Progetto Aladino: le conferenze sulla Shoah

Progetto Aladino: le conferenze sulla Shoah

Letto il 29 Gennaio sul sito “drzz.info”. Questo sito si definisce “un laboratorio di idee, e il sito più consultato della piattaforma Overblog, il numero 1 della blogosfera francofona”; il MRAP (OGN francese: “Mouvement contre le racisme et pour l’amitié entre les peuples”) lo considera come appartenente alla sua “famiglia politica e ideologica”:
http://www.drzz.info/article-une-premiere-la-france-lance-des-colloques-sur-la-shoah-dans-des-pays-musulmans–43867391.html

Una novità: la Francia inaugura delle conferenze sulla Shoah nei paesi musulmani

La Francia ha inaugurato questa settimana una serie di conferenze dedicate alla Shoah in diverse città del mondo arabo-musulmano, nell’ambito di un progetto di lotta contro il negazionismo. Ha cominciato da Gerusalemme, capitale unificata ed eterna del popolo ebreo.

La prima conferenza ha avuto luogo il 26 Gennaio 2010 nella zona orientale della capitale israeliana (a maggioranza araba). Altre conferenze sono previste in particolare a Istanbul, Tunisi, Rabat, Casablanca, Il Cairo, Baghdad e Amman, in presenza specialmente di Serge Klarsfeld, il “cacciatore di nazisti” francese che parlerà della storia della Shoah, e di François Zimeray, ambasciatore francese per i “Diritti dell’Uomo”.

Organizzate nei centri culturali francesi, queste conferenze presenteranno il “progetto Aladino”, che è considerato da Parigi come un’arma contro il negazionismo in terra d’Islam.

L’inaugurazione ufficiale del progetto Aladino[1] ha avuto luogo il 27 Marzo 2009, nella sede dell’UNESCO, a Parigi, in presenza di centinaia di personalità, tra cui capi di stato, ministri, ambasciatori, dirigenti delle comunità ebraiche, rabbini, cardinali, imam, e dei media, specialmente del mondo musulmano.

Due mesi dopo la fine dell’operazione Piombo Fuso, da parte di Israele contro il movimento terrorista di Hamas [!!!] nella striscia di Gaza, questo progetto, sorto su iniziativa della Fondation pour la mémoire de la Shoah, mira a rendere disponibili in arabo, persiano e turco, delle informazioni obbiettive sul genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, sulle relazioni ebraico-musulmane, e sulla cultura ebraica. Si basa su un sito Internet[2], che presenta in cinque lingue (arabo, persiano, turco, inglese e francese) la storia della Shoah, del popolo ebreo, e delle relazioni tra i musulmani e gli ebrei nel corso dei secoli.

La comprensione, da parte dei musulmani, della Storia degli Ebrei, resta difficile. I regimi arabi (tranne il Marocco) non incoraggiano la comprensione di questa parte importante della storia. Nel mondo musulmano la Shoah viene negata per meglio negare il popolo ebreo.

Dopo il congresso revisionista di metà Dicembre 2006 a Teheran, in compagnia di numerosi negazionisti del mondo intero come Faurisson e David Irving, invitati da Mahmoud Ahmadinejad nell’ambito della sua vasta campagna revisionista mondiale, e dell’appello alla distruzione di Israele, le elite arabe sono diventate sempre più ostili verso la comprensione della Shoah, alimentando l’antisionismo, l’antisemitismo, e ottenendo il sostegno ufficiale dei dirigenti musulmani.

Il Progetto Aladino ha già invitato la conferenza generale dell’UNESCO ad adottare il progetto di risoluzione sull’insegnamento dell’Olocausto presentato e patrocinato finora dalla Francia, dalla Polonia, dall’Olanda, dall’Argentina e dal Belgio.

Il dibattito sull’informazione e sull’educazione relative alla Shoah è molto in ritardo nei paesi arabi e musulmani. Settant’anni dopo l’inizio della Shoah, nessun libro sull’Olocausto degli ebrei è stato pubblicato in arabo, in turco o in persiano, mentre il “Mein Kampf” è dagli anni ’70 un bestseller a Beirut e al Cairo.

L’indifferenza e l’inazione equivalgono sempre a schierarsi dalla parte del persecutore, mai dalla parte della vittima. Che questo sia detto con grande chiarezza: essere indifferenti al male significa assecondare il male, significa dare prova di complicità con il male.

Per Lunedì, avrò prenotato il mio posto alla conferenza prevista in particolare all’istituto francese di cooperazione di Tunisi.
Un grazie a Parigi
Ftouh Souhail, Tunisi
FINE

Comè è possibile che la Francia si metta anche a inaugurare “delle conferenze sulla Shoah”? La risposta si trova nel libro “Sarkozy, Israël et les Juifs”, di Paul-Eric Blanrue (Editions Oser Dire) passato sotto silenzio sui media ma che tuttavia potete trovare su Amazon o, ancora meglio, presso Akribeia (45/3 route de Vourles, 69230 St Genis-Laval) al prezzo di 16 euro.

[1] http://www.drzz.info/ext/http:/www.projetaladin.org/fr/accueil/cronicle/conference-de-lancement-du-projet-aladin-unesco-paris-27-mars2009/conference-de-lancement-du-projet-aladin-unesco-paris-27-mars2009.html
[2] http://www.drzz.info/ext/http://www.projetaladin.org/

3 Comments
    • Anonimo
    • 4 Febbraio 2010

    Cosa vuoi che ti dica,siamo proprio una razza inferiore,dopo che hanno lobotomizzato tutta l'europa adesso sono passati all'oriente.
    La negazione dell'olocausto alla fine conviene a tutti i governi,tanto a comandare e' sempre una elite che vuole zittire ogni dissenso,come meglio combatterlo se non affidandosi ad un sotterfugio come la condanna al negazionismo? ma come al solito non sara' una restrizione per i gruppi estremisti ma per coloro che affidandosi al ragionamento sono capaci di divulgare la Verita'.Purtroppo a questo punto non si puo' fare differenza fra ebrei e non,perche' alla fine tutti beneficiano della legge.
    Piaciuto lo stato di diritto?

    Rispondi
    • Anonimo
    • 5 Febbraio 2010

    In Israele , a quanto ne so, agli scolari viene iculcato il senso di appartenenza ad una particolare etnia proprio in virtù dell'olocausto e dei sei milioni di vittime. Per cui sono lobotomizzati anche gli Ebrei; si lobotomizazano da soli.

    Rispondi
    • Anonimo
    • 9 Febbraio 2010

    infatti finito il mito shoà,
    finito il sionismo internazionale,
    restaranno da fare solo i conti con la Storia.
    Quella vera!

    Daltanius

    Rispondi

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