junge Juden zwischen 18 und 35 Jahren, etwa zur Hälfte holländischer Nationalität und der Rest deutsche Emigranten in Holland, darunter viele frühere Angehörige des bekannten landwirtschaftlichen Werkdorfs Wieringen. Die eine Hälfte wurde in Form einer richtigen Menschenjagd auf den Amsterdamen Strassen aufgelesen – als Vergeltungsmassregel für die spontane Demonstration eines Generalstreiks, den die Bevölkerung Anfang Februar als Antwort auf die ersten deutschen Pogromversuche im alten Judenviertel in Szene setzte. Diese Gruppe kam erst nach Buchenwald, wo im Laufe der Monate schon die ‘übliche’ Mortalität von vielleicht 10 Prozent zu verzeichnen war, und dann im Sommer weiter nach Mauthausen.
Inzwischen fand im Juni in Amsterdam die zweite Menschenjagd wieder auf 300 bis 350 junge Juden statt, diesmal als Repressalie für einen angeblichen Bombenanschlag auf ein von deutschen Offizieren belegtes Wohnhaus.
Diese jungen Leute wurden seht sorgfältig auf Generalstreiks, den die Bevölkerung Anfang Februar als Antwort auf die ersten deutschen Pogromversuche im alten Judenviertel in Szene setzte. Diese Gruppe kam erst nach Buchenwald, wo im Laufe der Monate schon die ‘übliche’ Mortalität von vielleicht 10 Prozent zu verzeichnen war, und dann im Sommer weiter nach Mauthausen.
Auch diese Gruppe wurde nach Mauthausen transportiert, und schon etwa zehn Tage nach der Ankunft dort kamen die Todesnachrichten zu Dutzenden ein. Sie wurden in der rüdesten Form von der Gestapo den unglücklichen Eltern übermittelt, indem diese per Postkarte nach der Dienststelle beordert wurden, um dort die Schreckensnachricht in Empfang zu nehmen. Ein Vater, der beide Söhne in Mauthausen hatte, erhielt an einem Montag die Aufforderung, sich am Freitag zu melden. In böser Ahnung bat er erst selbst und dann durch Vermittlung christlicher Holländer, schon früher empfangen zu werden. Das wurde abgelehnt: ‘Der Jude ist auf Freitag bestellt und hat bis dahin zu warten.’
Am Freitage teilte ihm der Beamte kurz mit, der eine Sohn sei tot. Er fragt: ich habe einen zweiten Sohn dort; was ist mit ihm? Der Beamte blättert in seinen Papieren: ‘Ach, der ist schon seit acht Tagen tot’.
Kaum ein amerikanischer Leser wird diese Schilderung glauben, aber sie ist wahr, so wahr mir Gott helfe.
Ob von den Unglücklichen [deported Dutch Jews] heute noch einer lebt, weiss ich nicht. Ich möchte es fast nicht wünschen. Von den etwa fünfzehn nahen und persönlichen Bekannten, die ich darunter hatte, lebt buchstäblich nicht ein einziger mehr.
Und woran sind sie gestorben und zu grunde gegangen? Ein hoher Ausländischer Würdenträger hat sich in Berlin an hohen tellen persönlich bemüht, einen bestimmten jungen Menschen, dessen Eltern ihm befreundet waren, frei zu bekommen. An verschiedenen Stellen, die glaubten, es handelte sich um einen gewöhnlichen K.Z.-Insassen, wurde ihm Hilfe und Befürwortung zugesagt. Sobald er erwähnte, es handle sich um einen jungen Holländer in Mauthausen, stiess er auf eisige Ablehnung. Bis im schliesslich ein hochgestellter Nazi offen sagte: ‘Mauthausen, da kommt keiner lebend heraus, und wenn der Krieg morgen zu Ende geht, werden die letzten heute noch umgelegt. Die gehen an Giftgas zu Grunde.’ (Es gibt ausser mir noch andere einwandfreie Zeugen denen er [=the foreign dignitary] dies persönlich erzählt hat.)
Ich schreibe Ihnen all das nicht, weil man den Aermsten noch helfen könnte. Aber wenn der Tag kommt, da die Welt über Deutschland zu Gericht sitzt, muss man an solche Ensetzlichkeiten erinnern und sie der Welt vorhalten, damit nich schwächliches Mitleid den Blick trübe.”

