
SMENTITA LA NOTIZIA DI UN “DOTTORE” ANONIMO SECONDO CUI CI SAREBBERO STATI 30.000 MORTI NEI DISORDINI IN IRAN
lunedì 2 febbraio 2026
Un’indagine ha smentito l’affermazione di un “dottore” anonimo secondo cui 30.000 persone sarebbero state uccise durante due giorni di rivolte sostenute dall’estero in Iran, una cifra che ha influenzato la copertura mediatica occidentale e i dibattiti politici.
Il bilancio delle vittime è stato attribuito dal Guardian a un “dottore” anonimo, la cui identità, il quotidiano ha sostenuto di aver verificato, pur rifiutandosi di pubblicarla. Secondo il resoconto del quotidiano stesso, la fonte dichiarata ha ammesso che la cifra non si basava su dati confermati, ma era stata invece estrapolata partendo dal presupposto che i decessi ufficialmente registrati rappresentassero “meno del 10% del numero reale di vittime”.
Tuttavia, nel riportare la questione domenica, il sito investigativo Grayzone ha osservato che non è stata presentata alcuna prova documentale a sostegno di tale ipotesi e che i calcoli della fonte non sono stati verificati in modo indipendente.
Una seconda persona “anonima”
Dopo che i critici avevano messo in dubbio la plausibilità della cifra, la giornalista del Guardian ha poi presentato quella che ha descritto come un’altra “fonte di conferma”, a cui si fa riferimento con lo pseudonimo di “Dr. Ahmadi”. Si dice che questo presunto individuo abbia messo insieme una rete di oltre 80 “professionisti medici” in 12 delle 31 province dell’Iran per condividere “osservazioni e dati”.
Secondo quanto riportato, il totale ricavato da questa presunta rete coincide esattamente con la controversa stima originale di “30.000”.
Collegamenti con precedenti vociferazioni
La cifra di “30.000” è apparsa per la prima volta in un articolo del 25 gennaio della rivista TIME, che sosteneva che provenisse da “due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano”. TIME, tuttavia, ha riconosciuto di non poter verificare in modo indipendente il numero, affermando solo che “corrisponde approssimativamente” a un conteggio preparato da Amir Parasta, un chirurgo oculista con sede in Germania.
Parasta ha legami, pubblicamente identificati, con figure monarchiche anti-iraniane all’estero ed è stato consulente dell’Unione Nazionale per la Democrazia in Iran (NUFDI). Il gruppo di pressione con sede negli Stati Uniti sostiene la restaurazione dell’ex monarchia iraniana sostenuta da Washington, detronizzata dalla Rivoluzione Islamica del 1979.
Nonostante le questioni irrisolte riguardanti l’identità e la metodologia del medico anonimo, la cifra è stata rapidamente accolta nel dibattito politico occidentale.
Il 28 gennaio, un organo di stampa europeo ha riferito che il cosiddetto bilancio delle vittime aveva contribuito a convincere Italia e Spagna a sostenere le sanzioni contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran, citando un alto diplomatico europeo rimasto anonimo.
I funzionari iraniani, tuttavia, hanno respinto la cifra, denunciandola come parte di una più ampia campagna di disinformazione volta a giustificare pressioni e sanzioni contro la Repubblica islamica.
I media e i funzionari occidentali hanno iniziato a proporre cifre di questo tipo dopo che elementi sovversivi sostenuti dagli Stati Uniti e da Israele si sono infiltrati nelle proteste economiche in tutto l’Iran, cercando di deviarle verso il caos.
Questo tentativo, tuttavia, è stato contrastato dall’intelligence e dalle forze di sicurezza iraniane, che hanno arrestato i capi e sequestrato ingenti depositi di armi destinati al trasferimento in tutto il Paese, compresa la capitale Teheran.
Leave a comment