Riti sciamanici all’Università di Verona, II

Riti sciamanici all’Università di Verona, II

La sciamana Nadia Stepanòva

A integrazione del post precedente pubblico gli allegati 1 e 2:

1.  AL TAYLAGAN SCIAMANICO COL PROFESSORE D’UNIVERSITA’
Alcuni studenti di codesta Università ci hanno fatto pervenire un invito (che alleghiamo alle SS. LL.) per il giorno 4 dello scorso mese di settembre 2009, per un TAYLAGAN Grande Rituale Sciamanico(Allegato 2), programmato “a Pian Trevisan sotto il Gran Vernel ore 18.30. Punto d’incontro previsto: Alba di Canazei, piazzale sede staccata Università di Verona – via Sorapera ore 17.30”.
L’invito non manca di precisare anche gli scopi del raduno: “SCOPO DEL RITUALE. Il rituale sciamanico sarà un rito di connessione con gli spiriti del luogo (acque, fuoco, sorgenti, fiumi, boschi, montagne, …) e con i propri antenati. Per i partecipanti, il rituale del 4 settembre, avrà sia una funzione propiziatoria per il nuovo anno lavorativo […] sia una funzione terapeutica per chi lo richiede (malattie, conflitti, disordini che investono la propria persona, la propria famiglia o il proprio ambiente)”.
Trattasi quindi ― aggiungiamo noi ― di un rituale magico in piena regola, con evocazione di potenze spiritiche e asseriti effetti terapeutici. Interessanti al riguardo anche le disposizioni relative all’utilizzo di superalcolici (vodka in particolare) per propiziare i contatti medianici; e le prescrizioni in tema di abbigliamento, specie femminile; e, ancora, le superstizioni tipiche delle religioni primitive, da sempre ossessionate dal mantenimento della purità rituale esteriore, purità compromessa da donne mestruate, dalla morte e da chiunque abbia di recente visitato cimiteri o partecipato a riti funebri, considerati tutti fattori contaminanti del rito. Come pure biscotti o caramelle rotte o, comunque, non integre.
Sia l’utilizzo di bevande alcoliche che il protrarsi del rituale in orari notturni servono poi a favorire i contatti con le predette entità, da cui organizzatori e partecipanti si ripromettono espressamente sia benefici curativi che economico-materiali.
2.  IL PROFESSOR SALA INIZIA GLI STUDENTI ALLA MAGIA
Da una ricerca presso gli studenti, dal materiale loro distribuito e da quanto è liberamente consultabile sul web[1] si evince che promotore di tali incontri e relativi rituali sciamanici è il professor Gabriel Maria Sala, associato di Antropologia dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione (Dipartimento di Scienze dell’Educazione) dell’Università di Verona. Si evince inoltre che detti incontri, seminari e pratiche sciamaniche (rituali) sono effettuati con l’ausilio medianico di una sciamana russa, cioè di una “invocatrice degli dei”, Nadia Stepanòva, originaria della regione siberiana della Buriatia, presso il lago Bajkal, confinante con la Mongolia.
Sul web è reperibile inoltre un’intervista, rilasciata dal professor Sala a un suo ex allievo, in cui il docente spiega il perché dello sciamanesimo nelle sue lezioni e nel ciclo didattico imposto agli studenti. Domanda: “Hai dedicato buona parte del tuo corso al mondo sciamanico ripercorrendo miti, riti e iniziazioni. A quale fine?” Risposta: “Il mio compito anche con gli studenti è di aiutarli a ritrovare dei legami con i saperi del mondo tradizionale, di avvicinarli a forme di conoscenza come la divinazione o la visione o la trance mettendoli in contatto diretto con i saperi e le pratiche della tradizione. [Questa è] la nostra funzione di «ricercatori» dentro un’istituzione di sapere che vuole presentarsi come l’apice della ricerca scientifica. […] Si, nel lavoro cerco un clima di sacralità”.