“Nel Vostro numero 48 [il numero del 28 novembre] riportate la notizia “Ebrei olandesi in campi di concentramento” che però – per quanto brutto sia il suo contenuto – purtroppo è di gran lunga inadeguata rispetto ai fatti. Poiché qui si tratta di uno dei crimini più spaventosi degli assassini nazisti – che stranamente finora non è quasi giunto all’opinione pubblica – Vi vorrei sottoporre per la pubblicazione i fatti veri.
Si tratta di circa 680 ebrei tra i 18 e i 35 anni, più o meno la metà di nazionalità olandese, il resto emigranti tedeschi in Olanda, tra i quali molti provenienti dalla nota azienda agricola del villaggio di Wieringen. La metà fu raccolta nelle strade di Amsterdam in una vera e propria caccia – come punizione per la dimostrazione spontanea di uno sciopero generale inscenato dalla popolazione all’inizio di febbraio in risposta ai primi tentativi tedeschi di pogrom nel vecchio quartiere ebraico. Questo gruppo andò prima a Buchenwald, dove nel corso dei mesi la mortalità “ordinaria” aveva già registrato una mortalità di circa il 10 per cento, poi, in estate, a Mauthausen.
Nel frattempo in giugno ad Amsterdam si svolse la seconda caccia all’uomo a 300-350 giovani ebrei, questa volta come rappresaglia per la presunta esplosione di una bomba in una casa abitata da ufficiali tedeschi.
Questi giovani furono visitati molto accuratamente per accertarne la perfezione fisica e un certo numero di essi furono rimandati a casa, come si suppose all’inizio, per avere materiale [umano] utilizzabile per il servizio di lavoro, come [invece] risulta ora, perché per esperimenti di laboratorio si può usare soltanto “materiale” ineccepibile.
Anche questo gruppo fu trasportato a Mauthausen e già circa dieci giorni dopo il loro arrivo lì arrivarono a decine gli avvisi di morte. Furono trasmessi dalla Gestapo nel modo più rozzo agli sventurati genitori, convocandoli tramite brutto cartolina postale in ufficio per ricevervi la terribile notizia. Un padre, che aveva entrambi i figli a Mauthausen, ricevette il lunedì l’invito a presentarsi il venerdì. Avendo un presentimento, pregò prima di persona, poi tramite olandesi cristiani di essere ricevuto prima. Ciò fu rifiutato: “L’ebreo è stato convocato venerdì e deve aspettare fino ad allora”.
Il venerdì l’impiegato gli comunicò brevemente che suo figlio era morto. Egli chiese: “Ho un altro figlio lì, che cosa gli è accaduto?”. L’impiegato sfogliò le sue carte: “Ah, è già morto ga otto giorni!”.
Un lettore americano crederà a stento a questa narrazione, ma è vera, così vera Dio mi aiuti.
Non so se degli sventurati [ebrei olandesi deportati] oggia sia ancora vivo qualcuno. Vorrei quasi non desiderarlo. Dei circa quindici conoscenti stretti e personali che avevo tra di loro non è più in vita letteralmente nessuno.
E di che cosa sono morti e periti? Un alto dignitario estero ha cercato personalmente presso alte istituzioni a Berlino di far liberare un certo giovane dei cui genitori era amico. In vari uffici, dove si pensava che si trattasse di un comune detenuto di un campo di concentramento gli furono promessi aiuto e sostegno. Appena riferì che si trattava di un giovane olandese a Mauthausen, incontrò un ferreo rifiuto. Finché alla fine un nazista di alto rango gli disse apertamente:”Mauthausen, da lì non esce vivo nessuno, e se la guerra finisce domani mattina, gli ultimi [detenuti] vengono uccisi oggi stesso. Periscono di gas tossico”. (Oltre a me, ci sono altri testimoni ineccepibili ai quali egli [l’alto dignitario] ha raccontato personalmente ciò).
Vi scrivo tutto ciò non già perché si possa ancora aiutare lo sventuratissimo. Ma se verrà il giorno in cui il mondo giudicherà la Germania, bisognerà ricordare anche queste cose spaventose e metterle davanti al mondo, affinché una compassione delicata non offuschi lo sguardo”.

