Nation of Islam: Le radici ebraiche dell’affare Epstein

NATION OF ISLAM: LE RADICI EBRAICHE DELL’AFFARE EPSTEIN

(NATION OF ISLAM, Dershowitz-Epstein Sex Deal Has Deep Jewish Roots. Jewish History & the Dershowitz-Epstein Affair, December 12, 2018, noirg.org. Sono a tutti note le vicende del pervertito e pedofilo ebreo Jeffrey Epstein, soprattutto dopo la recente pubblicazione di una parte dei files desecretati. Questo articolo di NATION OF ISLAM, scritto alcuni anni fa, cioè ben prima delle nuove rivelazioni, getta una luce ancora più sinistra sulla rete di relazioni e complicità ebraiche nell’affare Epstein. Tutto ciò sembra avvalorare la tesi che gli Stati Uniti d’America si siano sempre di più trasformati in una giudeo-pedo-plutocrazia. Cfr. Gli Stati Uniti d’America sono diventati una giudeo-pedo-plutocrazia?, andreacarancini.it, e diversi altri articoli riguardo all’affare Epstein su questo stesso sito. Ufficialmente Epstein si è suicidato in carcere il 10 agosto 2019).

 

« … poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non si sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione» (Tessalonicesi 2,3).

 

Molti anni fa l’onorevolissimo Elijah Muhammad scagliò un’accusa scioccante contro la società americana.

Egli scrisse che «ai bambini viene insegnato il sesso fin dalla culla, rendendo l’intera nazione  … quasi al 90% uno scherzo della natura».

In Our Saviour Has Arrived egli definì questa società di mostri (freak) in cui viviamo oggi “la civiltà ebraica”.

Le segnalazioni di uomini ebrei ricchi e potenti accusati di abusi sessuali, stupri e molestie si allungano di settimana in settimana.

Nuove accuse contro lo screditato ceo della CBS Leslie Moonves sono state recentemente rese note dal New York Times, e la verità sulla sua apparente vendetta razzista contro Janet Jackson e l’attrice Victoria Rowell è ora venuta alla luce.

L’elenco degli ebrei famosi accusati di reati sessuali nell’industria dell’intrattenimento include personaggi di spicco come Harvey Weinstein, Dustin Hoffman, Jeffrey Tambor, Jeremy Piven, Matt Lauer, Woody Allen, James Toback, Brett Ratner, Israel Horowitz e Mark Halperin.

Sono stati così tanti gli uomini ebrei rimasti intrappolati che un rabbino ha intitolato il suo lungo e introspettivo saggio Gli uomini ebrei sono maiali?

Il comico ebreo Larry David ha aperto il suo monologo al “Saturday Night Live” con questa enorme osservazione: «Sai, ultimamente si parla molto di molestie sessuali e non ho potuto fare a meno di notare un fenomeno molto inquietante: molti dei predatori, non tutti, ma molti, sono ebrei».

David è stato criticato, ma in realtà alcuni rabbini hanno fatto un’aggiunta alla loro preghiera di Yom Kippur, o “espiazione”, del 2018: «Per il peccato che abbiamo commesso attraverso un uso improprio del potere … con avances sessuali inappropriate e … non avendo consapevolezza del nostro potere o privilegio quando abbiamo fatto un’avance …».

La devastante serie in quattro parti del Miami Herald sul pedofilo condannato per traffico sessuale Jeffrey Epstein denuncia la sciagurata collusione della comunità ebraica in questo genere di attività. Potremmo pensare che un uomo di tal fatta, con tutta la sua storia di decadenza, possa spingere il suo popolo a rinnegarlo. Invece, le più potenti forze ebraiche sono accorse in suo aiuto per salvarlo e criminalizzare di fatto gli stessi bambini di cui erano vittime.

Nel 2014 il miliardario di fondi speculativi è stato condannato per aver gestito un giro di prostituzione minorile dalle sue case di Palm Beach, Manhattam, New Mexico e nei Caraibi, e questa è stata l’accusa minore per cui si è dichiarato colpevole.

Ha distribuito milioni di dollari attraverso una schiera di agenti, incaricandoli di dare la caccia, catturare e addestrare per il mercato del sesso centinaia di ragazze minorenni.

