
ISRAELE INONDA I TELEFONI CELLULARI STATUNITENSI CON MESSAGGI BASATI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN UNA CAMPAGNA PER MANIPOLARE L’OPINIONE PUBBLICA
20 luglio 2026
Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, Israele sta utilizzando messaggi di testo generati dall’intelligenza artificiale, media conservatori e influencer online in una campagna in espansione per arginare il crollo del consenso pubblico negli Stati Uniti.
L’iniziativa si estende a milioni di americani i cui telefoni cellulari vengono inondati di contenuti filo-israeliani, alle chiese evangeliche, ai campus universitari, ai contenuti dei social media e persino al materiale online utilizzato dai chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Secondo il Journal, il governo israeliano si è avvalso di almeno sei società per condurre operazioni di influenza negli Stati Uniti, mentre circa una trentina di professionisti del marketing e della comunicazione si sono registrati come agenti stranieri che lavorano per suo conto.
La campagna arriva in un contesto di crescente opposizione americana a Israele, a seguito del genocidio a Gaza e della guerra con l’Iran. Un sondaggio del Pew Research Center condotto a marzo ha rilevato che il 60% degli adulti statunitensi ha un’opinione sfavorevole di Israele, rispetto al 42% del 2022.
La campagna prevede l’invio di milioni di messaggi di testo, generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, a telefoni cellulari americani. Per sembrare una vera campagna, i mittenti si presentano come Emma, Sarah o John e affermano di rappresentare un’organizzazione chiamata Friends for Peace (“Amici per la Pace”). Iniziano chiedendo ai destinatari la loro opinione su Israele, l’Iran o le relazioni tra Stati Uniti e Israele, per poi orientare la conversazione verso argomenti a sostegno di Israele.
Tuttavia, il Journal non ha trovato alcuna prova dell’esistenza di Friends for Peace come organizzazione no-profit o società registrata. I destinatari non sono riusciti a trovare un sito web che identificasse chi gestisce o finanzia il gruppo.
Quando le persone hanno chiesto come fossero stati ottenuti i loro numeri, il sistema ha risposto che le informazioni provenivano da fonti pubblicamente disponibili.
L’operazione di invio di messaggi è gestita da Sparkfire, un’azienda specializzata in campagne di sensibilizzazione politica assistite dall’intelligenza artificiale. A metà maggio aveva già ricevuto 6,5 milioni di dollari, sebbene l’azienda sostenesse che i colloqui siano supervisionati da dipendenti umani e che talvolta l’azienda comunichi direttamente con i destinatari.
Il lavoro di Sparkfire rientra in un più ampio contratto israeliano con Brad Parscale, ex consigliere del presidente statunitense Donald Trump, che ha lavorato alle sue campagne elettorali del 2016 e del 2020. L’accordo, del valore di oltre 45 milioni di dollari, comprende pubblicità digitale, messaggistica basata sull’intelligenza artificiale, siti web e campagne di invio massivo di SMS.
Parscale ricopre inoltre il ruolo di responsabile della strategia presso Salem Media, una delle principali emittenti radiofoniche e di podcast di orientamento conservatore, che annovera tra i suoi conduttori personaggi del calibro di Hugh Hewitt, Scott Jennings e Lara Trump, nuora del presidente.
Il contratto originario di Parscale con Israele prevedeva l’integrazione delle narrazioni della campagna nelle proprietà mediatiche di Salem e nei relativi canali di distribuzione. Successivamente, sono stati spesi oltre 500.000 dollari in pubblicità attraverso la rete.
Israele ha inoltre cercato di rafforzare il sostegno tra i cristiani evangelici, che rimangono una delle sue basi elettorali più fedeli negli Stati Uniti.
Show Faith by Works, un gruppo di pressione statunitense di recente creazione, incaricato nell’ambito della campagna di influenza israeliana, ha proposto di utilizzare la tecnologia di geolocalizzazione per raggiungere circa quattro milioni di persone che frequentano mega-chiese e college cristiani nel sud-ovest degli Stati Uniti.
Il geofencing consente agli inserzionisti di inviare materiale ai dispositivi mobili rilevati in luoghi specifici, tra cui chiese, campus universitari e luoghi di culto.
I documenti hanno affermato che la campagna avrebbe cercato di creare “associazioni positive” con Israele, collegando al contempo i palestinesi a organizzazioni estremiste. Il budget proposto superava i 3 milioni di dollari.
L’attore Chris Pratt e il giocatore di basket Stephen Curry sono stati citati come esempi di celebrità che potevano fungere da influenti sostenitori.
Altre parti della campagna mirano a raggiungere un pubblico più giovane e socialmente progressista attraverso personalità online. Anche le aziende appartenenti a personalità online meno conosciute hanno ricevuto dei compensi.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato influenti esponenti conservatori durante recenti visite negli Stati Uniti, nell’ambito degli sforzi del suo governo per contrastare il crescente sostegno alla causa palestinese negli USA.
La campagna sta anche cercando di influenzare le informazioni che gli americani ricevono dai chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Il team di Parscale ha creato siti web, articoli e link contenenti materiale filo-israeliano, progettati per comparire nei risultati di ricerca e diventare fonti per sistemi come ChatGPT e Claude.
Un esempio è Allyvia.org, un sito web che promuove l’alleanza tra Stati Uniti e Israele e che, secondo alcune fonti, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale avrebbero citato per rispondere alle domande.
La campagna ha suscitato critiche all’interno dell’amministrazione Trump. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha accusato i funzionari israeliani di tentare di manipolare l’opinione pubblica americana per prolungare la guerra con l’Iran e minare i negoziati.
Parlando con il podcaster Joe Rogan, Vance ha affermato che i funzionari stavano “manipolando e cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per far sì che la guerra continui indefinitamente”.
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