La seconda lettera, firmata “R. Pisk (New York City) a quanto pare venne pubblicata solo in parte:

“…ist es Ihnen nicht aufgefallen, dass unter 680 jungen unverbrauchten kräftigen Menschen 400 ihr Leben gelassen haben sollen an Ueberarbeitung oder Unterernährung? Ich persönlich habe leider Anhaltspunkte dafür, dass mit diesen armen Jungen Giftgasexperimente unternommen worden sind, die sie in Scharen getötet haben…”

“… non avete notato che, dei 680 giovani forti, freschi 400 hanno dovuto perdere la vita per lavoro eccessivo e alimentazione insufficiente? Io purtroppo ho personalmente indizi che questi poveri giovani furono sottoposti ad esperimenti con gas tossici che li hanno uccisi in massa”.

Queste due lettere dimostrano che l’accusa delle gasazioni fu inventata al più tardi nel Novembre 1941, e cioè prima della presunta prima gasazione di ebrei nel campo di Chelmno. Almeno per ora, l’identità dell’autore delle due lettere rimane un mistero. La lettera firmata “Carl van Hester” dà l’impressione di essere stata scritta da un olandese, probabilmente coinvolto nella resistenza, ma se questa persona all’epoca viveva ancora nell’Olanda occupata, sembra ovvio che deve aver utilizzato uno pseudonimo. Bisogna inoltre presumere che “R. Pisk” non riferisse i suoi “Anhaltspunkte” [indizi] alle gasazioni, altrimenti il giornale avrebbe certamente pubblicato la sua lettera per esteso, invece di destinare lo spazio rimanente ad altre sette lettere riguardanti gli argomenti più vari, dai risparmi alle assicurazioni ai profughi nelle Mauritius.

La storia delle gasazioni di Mauthausen venne ripresa dai giornalisti radiofonici della propaganda sovietica già all’inizio di Gennaio del 1942 (“Internati uccisi con il gas”, The Camberra Times, 15 Gennaio 1942, p. 3):

“Londra, martedì [13 Gennaio 1942] – citando una fonte di Vienna, radio Mosca dice che i tedeschi hanno giustiziato mediante gas tossico 700 anti-nazisti nel famigerato campo di concentramento di Mauthausen in Austria”.

Il 10 Aprile 1942, di nuovo l’Aufbau scrisse su Mauthausen in una breve notizia intitolata “Todeslager Mauthausen” [Campo della morte di Mauthausen](p. 2):

“ Die holländische Regierung in London hat bekanntgegeben, dass von 1200 Juden, die zur Zwangsarbeit in die Salz- und Schwefelminen von Mauthausen geschickt wurden, 740 gestorben sind. Sie sind von den Nazis ohne den geringsten Schutz den giftigen Dämpfen preisgegeben worden.”

“Il governo olandese a Londra ha reso noto che di 1200 ebrei, i quali erano stati mandati al lavoro forzato nelle miniere di sale e di zolfo di Mauthausen, 740 sono morti. Sono stati esposti dai nazisti senza la minima protezione a vapori tossici”.

Questo annuncio, da parte del governo olandese in esilio a Londra, è quasi certamente quello cui Mann si riferisce nel suo discorso del Giugno 1942 (“Erano quasi ottocento le persone che allora furono arrestate, portate a Mauthausen e gasate lì. La cifra esatta è stata pubblicata nel frattempo dal governo olandese, ma poiché non credo che abbiate già saputo tale notizia, vi trasmetto quest’informazione ricevuta privatamente”).