L’Herald rivela che, a partire dal 2001, Epstein le ha addestrate a eseguire «massaggi nudi, masturbazione, sesso orale e rapporti sessuali … ragazze provenienti per lo più da famiglie svantaggiate e problematiche».

L’elenco dei potenti coi quali strinse amicizia includeva l’attuale presidente Donald Trump, che definì Epstein un «ragazzo fantastico» a cui «piacciono le belle donne … ma non troppo giovani».

Fra i suoi complici c’erano anche il principe Andrea di Gran Bretagna, l’ex presidente Bill Clinton e il primo ministro israeliano Ehud Barak, che recentemente si è distinto per aver consigliato ad un altro pervertito sessuale, Harvey Weinstein, di non pentirsi, ma di ingaggiare un famigerato gruppo di ex agenti del Mossad noto come Black Cube per minacciare, intimidire e calunniare i suoi accusatori.

Nella rete di Epstein è finito anche l’avvocato imbroglione [ebreo n.d.r.] Alan Dershowitz. L’Herald ha rivelato che la loro relazione era così intima che Epstein aveva prestato a Dershowitz una delle sue numerose ville.

Tutti questi personaggi illustri visitavano abitualmente gli opulenti templi dello stupro di Epstein con apparente regolarità, alcuni arrivandoci sul jet privato di Epstein soprannominato “Lolita Express”, in riferimento al romanzo [Lolita, di Vladimir Nabokov n.d.r.]  su un molestatore di bambini e la sua ossessione sessuale per la figliastra, una dodicenne che chiamava Lolita.

Naturalmente, tutti questi leader mondiali negano di sapere perché quelle centinaia di ragazze adolescenti si trovassero giorno e notte nel complesso di Epstein, senza libri di scuola o supervisione dei genitori.

Una volta arrestato Epstein dagli agenti della Florida, i suoi crimini contro l’umanità si sono rapidamente trasformati in crimini contro il “sistema giudiziario” americano.

Pr chiunque altro la condanna per aver fabbricato ragazze come merce sessuale sarebbe stata una pena durissima: l’ergastolo. Ma con l’“aiuto” di una schiera di avvocati ben pagati e con le zanne aguzze – la maggior parte dei quali ebrei – Epstein è stato quasi ricompensato per i suoi crimini, e fino ad oggi [2018] nessuno dei suoi numerosi agenti ha mai dovuto affrontare un interrogatorio, e tanto meno un processo.

Alan Dershowitz ha guidato la squadra di corrotti legali che ha negoziato per il loro amico un accordo straordinario che ha permesso al trafficante di sesso di trascorrere solo 13 dei 18 mesi di pena nel carcere della contea. Non solo. In carcere Epstein aveva un’ala privata, dove poteva assumere la sua scorta di sicurezza. Gli era persino permesso di recarsi nel suo ufficio nel centro di West Palm Beach per “lavorare in libertà vigilata” fino a 12 ore al giorno, sei giorni alla settimana.

Ricordiamo che Bill Cosby è oggi in un carcere di massima sicurezza, dove sta scontando una pena da tre a dieci anni dopo un processo altamente discutibile per un reato sessuale ai danni di una singola conoscente adulta.

Epstein ha molestato e violentato 40 ragazze minorenni che aveva intrappolato in una sofisticata rete di traffico di esseri umani.

Col suo tipico modo di dire Dershowitz ha risposto: «Sono molto orgoglioso di quell’accordo».

Ed ha pienamente ragione.

Le centinaia di donne vittime dell’impresa predatoria di Epstein, di cui Dershowitz è così orgoglioso, dovrebbero sapere che tutto ciò che è accaduto loro – lo stupro, la prostituzione forzata, la profanazione e persino l’esenzione dal carcere riservata al loro aggressore – è in perfetta sintonia con il loro “libro sacro”, il Talmud, venerato testo rabbinico che il primo ministro Benjamin Netanyahu si è impegnato a rendere legge della terra d’Israele.

Secondo il passaggio del Talmud Sanhedrin 81b-82a tutte le donne gentili sono considerate “sporcizia mestruale, schiave, idolatre e prostitute”.

Inoltre Shabbath 152a afferma chiaramente che “Una donna è un fiasco pieno di escrementi, traboccante di niddah (“sangue mestruale”)”.

