Una lettera del prigioniero politico Gerd Honsik

Dalla nostra corrispondente Bocage riceviamo e pubblichiamo:

Ecco una lettera dello scrittore e poeta revisionista austriaco Gerd Honsik, arrestato in Spagna il 23 Agosto 2007 e incarcerato a Vienna il 6 Ottobre successivo, dove rischia 20 anni (!) di prigione per attività nazionalsocialiste e soprattutto per contestazione dell’Olocausto (traduzione rapida):

“26 Luglio 2008

[…] Perdonate il mio cattivo inglese: non ho un dizionario che mi permetta di verificare se quello che scrivo è corretto.
Per rispondere alle vostre domande: sto molto bene, fisicamente e moralmente. Ho perso 15 chili perché cammino ogni giorno più o meno 5 ore (di cui 4 nella mia cella), non mangio mai cibi grassi e faccio esercizio fisico ogni giorno. Sto bene moralmente perché vedo regolarmente la mia donna, i miei figli e i miei 8 nipoti; tre di questi ultimi hanno l’età per accompagnare i miei figli nelle loro visite.
L’atto di accusa è stato depositato; consta di 90 pagine e può essere diviso in tre parti: la prima parte tratta degli articoli che ho pubblicato sull’Olocausto tra il 1987 e il 1992; la seconda parte concerne dei testi che ho pubblicato in Spagna tra il 1992 e il 2007; la terza parte (che costituisce circa un terzo dei 32 punti dell’accusa) comprende:

1) Il fatto che ho negato che l’Austria sia stata liberata nel 1945 – ho detto che è stata occupata;
2) Il fatto che ho affermato che appartengo, in quanto austriaco, alla nazione tedesca;
3) L’opera che ho scritto contro Kalergi e Wiesenthal.[1]
La differenza esistente tra la mia situazione e quella dei processi che hanno luogo in Germania è la seguente:
a) Io non ho negato l’Olocausto dappertutto per la semplice ragione che non sono andato dappertutto per indagare. Ho negato soltanto Dachau, Mauthausen, e l’interno del campo di Auschwitz. Per quanto riguarda Dachau, ho vinto un processo nel 1987; per quanto riguarda Mauthausen e l’interno del campo di Auschwitz, vi sono degli autori celebri appartenenti alla “storia ufficiale” che hanno pubblicato dei dubbi dopo il 1992 sull’esistenza stessa di un Olocausto a Mauthausen e nel campo di Auschwitz.
b) Nel 1992, il Parlamento austriaco ha cambiato la legge (3G Verbotsgesetz) a causa mia e ha votato una nuova legge (3HVG). Nel corso del relativo dibattito parlamentare 7 deputati hanno pronunciato il mio nome e 5 di costoro hanno pronunciato quello del mio amico Ochensberger: tutti si sono detti d’accordo nel dire che le condanne nei nostri casi devono essere comminate in mesi e non in anni. E, soprattutto, molto importante: la libertà di ricerca non deve essere toccata. I membri della “storia ufficiale” hanno il diritto di fare delle ricerche e anche quello di “negare”, dal momento che non negano in modo totale ma solo nei dettagli. In tedesco le frasi sono le seguenti: “Die unbestreitbaren Verbrechen des Nationalsozialismus dürfen nicht geleugnet werden” [Non si possono negare i crimini del nazionalsocialismo che sono incontestabili] e: “Seriöze Wissenschaftler dürfen in Randbereichen forschen, solange sie die Verbrechen nicht “im Kern” bestreiten” [Nella misura in cui gli scienziati seri non contestano il “nocciolo” del crimine possono effettuare le loro ricerche su punti accessori].
Quindi […] ogni crimine è “incontestabile” fintantoché nessun membro della “storia ufficiale” non pubblica dei dubbi al riguardo. Non è stato possibile applicare questa legge né contro di me né a mio favore nel 1992, benché sia stata fatta proprio per Ochensberger e per me, perché è arrivata troppo tardi.
Attualmente, a causa di questi cambiamenti nella “storia ufficiale”, vedo una possibilità di difendermi, non provando che le camere a gas non sono esistite ma provando che la storia ufficiale ha cambiato opinione venendo a coincidere con la mia (su tre campi). Quanto alle ricerche da effettuare sugli altri campi, come Belzec, Sobibor, Vilna e Kaunas, non mi interessano più, considerata la mia età.
Ho dunque chiesto al mio avvocato spagnolo Jose Maria Ruiz Puerta di inviarmi quello che il professor Faurisson, che ammiro molto, come sapete, ha pubblicato tempo addietro.

Spero di aver fatto, per voi e per tutti i vostri amici, il punto della situazione.

Con i più cordiali saluti, per voi e per tutti gli amici che ho in Francia,
Gerd Honsik

P. S. Le guardie sono assolutamente corrette con me, e mi trattano meglio che in Spagna. Sto (volontariamente) solo nella mia cella. La cosa un po’ triste è che sono adesso praticamente il solo austriaco (il solo a parlare tedesco) nel cortile, dove ho il diritto di camminare ogni giorno per un’ora. Ma gli altri prigionieri, che sono tutti stranieri (di cui alcuni con passaporto austriaco) sono molto gentili con me e ho qualche vero amico. In questo momento sono molto preso dalla preparazione del mio processo. Non so quando avrà luogo poiché ho depositato un ricorso contro l’accusa!”
[1] http://www.radioislam.org/historia/honsik/honsik.htm

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