Sembra chiaro, tuttavia, dalla notizia dell’Aufbau, che l’annuncio in questione non attribuiva nessuna delle morti a degli ”Giftgasexperimente” [esperimenti con gas tossici], ma all’esposizione di esalazioni tossiche in miniere, dove a quanto pare gli ebrei dovettero lavorare senza equipaggiamento protettivo. Questa è anche la versione sostenuta dall’ Institute of Jewish Affairs nella sua inchiesta dell’Agosto 1943 Hitler’s Ten Year War on the Jews [I dieci anni della guerra di Hitler contro gli ebrei], in cui leggiamo (pp. 238-239):

”Nell’estate del 1941, dall’Olanda incominciarono a scomparire giovani ebrei; in breve tempo il numero degli scomparsi fu circa di 1.200. Si seppe che erano stati inviati nel campo di concentramento di Manthausen [sic] nell’alta Austria, dove erano costretti a lavorare in miniere di zolfo senza protezione contro le esalazioni mortali. Secondo una dichiarazione ufficiale del governo olandese in esilio, 740 di questi giovani morirono durante i primi quattro mesi di lavoro. All’inizio, le notizie dei decessi apparvero sulla stampa olandese; ben presto, tuttavia, tali annunci vennero proibiti. I genitori venivano convocati nelle sedi della Gestapo per ricevere la notizia. Le convocazioni venivano intenzionalmente fissate con alcuni giorni di anticipo per tenerli in sospeso. Di solito, i loro figli erano morti da settimane. Le ceneri potevano essere ottenute dietro versamento di 75 fiorini”.

Viene da pensare che le persone che inventarono la storia delle gasazioni furono ”ispirate” dalle morti reali o da incidenti provocati da queste esalazioni tossiche, e che poi associarono questo elemento reale con la psicosi bellica del gas che persisteva dai tempi della prima guerra mondiale (vedi Samuel Crowell, The Gas Chambers of Sherlock Holmes[3]). Che degli ebrei olandesi morirono per l’esposizione ad esalazioni tossiche nelle miniere venne in realtà riferito da una commissione degli Alleati a Londra nel Novembre 1941 (”Scathing indictment of Nazi cruelty” [Spaventosa denuncia della crudeltà nazista], The Camberra Times, 21 Novembre 1941, p. 2):

”Lo scorso Febbraio, 600 ebrei olandesi sono stati radunati nelle strade, ammucchiati nei vagoni e portati via. Alla fine di Luglio, 130 erano morti nel campo di concentramento di Mauthausen, mentre alla fine di Ottobre il tasso di mortalità aveva raggiunto circa le 500 unità. Questi giovani, dai 18 ai 35 anni, erano stati inviati a lavorare – è giunta voce dall’Olanda – in miniere di nitrato di potassio senza nessuna protezione, il che significava una morte lenta ma sicura”.

Nel numero dell’Aufbau del 12 Giugno 1942, a p. 5, troviamo il seguente breve articolo (”Amerikanischer Beamter bestätigt Mauthausen-Verbrechen”): [Funzionario americano conferma i crimini di Mauthausen]

“Die zuerst vom Aufbau einer erschrockenen Welt zur Kenntnis gebrachten Vorgänge über die Giftgas-Experimente im Konzentrationslager Mauthausen sind jetzt neuerdings durch einen hohen amerikanischen Beamten bestätigt worden, der früher in der Tscechoslowakei stationiert war und in der letzten Woche auf dem [Swedish] Diplomatenschiff ‘Drottningholm’ in New York eingetroffen ist. Auch er weiss von Vorgängen, die sich in diesem 20 Meilen nördlich von Linz gelegenen Lager abspielen. Neu ist, dass nich nur Hunderte von in Holland aufgegriffenen Juden durch diese Gasexperimente in Mauthausen getötet worden sind und ungefähr 1200 in den in der Nähe des Lagers befindlichen Minen starben – das ist eine Anschuldigung, die auch die Niederländische Regierung zu ihrer eigenen gemacht hat -, sondern der eingetroffene Beamte bestätigt auch, dass mehrere hundert Juden aus Prag, aller Papiere und sonstiger Identifikationszeichen beraubt, nach Mauthausen gebracht worden sind. Offiziell is von den Behörden in dem Protektorat angegeben worden, dass diese Deportiertten nach den polnischen Ghettos verschickt worden seien. Es konnte aber festgestellt werden, dass sie in Wahrheit nach Mauthausen gekommen sind.
Wie dem Aufbau von zuverlässiger Seite gemeldet wird, hat eine Zeitland ein zweites Mauthausen in dem früheren Nonnenkloster Liebenau in Württemberg bestanden, wohin von den Nazis schwachsinnige junge Männer – oder wen immer sie in diese Kategorie einordneten – zu ähnlichen Zwecken wie in Mauthausen transportiert worden waren. Es handelte sich in diesem Lager um jüdische und nichtjüdische Gefangene.
Später wurden diese Versuche in Liebenau engestellt und das Kloster als Internierungslager für Ausländerinnen eingerichtet.”