3.  CHI E’ LA SCIAMANA NADIA STEPANÒVA
A Nadia Stepanòva gli Spiriti si manifestano fin da quando lei era piccola, sotto le sembianze di cavalli celestiali, che sono ― veniamo informati ― i suoi protettori. La Stepanòva vede infatti Spiriti e Dei e giunse in passato anche alle soglie della pazzia, indotta ― si spiega ― non dalla frequentazione in sé con tali potenze preternaturali, bensì a causa del contrasto da lei patito fra l’ateismo di Stato del regime sovietico e le facoltà medianiche di cui ella era dotata. “Dopo la Perestroika, grazie al suo straordinario potere di visione, [Nadia Stepanòva] ha guidato il movimento sciamanico in Buriatia e, sotto la guida degli Dei, ha ripristinato rituali e cerimonie antiche […]. È la Presidentessa dell’Associazione degli Sciamani Buriati, membro del Consiglio Buriata delle religioni e Professore di sciamanesimo presso l’Accademia della Cultura di Ulan Ude. Secondo Nadia Stepanòva, ogni rituale, ogni contatto tra le forze dell’Universo e lo Spirito Sacro di ogni persona, permette a ogni uomo di entrare in contatto con ciò che sente più sacro, come il Buddha, Gesù o Allah”, delineando così un sincretismo tipico della religiosità orientale. La Stepanòva si lancia quindi in un ardito quanto improprio paragone fra gli Spiriti della Natura (politeismo) e la venerazione cristiano-cattolica di Angeli e Santi quali intercessori presso Dio (monoteismo).
4.  I RITUALI SCIAMANICI E I LORO INQUIETANTI SIGNIFICATI.
LA BURIATIA
Sui siti riportati nella nota della pagina precedente compaiono anche diversi momenti del rituale sciamanico, cui prende parte attivamente anche il predetto professor Sala. Si vedono infatti: la cerimonia di purificazione con il fuoco prima del rito; l’utilizzo di tamburi e di altri strumenti a percussione per modificare lo stato di coscienza ed evocare gli spiriti; le offerte tributate agli spiriti del fuoco; i partecipanti (studenti inclusi) disposti a semicerchio davanti al falò; l’evocazione da parte della sciamana in favore della pace nel mondo; la condivisione e assunzione del cibo offerto agli spiriti come modalità di comunione e di legame magico che s’instaura tra le entità e quanti partecipano al rito.
Grazie ai diversi rituali, lo sciamano entra ― così ci viene spiegato ― in uno stato di trance, che gli permette di vedere il passato e il futuro e di mettersi in contatto con anime, presumibilmente di trapassati, e spiriti (“they are able to […] achieve contact with souls and spirits”); inoltre “si manifestano forze potenti che trasformano i partecipanti” al rito (“strong forces become apparent which change the participants”); ”per loro tramite [degli sciamani] il tremendo potere di mente e spirito dato al genere umano divenne manifesto”, attingendo a livelli di coscienza più profonda. Per raggiungere i quali “gli sciamani sono supportati di consueto da ritmi monotoni e da canti, con cui evocano un accesso naturale al livello dello spirito” (“shamans are […] usually supported by monotone rhythms and chants, they evoke a natural access to the spiritual level”). “Attraverso il viaggio, lo sciamano accede a un universo nascosto dove riceve rivelazioni e incontra spiriti alleati in forma di animali (animali guida) e di maestri spirituali (saggi, antenati, divinità)”.
Sempre gli stessi siti c’informano che i buriati furono assistiti dai loro sciamani e dalle loro divinità (il cosiddetto cavaliere blu) durante la seconda guerra mondiale, allorché militavano nell’Armata Rossa, divenendo un punto di riferimento salvifico anche per gli altri soldati dell’esercito sovietico combattenti al fronte. Riferiscono ancora che la religiosità buriata è politeista e crede in 99 divinità, di cui 44 orientali (malevole) e 55 occidentali (benevole); oltre a 13 divinità settentrionali (Madre Terra, Sacri Spiriti del fuoco; Spiriti degli antenati, Spiriti locali); che il lago Bajkal è un mare sacro per le tribù siberiane, le quali credono superstiziosamente di leggere il proprio destino sulle increspature delle sue acque!
I Taylagan sono rituali sciamanici compiuti specie in Primavera, in onore degli Spiriti della natura: in occasioni importanti si accompagnano al sacrificio di un montone, di una capra o di un altro animale. Altre volte offrendo agli Dei latte fermentato di cavalla.


