Gian Pio Mattogno: L’ombra di Kissinger dietro l’accoppiata criminale giudeo-plutocratica Trump/Netanyahu

Gian Pio Mattogno 

L’OMBRA DI KISSINGER DIETRO L’ACCOPPIATA CRIMINALE

GIUDEO-PLUTOCRATICA TRUMP/NETANYAHU

 

Alla luce dell’ennesima aggressione criminale americano-israeliana in Medio Oriente e del ruolo giuocatovi dai suoi due sicari Trump e Netanyahu, un articolo apparso un paio di anni fa sul sito di NATION OF ISLAM fornisce un illuminante contributo alla comprensione della vera natura e dei veri fini dell’attuale imperialismo giudeo-plutocratico yankee.

Esso dimostra non solo che non c’è nulla di nuovo sotto il sole statunitense, ma che ciò che accade oggi non è altro che una replica – mutatis mutandis ‒ di ciò che è accaduto l’altro ieri (Henry Kissinger, A Man’s of Sin, May 7, 2024, noirg.org).

L’altro ieri l’ebreo Kissinger, oggi il capitalista filo-giudeo Trump e il suo compagno di merenda, l’ebreo Netanyahu ‒ sia l’uno che gli altri ugualmente al servizio degli interessi imperialistici della giudeo-plutocrazia yankee e del suo avamposto sionista in Medio Oriente.

Cambiano gli attori e la sceneggiatura, ma la trama è sempre la stessa.

Scrive a ragione NATION OF ISLAM che nessun essere umano ha inflitto più devastazioni al mondo del celebre “maestro della diplomazia” Henry Alfred Kissinger (1923-2023).

Come alto funzionario della Casa Bianca negli anni ’70 e successivi (e compendiando da par suo tutta una tradizione imperialistica made in USA), Kissinger ha avuto un ruolo manipolativo in diverse guerre illegali, attentati, squadroni della morte, genocidi, operazioni sotto falsa bandiera, colpi di Stato, assassinii, torture, e in tutta una gamma di operazioni criminali a livello internazionale.

Kissinger è colui che amava vantarsi orgogliosamente che «ciò che è illegale lo facciamo immediatamente; ciò che è incostituzionale richiede invece un po’ più di tempo» (10 marzo 1975, incontro con il ministro degli Esteri turco Melih Esenbel ad Ankara).

Nato da genitori ebrei nel 1923, crebbe come ebreo ortodosso a Fürth, in Germania. Nel 1938 lui e la sua famiglia emigrarono negli Stati Uniti. Dopo aver conseguito una laurea ad Harvard, ben presto si introdusse nei gangli del sistema giudeo-plutocratico americano, con incarichi nei think tank della Fondazione Rockefeller e della Rand Corporation.

Nel 1969 fu nominato segretario di Stato e, nel 1973, Consigliere per la Sicurezza Nazionale, sotto le amministrazioni Nixon e Ford.

Fu in quelle posizioni che l’ebreo Kissinger cominciò ad esercitare un’enorme influenza sulla politica interna ed estera degli Stati Uniti.

I suoi atti internazionali ebbero un che di satanico. Diresse invasioni ai danni di intere nazioni; organizzò colpi di stato e assassinii di leader stranieri; insediò e sostenne dittatori brutali; protesse individui accusati di atrocità e genocidi. Sotto la sua egida furono condotte per anni e anni guerre segrete che costarono centinaia di migliaia di vite umane e miliardi di dollari.

Sulla Cambogia Kissinger fece sganciare 790.000 bombe a grappolo, più bombe di quante ne furono sganciate sul Giappone e sulla Germania durante la seconda guerra mondiale.

Ecco alcuni punti salienti dei pensieri e delle azioni dell’ebreo Kissinger:

solo l’America, diceva, ha il diritto di ricorrere ad attacchi preventivi e ad armi nucleari tattiche per vincere le guerre;

durante l’amministrazione Nixon intensificò e prolungò la guerra nel Vietnam per altri quattro anni, durante i quali morirono almeno 20.000 americani e “centinaia di migliaia” di vietnamiti;

bombardò segretamente il Laos e la Cambogia neutrali approvando, secondo un rapporto del Pentagono, ciascuno dei 3.875 bombardamenti in Cambogia nel 1969 e nel 1970, colpendo indiscriminatamente villaggi, ospedali e scuole, nonché i metodi per tenere i suoi crimini fuori dai giornali;

poi organizzò un colpo di stato della CIA, che depose il principe cambogiano Sihanuk;

progettò e supervisionò il colpo di stato militare del 1973 in Cile, ricco di rame, assassinando il presidente Allende e instaurando la dittatura militare di Pinochet;

fornì aiuti militari ai curdi iracheni perché prendessero le armi contro Saddam Hussein, salvo poi abbandonarli a sé stessi;

pose sotto la sua protezione l’odiato Scià di Persia Reza Pahlavi, rafforzò la sua marina e addestrò il suo apparato di tortura e repressione;

sostenne il Pakistan durante la guerra del Bangladesh, nonostante fosse a conoscenza che il suo governo stava commettendo un “genocidio selettivo”;

con l’occhio rivolto ai giacimenti di carbone e di petrolio della regione, fornì le armi per l’invasione militare e l’occupazione di Timor Est da parte del presidente Suharto, durante la quale si stima siano stati massacrati 103.000 civili e molti altri rinchiusi in campi di concentramento;

dopo aver truccato le elezioni presidenziali dell’Uruguay, nel 1975 ideò l’Operazione Condor, una campagna di repressione politica che includeva rapimenti, torture, omicidi da parte delle dittature in Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Brasile, Ecuador e Perù sostenute dagli Stati Uniti;

assieme a Yitzhak Rabin, allora ambasciatore del Primo Ministro israeliano Golda Meir a Washington, Kissinger fu il principale architetto dell’alleanza strategica tra Stati Uniti e Israele e del programma nucleare sionista, pietra angolare della forza di Israele ancora oggi;

attraverso Israele, diede un sostegno politico e militare al regime di apartheid in Sud Africa;

sostenne i suprematisti bianchi assassini in Angola, Mozambico, Namibia, Guinea-Bissau, Rhodesia (prima che divenisse Zimbabwe) ed appoggiò altre potenze coloniali europee che occuparono le nazioni africane;

nel 1974 redasse un documento segreto intitolato National Security Study Memorandum 200, nel quale ribadiva il controllo americano sulle risorse strategiche delle nazioni del Terzo Mondo.

NATION OF ISLAM sottolinea che «Henry Kissinger ha accumulato una straordinaria collezione di crimini mostruosi e di malvagità a livello mondiale che soddisfa e supera tutti i criteri talmudici».

Joseph Biden ha definito Kissinger un eminente statista che ha accresciuto la libertà e la prosperità della nazione americana, promuovendo la ricerca della pace e della sicurezza del mondo; per Hillary Clinton era un amico, ai cui consigli si è affidata quando ella era segretario di Stato.

La verità, conclude NATION OF ISLAM, è che nessun personaggio meglio di lui si adatta alla profezia biblica di Efesini 6,12:

«La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti».

Possiamo solo chiosare che – ahinoi ‒ il bullo capitalista filo-giudeo yankee e il macellaio sionista di Tel Aviv sono sulla stessa buona strada criminale tracciata dal primo segretario di Stato ebreo.

Ma anche nella certezza dell’altra profezia evangelica: «Non prevalebunt» (Matteo 16, 18).

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