[Il rabbino Adin Steinsaltz così traduce il passo di Shabbath 152a: «Un tanna ha insegnato: una donna è essenzialmente un fiasco pieno di feci, con riferimento all’apparato digerente, e la sua bocca è piena di sangue, con riferimento eufemistico alle mestruazioni, eppure gli uomini non si lasciano scoraggiare e le corrono dietro con desiderio». In grassetto è il testo talmudico letterale. Qui si parla di una donna in generale. Riguardo invece al ritratto della donna non ebrea (idolatra, prostituta, creatura impura e fonte di impurità, intrinsecamente immorale e lussuriosa, animale nocivo, simile agli asini, generata da un seme marcio) quale emerge dalle fonti della tradizione rabbinico-talmudica e dalla normativa della Halacha cfr. La donna non ebrea nel Talmud e nella tradizione rabbinica, andreacarancini.it n.d.r.].

Il Talmud riserva la più sporca delle denigrazioni alla donna che i musulmani considerano la migliore delle donne: Maria, la madre di Gesù. Il Talmud dice che era una prostituta che aveva fatto sesso con molti uomini, e che suo figlio Gesù, il Salvatore della cristianità, era un bastardo che avrebbe dovuto essere bollito negli “escrementi”.

[Cfr. Le blasfemie contro Maria di Nazareth nel Talmud e altri articoli al riguardo in: andreacarancini.it n.d.r.].

Non c’è nulla nel canone del cattolicesimo che approvi le azioni dei preti predatori: quei comportamenti pedofili, sebbene diffusi, sono estranei alla dottrina della Chiesa.

Invece nell’ebraismo il Talmud consente i rapporti sessuali fra uomini e bambine “di età inferiore ai tre anni”. Il ragionamento è il seguente: l’adulto ebreo stupratore di bambini “non ha fatto nulla, poiché il rapporto sessuale con una bambina di età inferiore ai tre anni è come infilare un dito nell’occhio”. Questa autorizzazione ebraica alla pedofilia si trova nel passaggio Niddah 44b del Talmud.

[Cfr. Moralità giudaiche. Pedofilia, zoofilia e necrofilia nel Talmud, Edizioni della Lanterna, 2013 n.d.r.].

Ebrei come Epstein hanno sempre praticato ciò che predica il Talmud.

Secondo la Jewish Encyclopedia «il culto della sessualità era preminente nei loro culti; e la prostituzione era un’istituzione riconosciuta e diffusa … e la purezza sessuale era ritenuta di scarsa importanza».

[In realtà qui l’autore della voce Chastity, J. E., vol. 3, p. 680, non si riferisce propriamente agli ebrei, ma alle antiche religioni semitiche n.d.r.].

Nel XV secolo mercanti ebrei di schiavi provenienti dal Portogallo stabilirono la sede delle loro attività sulle isole al largo della costa occidentale dell’Africa. Rapivano donne africane appositamente per violentarle, ingravidarle e generare una prole per metà nera chiamata lancados, che avrebbe gestito la tratta degli schiavi per conto loro!

Il rabbino e studioso Louis M. Epstein potrebbe essere o no imparentato con Jeffrey, ma ciò che ha scritto nel suo libro Sex Laws and Customs in Judaism su come venivano trattate le donne schiavizzate dagli uomini ebrei avrebbe potuto tranquillamente fungere da atto d’accusa dell’FBI:

«La schiava era uno strumento sessuale al di sotto di ogni considerazione morale. Era un bene economico, utile, oltre al suo lavoro umile, per procreare altri schiavi. Per raggiungere questo scopo il padrone la faceva accoppiare promiscuamente secondo i suoi piani di riproduzione. Il padrone stesso, i suoi figli e gli altri membri della sua famiglia si alternavano con lei per accrescere la ricchezza familiare, oltre che per soddisfare i loro desideri sessuali extraconiugali. Anche ospiti e vicini erano chiamati a questo lusso».

Gli ebrei americani cercarono con tutte le loro forze di mantenere la schiavitù dei neri, grazie alla quale erano diventati straordinariamente ricchi, ma dopo l’emancipazione gli ebrei si dedicarono alla schiavitù dei bianchi, alla schiavitù delle loro stesse donne dissolute.