5.  I RITUALI SCIAMANICI SULLA CATTEDRA UNIVERSITARIA
Queste pratiche rituali con la predetta Nadia Stepanòva hanno ripetutamente avuto luogo a Verona negli anni 1999-2003. Nel 2005 si tennero due seminari, con tanto di pratiche magiche a seguire: il primo in sede accademica, il 19-20 marzo 2005 (Concezione della malattia e della cura nello sciamanesimo mongolo-buriato) con la partecipazione della Stepanòva, la quale presiedette la “domenica mattina 20 marzo dalle 10 alle 13 il rituale sciamanico”; il secondo fra il 31 marzo e il 3 aprile di quello stesso anno 2005, stavolta a Cerro Veronese (Seminario le risoluzioni della strada dell’anima).
Ma tali rituali sono stati ripresentati in sede accademica e fatti oggetto di corso in codesta Università, anche nella primavera 2008, presso Palazzo Da Lisca Cavalli, Interrato dell’Acqua Morta 54, Verona. Il costo di questo “Master universitario di I livello in Mediazione culturale” era di € 40 o di € 80, a seconda che i partecipanti fossero studenti o no: così venerdì 4 aprile 2008, ore 17-21 (“Nadia Stepanòva, Presidente degli sciamani Buriati – Ulan-Ude, Pratiche di cura nello sciamanesimo siberiano e mongolo-buriata”) e sabato 8 aprile, ore 9-13/14-18 (“Gabriel Maria Sala, Università di Verona, Riti di iniziazione e pratiche sciamaniche fra tradizione e modernità”).
Da ultimo il TAYLAGAN Grande Rituale Sciamanicodel 4 settembre scorso con ritrovo di sciamani, del professor Sala e dei suoi studenti presso la sede staccata dell’Università di Verona, ad Alba di Canazei (TN). Con la raccomandazione, impartita dallo stesso prof. Sala in una sua mail agli studenti, di non passare, prima del rito, dal cimitero accanto alla chiesa (per le ragioni d’impurità rituale sopra accennate)[2].
6.  SCIAMANI E SATANISTI ATTENZIONATI DALLA POLIZIA.
UN MORTO A VERONA
Riti sciamanici e gruppi satanisti sono stati messi sotto stretta osservazione da parte delle Forze dell’Ordine, in Italia e non solo, specialmente in relazione a persone misteriosamente scomparse. Così, nel corso di una seduta pubblica (21 giugno 2007) della I Commissione della Camera dei Deputati (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni), Commissione allora presieduta dall’on. Luciano Violante, è stato ascoltato il Prefetto Gennaro Monaco, Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Il quale dichiara: “Negli ultimi mesi sono venuti alla ribalta casi di sette sataniche. Anche questi fenomeni sono da prendere in grande considerazione poiché, avendo io avuto nei mesi precedenti contatti con familiari di persone scomparse, ho percepito che vi erano situazioni in cui potevano essere sicuramente interessati qualche sciamano o qualche setta satanica, dato in un primo tempo sottovalutato. A riprova della non trascuratezza di tale fenomeno, è sufficiente scorrere le cronache nere degli ultimi mesi che riportano notizie su giovani uccisi: questi giovani non erano scomparsi, come si pensava all’inizio, per andare in un altro Paese, ma erano stati uccisi. […] Il fenomeno delle sette e dei riti sciamanici, non nuovo nei Paesi europei e in altri continenti, in questi ultimi anni sta però registrando una considerevole crescita anche in Italia. Rileviamo che esso coinvolge persone giovani (minorenni e maggiorenni) vittime non solo di scomparsa, ma anche di condizioni di dipendenza[3].
Purtroppo fatti di cronaca nera, ricollegati o ricollegabili in qualche modo con rituali sciamanici, sono giunti alla ribalta delle cronache anche nella nostra città. Viene infatti ascoltato dalla predetta Commissione Giovanni Ballini, padre di Roberto, abitante a Grezzana (VR), scomparso senza nessuna traccia di sé il 25 febbraio 2005. All’epoca della sua audizione alla Camera il Signor Ballini è persuaso che il figlio sia ancora vivo: non sapeva che sarebbe stato ritrovato qualche tempo dopo, cadavere, suicida o forse vittima di un assassinio, in circostanze comunque misteriose. Ma procediamo con ordine.