“Gli avvenimenti relativi ad esperimenti con gas tossico a Mauthausen fatti conoscere per la prima volta dall’Aufbau a un mondo spaventato sono stati recentemente confermati da un alto funzionario americano che prima era dislocato in Cecoslovacchia e nelle ultime settimane è arrivato a New York sulla nave diplomatica [svedese] ”Drottningholm”. Anch’egli sa di avvenimenti che si sono svolti in questo campo situato 20 miglia a nord di Linz. Di nuovo c’è che non solo centinaia di ebrei catturati in Olanda sono stati uccisi a Mauthausen in questi esperimenti con gas e circa 1200 sono morti nelle miniere che si trovano nel circondario del campo – questa è un’accusa che ha mosso anche il governo olandese di propria iniziativa – , ma il funzionario che è arrivato conferma anche parecchie centinaia di ebrei di Praga, privati di ogni documento e di altri segni di identificazione, sono stati portati a Mauthausen. Ufficialmente è stato annunciato dalle autorità del Protettorato che questi deportati saranno mandati nei ghetti polacchi. Ma si è potuto accertare che in realtà sono andati a Mauthausen.
Come l’Aufbau ha riferito da fonte sicura, per un certo periodo è esistito un secondo Mauthausen nel convento di suore di Liebenau in Württemberg, dove giovani deficienti mentali, o chi veniva classificato così, erano stati trasportati dai nazisti per scopi simili a quelli di Mauthausen.
Poi questi esperimenti a Liebenau furono interrotti e il convento fu attrezzato come campo di internamento per straniere”.

Secondo gli storici post-bellici, i malati mentali ospitati a Liebenau vennero inviati – per essere gasati – al centro per l’eutanasia Grafeneck, ma non vi furono gasazioni a Liebenau[4]. I presunti esperimenti con il gas tossico di Liebenau vennero riferiti anche dalla Contemporary Jewish Review, ma nell’articolo in questione le vittime non erano più malati mentali ma ”centinaia di prigionieri di guerra ebrei e russi” (vol. 5, n°4, Agosto 1942, p. 426). Lo stesso giornale parlò anche di un misterioso funzionario americano (vol. 5, n°5, p. 524):

”Diverse altre centinaia [di ebrei cechi] vennero inviati nel campo di concentramento di Mauthausen, vicino Linz, dove venivano utilizzati come ”cavie” in esperimenti nazisti a base di gas tossico, ha rivelato il 10 Agosto un funzionario americano di ritorno nella ’Drottningholm’”.

È possibile che questo ”alto funzionario americano” sia lo stesso del ”funzionario superiore agli esteri” menzionato nella lettera di ”Carl van Hester”? È gradito ogni aiuto per identificare questa persona.

Il 3 Luglio 1942, l’Aufbau, di nuovo, scrisse sulla gasazioni di Mauthausen (”Mauthausen”, p. 10):
“Zuverlässigen Berichten zufolge sind im Lager Mauthausen durch verbrecherische Giftgas-Verusche der Nazis 700 junge Juden ums Leben gebracht worden. Wie bereits in einer früheren Ausgabe angekündigt, haben wir die Absicht, eine Liste der Opfer anzufertigen, teils um eine Verbindung unter den Freunden und Verwandten dieser Unglücklichen zu sschaffen, teils aus dokumentarisch-historischen Gründen.
Veröffentlichung der Namen findet wärend des Krieges nicht statt und unterbleibt auf Wunsch auch für die Zukunft.
Wir haben schon viele Meldungen erhalten. Da uns zu einer Vervollständigung der Liste aber noch viele Namen fehlen, erlassen wir diesen nochmaligen Appell”.

