
MISSILI IRANIANI COLPISCONO VICINO ALL’UFFICIO DI NETANYAHU IN UN MASSICCIO ATTACCO DI RAPPRESAGLIA
martedì 17 marzo 2026
Una nuova ondata di missili iraniani ha colpito i territori occupati, con proiettili che, secondo quanto riferito, hanno raggiunto le vicinanze dell’ufficio del primo ministro del regime sionista Benjamin Netanyahu nella città occupata di Gerusalemme.
Martedì, le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno lanciato un nuovo e massiccio attacco missilistico contro i territori palestinesi occupati.
Diverse immagini sono già circolate online, mostrando missili iraniani solcare i cieli sopra varie aree, inclusa la Cisgiordania occupata.
I media hanno riportato esplosioni di enorme portata che hanno scosso la regione, in particolare nella città occupata di Gerusalemme.
Evidenziando un grave fallimento delle reti di difesa della regione, le fonti mediatiche hanno annunciato che il suono di diverse esplosioni di grande entità è stato udito ancor prima dell’attivazione delle sirene d’allarme.
Inoltre, alcuni media sionisti hanno riferito che “solo un missile iraniano è stato intercettato”.
Secondo queste fonti, i restanti missili iraniani sarebbero riusciti a eludere i sistemi di difesa aerea del regime sionista e a colpire i bersagli previsti.
Questa violenta rappresaglia rientra pienamente nel quadro della legittima risposta delle Forze Armate iraniane a una guerra su vasta scala e non provocata, scatenata dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio.
Tale aggressione non provocata è stata innescata dall’assassinio dell’ex Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyed Ali Khamenei, insieme a diversi alti comandanti militari.
La sanguinosa campagna congiunta tra Stati Uniti e Israele è stata lanciata nonostante i negoziati indiretti in corso tra Teheran e Washington sul programma nucleare iraniano a fini pacifici.
Dallo scoppio di questa guerra non provocata, le forze statunitensi e israeliane hanno condotto numerosi attacchi aerei contro installazioni militari e civili in tutto l’Iran, causando un numero significativo di vittime.
In risposta alla continua aggressione, l’esercito iraniano ha mantenuto una costante campagna di attacchi massicci con missili e droni, prendendo di mira in modo aggressivo gli interessi statunitensi nella regione e le posizioni israeliane in tutti i territori occupati.
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