Innanzi alla Commissione parlamentare il Signor Ballini dichiara: “Abbiamo indirizzato le indagini a una cerchia di amicizie che [il figlio Roberto] frequentava in quel periodo, alle persone che per ultime lo avevano visto, gli avevano parlato e con le quali, forse, si era confidato. In quella casa nella contrada di Busa a Cerro Veronese, Roberto ha passato probabilmente il suo tempo libero negli ultimi mesi, in compagnia di persone che forse sanno cose che potrebbero ancora essere utili per le ricerche. Nella casa in questione, infatti, Roberto ha anche passato la notte del 24 febbraio dello scorso anno, la notte precedente la sua scomparsa, partecipando a una festa come tante altre volte era successo.
Quelle che venivano organizzate alla Busa sembravano feste un po’ particolari, con riti di sciamani, a volte con l’intervento di una sciamana russa. Si trattava di strane cerimonie nel bosco, a cui partecipavano molte persone provenienti anche da altre città d’Italia. Per questo motivo la gente del posto la chiamava la «casa dei misteri».
La mattina del 25 febbraio, Roberto è rientrato per riposare, a quanto sembra con l’intento di accompagnare nel pomeriggio alla stazione di Verona un individuo di una certa rilevanza: è uno sciamano, lo stesso coinvolto nella scomparsa dei due giovani italiani trovati poi morti in Amazzonia. Era stato proprio questo sciamano ad organizzare loro il viaggio. Se non sbaglio è originario di Parma o di Modena – ora non ricordo di preciso – comunque la trasmissione «Chi l’ha visto?» ha parlato di questo personaggio.
Molte domande, però, rimangono senza risposta. Perché, prima ancora che noi genitori potessimo renderci conto dell’accaduto, ci sono pervenute numerose telefonate da parte degli amici frequentatori della casa della Busa per avere notizie di Roberto? Come si spiega questo interesse, considerato che prima di allora nessuno aveva mai telefonato a casa?[4]”.
La tragedia si palesa pochi mesi dopo. In un servizio intitolato “Prigionieri delle sette”, scritto per Visto di domenica 8 giugno 2008, la cronista Raffaella Fanelli riporta: “Al suicidio è arrivato Roberto Ballini, scomparso un anno fa da Grezzana, nel veronese, e ritrovato lo scorso novembre in una grotta, ucciso da un colpo di pistola. «Mio figlio partecipava a feste particolari, denuncia Giovanni Ballini, pare con riti sciamanici. Una santona, lo aveva plagiato».
Noi di Visto siamo stati a Busa di Cerro, dove vive questa donna di 40 anni, che si è rifiutata di rispondere alla nostre domande. La sera prima della sua scomparsa Roberto avrebbe partecipato all’ennesimo rito … «Era un burattino nelle loro mani, continua il padre di Roberto. Con le loro cerimonie <magiche>, lo avevano distrutto». […] Roberto avrebbe anche pagato, e tanto, per partecipare a questi riti.
E ha regalato i suoi soldi e la sua mente anche la 38enne, oggi responsabile in Toscana dell’Onap, l’Osservatorio nazionale per gli abusi psicologici che offre supporto ai fuoriusciti. «Un bel giorno mi sono ritrovata seduta a gambe incrociate sul pavimento a salmodiare mantra, visualizzare le mie vite passate e comunicare con gli spiriti guida insieme ad altre 20 persone». […] «In quel calderone della new age è arrivato anche il supporto di uno sciamano con le sue tecniche dei nativi del Nordamerica, e con la sua capanna del sudore: ho pagato per andare in iperventilazione, rischiando di morire … Ho frequentato la setta di Osho e i buddisti Soka Gakkai, non uscivo di casa senza prima aver recitato tutta un serie di mantra». […]
«Hanno le mani sporche del sangue di mio figlio. Maledetti!». Giovanni Ballini è il papà di Roberto, il ventenne scomparso nel febbraio del 2006 da Grezzana, nel veronese, e ritrovato lo scorso novembre in una grotta, ucciso da un colpo di pistola. «Lui amava la vita, la sua famiglia, aveva tanti progetti … non so cosa sia successo ma di certo, se di suicidio si è trattato, qualcuno l’ha costretto …. «Mio figlio partecipava a feste particolari», denuncia Giovanni Ballini, «pare con riti sciamanici. Lo avevano plagiato». Noi di Visto siamo stati a Busa di Cerro, abbiamo cercato notizie di Roberto in quella casa dove si sarebbe svolto un rito particolare, il giorno prima della scomparsa. Negano di averlo visto. Negano i riti. Eppure quella sera del 24 febbraio in quella casa ci sarebbe stata una sciamana russa, una presenza importante che avrebbe convogliato a Busa di Cerro altri santoni italiani, maestri ritenuti capaci di entrare in contatto con le anime dei morti. «Era un burattino nelle loro mani, continua il padre di Roberto. Con le loro cerimonie ”magiche” lo avevano distrutto». […] Roberto avrebbe anche pagato, e tanto, per partecipare a questi riti. «È tornato la mattina del 25 e noi non abbiamo notato nulla di particolare. Ci restano molti dubbi: perché ancora prima che ci rendessimo conto dell’accaduto, gli amici hanno telefonato a casa chiedendo di Roberto? Perché, sempre gli stessi amici, hanno telefonato all’ospedale? Perché è stato avvisato il 112, prima che noi ci rivolgessimo alla stazione locale dei carabinieri? Forse loro sapevano…». Non c’è risposta neanche a quella profonda ferita ritrovata sulla schiena di Roberto durante l’autopsia[5].