Ha scritto lo studioso israeliano Robert A. Rockaway:

«A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento gli ebrei giuocarono un ruolo sempre più rilevante nel commercio della prostituzione. Nel XX secolo gli ebrei di lingua yiddish dominarono il traffico internazionale di schiavi bianchi, soprattutto donne ebree provenienti dall’Europa orientale …».

La schiavitù dei bianchi e il degrado morale delle donne erano così associati agli ebrei che i loro leader alla fine cedettero alle pressioni per unirsi alla battaglia internazionale per combattere il traffico di donne e ragazze. Prostitute e protettori ebrei avevano infestato ogni grande città e distrutto la fibra morale di ogni società in cui vivevano.

È noto che gli uomini d’affari ebrei possedevano e controllavano Hollywood fin dai suoi albori, ma meno noto è il controllo ebraico sul business della pornografia. Secondo alcuni resoconti, gli ebrei avevano un ruolo importante nella distribuzione di romanzi sessualmente espliciti, libri di “barzellette sporche” e pubblicazioni oscene.

Il professore ebreo di studi cinematografici Nathan Abrams ha scritto l’articolo Jews in the American porn industry, apparso sulla rivista «Jewish Quarterly»:

«Non si può negare che gli ebrei laici abbiano svolto (e continuino a svolgere) un ruolo sproporzionato nell’industria cinematografica per adulti in America. Il coinvolgimento ebraico nella pornografia ha una lunga storia negli Stati Uniti, poiché gli ebrei hanno contribuito a trasformare una sottocultura marginale in quella che è diventata una componente primaria dell’industria americana. Questi sono i “veri ebrei”».

La visione romanzata di Abrams degli stupri filmati delle giovani donne americane disperate e fuorviate è superata dalla sua dichiarazione quasi orgogliosa rivolta ad un pubblico ebreo all’Università di Nottingham: «Il sesso anale è sesso ebraico».

Un giorno l’America darà ascolto alle parole dell’Onorevolissimo Elijah Muhammad e del suo alfiere, l’Onorevole Ministro Louis Farrakhan, e libererà tutte le sue ragazze e le sue donne da questi esseri protervi e debosciati, e dai loro sostenitori e complici.

Ma ora bisogna chiedersi: qual è questa odiosa tradizione ebraica che rende Alan Dershowitz così “orgoglioso” di rimettere Jeffrey Epstein fra le nostre ragazze e giovani donne? Quale sistema di credenze spinge Ehud Barak a consigliare Harvey Weinstein su come sfuggire alla giustizia? A quale conclusione giungerà l’America dei gentili quando farà un paragone fra Dershowitz, e il suo amico Epstein, e il cuore e la mente dell’uomo che guida l’America nera, l’Onorevole Ministro Louis Farrakhan?

Il Ministro ha dichiarato davanti ad un pubblico di Detroit:

«Una delle cose peggiori che un uomo possa fare è abusare di una donna, approfittarsi di una donna … Le donne sono sacre. Se non ti consideri sacra, è perché Satana ti ha derubata della conoscenza di te stessa e ti ha strappata via dal tuo destino divino … Voglio che tu, sorellina, mi ascolti. Non sei una donna a buon mercato che gli uomini possono prendere a piacimento e poi buttare via. Sei la donna di Dio. Tu crei un futuro per noi. Noi non abbiamo un futuro se non attraverso una donna … Tu sei una donna sacra. Ogni profeta di Dio è venuto dal tuo grembo. Ogni scienziato, ogni grande mente, ogni grande uomo, ogni grande donna è venuta dal tuo grembo … La Bibbia dice che una donna virtuosa è più preziosa dell’argento e dell’oro. Sorelle, dovete riconoscere la vostra sacralità …».

In quale civiltà le donne si sentirebbero onorate e rispettate: nella civiltà di Nation of Islam oppure nella “civiltà ebraica” di Dershowitz e di Epstein?

Arriverà presto il giorno in cui uomini giusti difenderanno le nostre donne e affronteranno coloro che del loro sfruttamento hanno fatto uno sport.

I vari Alan Dershowitz, Jeffrey Epstein, Leslie Moonves e Harvey Weinstein potrebbero non esserne “orgogliosi”, ma le nostre ragazze e donne NON dovranno MAI PIÙ gridare “Me Too”.

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