“Secondo rapporti attendibili, al campo di Mauthausen sono periti 700 giovani ebrei a causa di esperimenti criminali con gas tossici. Come è stato già riferito in una edizione precedente, abbiamo intenzione di stilare una lista delle vittime, sia per creare un collegamento tra amici e paretnti di questi sventurati, sia per ragioni storico-documentarie.
La pubblicazione dei nomi non avrà luogo durante la guerra e per richiesta non avverrà neppure in futuro. Abbiamo già ricevuto molte comunicazioni. Poiché per completare la lista mancano ancora molti nomi, lanciamo di nuovo quest’appello”.

Non sono ancora riuscito a identificare il destinatario del primo appello.
Quando l’accusa delle gasazioni apparve per l’ultima volta nell’Aufbau, il 9 Ottobre 1942 (p. 2) il numero delle vittime gasate era stato modificato per comprendervi tutti gli ebrei olandesi inviati al campo secondo la dichiarazione dell’Aprile 1942 del governo olandese in esilio:

”Diese Drohung der Nazis, die [Dutch] Juden in das Konzentrationslager Mauthausen zu bringen, ist umso erschütternder, wenn man an die Greueltaten denkt, die die Nazis seinerzeit in diesem 20 Meilen nördlich von Linz gelegenen Lager verübt haben. Der Aufbau brachte seinerzeit als erstes Blatt die Meldung, dass die Nazis in Mauthausen Giftgas-Experimente an Juden aus Holland gemacht hatten, bei denen etwa zwölfhundert den Tod gefunden haben”.

«Questa minaccia dei nazisti di portare gli ebrei [olandesi] nel campo di concentramento di Mauthausen, è tanto più sconvolgente se si pensa alle atrocità che i nazisti a suo tempo hanno commesso in questo campo situato 20 miglia a nord di Linz. Primo giornale, l’Aufbau pubblicò a suo tempo la notizia che i nazisti a Mauthausen avevano effettuato su ebrei olandesi esperimenti con gas tossici nei quali circa 1200 avevano trovato la morte».

Ma la storia degli ebrei olandesi gasati a Mauthausen non finì lì. Il 16 Dicembre 1943, venne riferita da Londra (”Nazi Gas Tests on Prisoners” [Esperimenti nazisti con il gas sui prigionieri], The CourierMail, Brisbane, 17 Dicembre 1943, p. 17) la seguente notizia:

”I tedeschi utilizzano prigionieri dei campi di concentramento come soggetti per test con gas tossico, secondo un giovane olandese che è fuggito da poco e che ora è all’ospedale, seriamente malato, in un paese neutrale. L’olandese ha fornito dettagli autentici sul loro calvario ad un rappresentante del governo olandese. L’olandese dice che venne inviato nel campo di Mauthausen in Austria nel 1942. Da lì, venne portato in un furgone con altre 27 persone in una grande fabbrica. Questa disponeva di un certo numero di laboratori e di camere a gas con tre muri di cemento senza finestre [e] una di vetro spesso, attraverso la quale i chimici e i fisiologi osservavano gli esperimenti.
I prigionieri vennero mandati nudi in una camera tre volte. La prima volta indossavano maschere anti-gas, e rimasero dentro un quarto d’ora.
Riferisce l’olandese: ’Dopo due minuti, incominciò un intenso prurito della pelle, dopo di che sentimmo una sensazione di calore. Quando uscimmo, ci misurarono la temperatura e presero del sangue dai lobi delle nostre orecchie. Poi ci fecero fare una doccia con una forte dose di cloro. Ma non subimmo seri danni.
In un secondo esperimento, tre settimane dopo, indossammo nuovamente maschere antigas, e di nuovo sentimmo una sensazione di calore, alla quale stavolta seguì una sensazione di freddo intenso. Dieci delle vittime vennero colpite da piaghe e da pruriti dolorosi.
Costoro non vennero sottoposti al terzo esperimento, che 14 di noi subirono per mezz’ora senza maschere antigas.
Sul pavimento, vennero scoperte delle grate. Dopo pochi minuti, tutti noi vomitammo e avemmo le vertigini.
A poco a poco perdemmo il senso dell’equilibrio e crollammo gli uni sugli altri. Rimanemmo coscienti solo debolmente.
Quando il test finì, gli assistenti del laboratorio, rivestiti da tute anti-gas, da guanti e da scarpe di gomma, e da maschere anti-gas, ci condussero fuori.
Dalle nostre narici, dalla bocca e dalle orecchie usciva sangue.
Di nuovo finimmo sotto una doccia a base di cloro, e i nostri polmoni e stomaci vennero sottoposti ai raggi x. Il vomito e le vertigini continuarono per quattro giorni, ma venimmo costretti a riprendere il nostro pesante lavoro al campo.
In seguito, sentimmo dalle guardie che 40 giovani ebrei erano stati sottoposti per due volte allo stesso trattamento. Erano tutti morti’”.

Le gasazioni presunte qui sono chiaramente esperimenti con gas tossico, non gasazioni nel senso dell’”Olocausto”. Osserviamo inoltre che le ”camere a gas” descritte, chiaramente, non sono identiche né alla presunta ”camera a gas” di Mauthausen né alla ”camera a gas” dell’istituto per l’eutanasia al castello Hartheim, che gli esperimenti si riferiscono all’anno 1942, e che il numero delle vittime ebraiche è di 40, non di 400, 700, 800, o 1.200.

L’idea che i tedeschi conducessero esperimenti con gas tossici militari era già apparsa in un rapporto clandestino su Auschwitz datato 24 Ottobre 1941 (Oboz koncentracyjny Oswięcim w swietle akt Delegatury Rzadu R. P. na Kraj, Oswiecim 1968, p. 11), ma in questo caso le presunte vittime erano prigionieri di guerra sovietici:

”A Oświęcim [Auschwitz], all’inizio di ottobre, 850 ufficiali e sottufficiali russi (prigionieri di guerra) che vi erano stati portati, sono stati sottoposti alla morte per gas al fine di sperimentare un nuovo tipo di gas bellico che deve essere usato sul fronte orientale”.

Furono i propagandisti clandestini polacchi a influenzare gli olandesi, o viceversa? L’idea derivava da una fonte comune? È davvero possibile che due gruppi giunsero più o meno alla stessa idea in modo indipendente? Che ruolo esercitarono i misteriosi ”Carl van Hester”, ”R. Pisk” e il ”funzionario superiore agli esteri” (americano?) nello sviluppo della leggenda dello sterminio mediante gas? Ciò che sappiamo è che tanto le accuse riguardanti Mauthausen che quelle riguardanti Auschwitz non sono vere (per quest’ultima, vedi Carlo Mattogno, Auschwitz: la prima gasazione, Edizioni di Ar, Padova 1992). Di conseguenza, abbiamo a che fare con due esempi simili di propaganda nera. Quale fu il primo? Per rispondere a queste domande, chiaramente, c’è bisogno di ulteriori ricerche.

One Comment
    • ivano
    • 8 Dicembre 2010

    egregio signor Carancini la seguo con molto interesse in particolar modo quando tratta di (olocausto),in riferimento a ciò,se posso esprimere una mia valutazione,trovo necessario che tutta la questione vada trattata in maniera ,come dire,diciamo chedovrebbe in qualche modo essere piu pubblica,e mettere a conoscenza piu persone possibili.Mi rendo conto anche delle difficolta e delle persecuzioni democratiche che le tesi discusse possono portare ,avendo io stesso provato,ma credo la storiografia ne trarebbe successo.
    continui il suo lavoro cosi grazie

    ivano vittorio veneto tv

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