7.  CHI PAGAVA GLI SCIAMANI E COSA SAPEVA E COSA INTENDE FARE L’UNIVERSITA’ DI VERONA ?
Poiché il professor Sala ha organizzato e promosso i rituali sciamanici nell’ambito della sua attività didattica presso l’Università degli Studi di Verona, sarebbe interessante sapere:
–       se i responsabili dell’Università fossero a conoscenza dei contenuti e delle modalità di insegnamento del professor Sala e, in particolare, delle cerimonie da lui promosse e proposte agli studenti, alle quali lui stesso prendeva parte attiva;
–       se i responsabili dell’Università siano a conoscenza del fatto che i gruppi sciamanici, come le sette sataniche, rientrano fra i gruppi più attentamente sorvegliati dalle forze di polizia, a causa degli episodi criminosi che spesso li accompagnano;
–       se le forze di polizia abbiano chiesto informazioni riguardo agli episodi citati o, viceversa, se il Rettore, il Preside di Facoltà o il Direttore del Dipartimento abbiano mai avuto sentore di anomalie o effettuato segnalazioni all’Autorità di Pubblica Sicurezza o all’Autorità Giudiziaria in ordine a tali culti pagani, a chi li organizza o a chi vi partecipa;
–       se il Rettore, il Preside di Facoltà o il Direttore del Dipartimento fossero a conoscenza dei casi di cronaca nera che, anche nel veronese, sono ricollegabili ai riti sciamanici;
–       con quali risorse siano stati organizzati seminari, incontri, conferenze (manifestazioni rituali incluse) con la partecipazione di Nadia Stepanòva e di altri sciamani; chi ha pagato le spese di viaggio e di soggiorno di queste persone e quanto è stato speso;
–       quali provvedimenti intendano assumere il Rettore, il Preside di Facoltà e il Direttore del Dipartimento nei confronti del professor Sala e del suo insegnamento, per evitare che l’Ateneo scaligero si trasformi in un luogo di culto dello sciamanesimo, tanto più che il professor Sala, nell’intervista sopraccitata, si è assunto il compito d’iniziare gli studenti a dette pratiche magiche.

TAYLAGAN
GRANDE RITUALE SCIAMANICO
4/9/2009
La celebrazione del rito si svolgerà a Pian Trevisan sotto il Gran Vernel                      ore  18,30
Punto d’incontro previsto:   Alba di Canazei, piazzale sede staccata
Università di Verona – via Sorapera                                       ore  17,30
Scopo del rituale
Il rituale sciamanico sarà un rito di connessione con gli spiriti del luogo (acque, fuoco, sorgenti, fiumi, boschi, montagne, …) e con i propri antenati. Per i partecipanti, il rituale del 4 settembre, avrà sia una funzione propiziatoria per il nuovo anno lavorativo, dopo la pausa estiva, sia una funzione terapeutica per chi lo richiede (malattie, conflitti, disordini che investono la propria persona, la propria famiglia o il proprio ambiente).
La Taylagan è una celebrazione rituale collettiva, tutti possono  perciò partecipare  al rito: potete invitare parenti, amiche o amici.
Partecipare al rituale comporta altresì sottoporsi a più regole, precise e differenti per uomini e per donne:
     Abbigliamento
·        Tutti dovranno avere un copricapo (foulard, berrette, cappelli di ogni genere).
·        Le donne dovranno indossare gonna o pareo, anche sopra i pantaloni.
·        Gli uomini dovranno indossare una cintura
    Avranno una partecipazione passiva al rito (presenti in un cerchio esterno)
·        Coloro che, nei 9 giorni antecedenti al rito, hanno visitato cimiteri o partecipato a cerimonie funebri.
·        Le donne mestruate
     Offerte complessive essenziali per  il rito (acquisto collettivo concordato tra i partecipanti)  
·        Vodka (5 bottiglie)
·        Latte intero (3 litri)
·        Riso (3 confezioni)
·        Burro(1 confezione da 200gr )
·        Tè  (1 bottiglia)
·        Biscotti non rotti
·        Caramelle non rotte, morbide
·        3 bottiglie di vino
·        1kg di chicchi di segale , di orzo o di farro
·        Frutta secca: uvetta, fichi, datteri, noci, nocciole, mandorle, sgusciate, ecc.…
Ciascun partecipante dovrà inoltre portare personalmente monetine, biscotti, torte dolci o salate, cibi cotti o crudi  di tipo festivo della tradizione a cui appartiene, che verranno condivisi.
Richieste personali:
Dopo accordo preventivo, i partecipanti al rituale comune, potranno avanzare domande o richieste d’aiuto personali per malattie, conflitti e disordini, che investono la propria persona, la propria famiglia, la cerchia di amicizie, le realtà in cui si vive. Possono anche riguardare apertura di strade per attività commerciali o lavorative, viaggi o protezione per imprese rischiose. Costoro dovranno portare personalmente una bottiglia sigillata di vodka pura.
Acquisti
Si consiglia di acquistare la vodka prima di arrivare a Canazei, costa meno e non si corre il rischio di restare senza.
Attrezzatura:
E’ possibile, per chi volesse, portare sedie, sgabelli, panche o assi di legno, in modo da partecipare al rituale stando seduti. Inoltre, poiché il rituale si protrarrà durante la notte e le temperature possono essere basse, la quota è di cerca 1650 metri, portate vestiti adeguati, e, per chi lo desidera, sacchi a pelo, coperte o altro, con cui coprirvi.
Costo: gratuito. Chi vuole può fare un’offerta propiziatoria, ovviamente libera.

[2] Nel 2004 il professor Sala fu protagonista di rituali sciamanici anche a Ponte di Legno, nel bresciano, nel corso della rassegna “Dallo sciamano allo showman”. Leggiamo infatti su Musical News del 28 luglio 2004: «Nel pomeriggio del 31 luglio, alle 18, al Palazzo Comunale, si terrà un incontro su “Itinerari nei mondi sciamanici” a cura di Gabriel Sala e Luigi Scapini, che sarà anche propedeutico al rito serale […]. La sorpresa arriverà dopo lo spettacolo, con un rito sciamanico nel vicino Prato Tondo. Si tratta di un rito di connessione con gli spiriti del luogo (acque, fuoco, sorgenti, fiumi, montagne), che per i partecipanti può avere una funzione terapeutica (malattie, conflitti, disordini che investono la propria persona e la propria famiglia) e di connessione con i propri antenati. Per accedere al rito è necessario prima iscriversi presentandosi personalmente dalle 17 alle 18 dei giorni 30 o 31 luglio nella sala conferenze del Palazzo Comunale. Non tutti infatti possono essere ammessi al rito, e non con le stesse modalità. Partecipare al rituale comporta sottoporsi a più regole, precise e differenti per uomini e per donne. Queste regole verranno indicate appunto nei pomeriggi del 30 e 31 luglio, negli incontri individuali con gli aspiranti. La partecipazione al rito è a numero chiuso (massimo trenta persone)». Cfr. http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=5255&sz=2. Altri rituali sciamanici sono stati organizzati il 26-27 settembre 2009 in provincia di Verona, a Villabartolomea precisamente, da The Foundation for Shamanic studies, facente capo a Nello Ceccon e a Stefania Montagna (cfr. http://www.studisciamanici.it/seminariosciamanesimo.html) presso L’Agriturismo La Pila. Il costo di questo seminario era di € 150 cadauno.
[3] http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stencomm/01/indag/scomparse/2007/0621/s000r.htm, alle pagine 7 e 11 del verbale della relativa seduta. La sottolineatura è nostra.
[4] Ibidem, pagina 23. La sottolineatura è nostra.

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