
Materiali storico-bibliografici per lo studio della questione ebraica
FRANCESCO TONELLI: UNA BIBLIOGRAFIA RABBINICO-TALMUDICA
DELLA FINE DEL XVIII SECOLO
(Biblioteca Bibliografica Antica, Moderna; d’ogni classe, e d’ogni nazione. Raccolta da Francesco Tonelli Giureconsulto Collegiato Mantovano. Tomo secondo. In Guastalla, 1783, pp. 84-88).
Larga e perenne fonte da cui derivano copiosissime notizie di Ebraica Erudizione, si è parimenti il TALMUD, o sia il Corpo della Giudaica Legge e Dottrina.
Vedemmo la perfidia dei Rabbini nell’acciecare sempre più dopo la distruzione di Gerusalemme la misera loro Nazione con istrane maliziose Traduzioni delle Sacre Carte.
Passaron indi all’estensione dei legali precetti, sotto il nome di TALMUD. E perché i prefati falsi Profeti d’Israele intrapresero cotal opera in due luoghi; cioè prima nella Palestina, poscia in Babilonia: così il primo TALMUD fu appellato GEROSOLIMITANO; il secondo, BABILONICO. Ciascuno di essi ha due parti, dinominate MISHNAH, e GEMARA.
La prima risguarda in singolar modo l’Orazione, e fa le veci di Testo e di Giunta: la seconda può riputarsi come un Comento della prima. E cotal Comento e spiegazione si eseguisce per BARAITHA, o sia per sentenze e decisioni delle Scuole; ed anche per TOSAPHTA, ch’è quanto dire più chiara intelligenza ed interpretazione, ovvero necessario supplemento del [della] MISHNAH[1].
Il famoso GIOVANNI MORIN, nato Protestante in Blois l’anno 1591, poi diventato Prete dell’Oratorio, e morto nel 1659, dimostra ad evidenza l’incertezza, e l’incostanza, e la falsità compresa egualmente nel MISHNAH, che nel [nella] GEMARA. Veggansi le sue Opere[2], e la sua Vita[3].
Il Computo Giudaico afferma, che il TALMUD GEROSOLIMITANO ebbe l’essere dell’anno de’ Giudei 4229; il quale risponde all’Epoca di CRISTO Dionisiana 469: e che il TALMUD BABILONICO fu composto nell’anno de’ Giudei 4268, o sia di CRISTO 508. Intorno a che, giova leggere, tra gli altri, i Libri, de emendatione temporum, composti da GIUSEPPE SCALIGERO[4].
Al MISHNAH non si sa chi abbia dato principio e nome. Veggasi il BRUCHERO Tom. II. pag. 825. Del GEMARA GEROSOLIMITANO credesi Autore il Rabbino JOCHANAN, verso l’anno di CRISTO 300: e del GEMARA BABILONICO, i rabbini ASCHE e JOSE, sul finire del quinto Secolo Cristiano.Veggasi il BRUCHERO Tom. II. p. 827 e seg.
Quattro sono i principali Trattato ond’è compreso il TALMUD GEROSOLIMITANO, suddivisi varj altri Trattati. Dicesi il primo SERAIM, che ha per oggetto la sementa o sia le cagioni e le origini. Il secondo MOED, che tratta delle Feste. Il terzo NASCHIM, che ragiona delle Donne. Ed il quarto JESCHUOT, che dispon delle pene.
Si possono vedere: l’idea Thalmudis Hierosolymitani ZACHARIAE GRAPII, Edizione di Lipsia 1664 in 4°; e l’Historia Theologiae Judaicae pubblicata da JACOPO FEDERICO REIMANNO in Ala di Magdeburg l’anno 1708.
Sono poscia sei gli Ordini primarj o Trattati formanti il TALMUD BABILONICO. Il primo si appella SERAIM, che esprime sementa, cagion, ed origine. Il secondo, MOED, delle feste. Il terzo NASCHIM, delle femmine. Il quarto NESIKIM, delle pene. Il quinto RADASCHIM, delle santificazioni. Ed il sesto TOHAROTH, delle purificazioni. E ciascuno di tali Ordini riceve le rispettive suddivisioni in varj altri Trattati.
La Biblioteca Magna Rabbinica del Padre Abate GIULIO BARTOLOCCI, della quale dirassi meglio tra poco, merita d’esser letta sopra di ciò; come pure lib. I. cap. 5 di PIETRO GALATINO, nel suo Trattato de arcanis Catholicae veritatis, stampato nella piccola Città di Ortona a Mare sulle sponde dell’Adriatico, l’anno 1518 in fog.; la Biblioteca Santa di SISTO DA SIENA, lib. 2, giusta la più compiuta Edizione fatta in Napoli l’anno 1742 in due Volumi in foglio; ed altri moltissimi.
Né mancarono le frequenti edizioni separate del MISHNAH; ora senza punti vocali, come ad Amsterdam nel 1637 in 8°; ed ora coi detti punti, come parimente ad Amsterdam nel 1647 in 8°. Eziandio coi Comenti di varj Rabbini, giusta le Edizioni Venete del 1606 in fog., e del 1609 in 8°; di Sabbioneta nel 1559 in 4° (come si ha negli Annali Ebreo-Tipografici di Sabbioneta, sotto VESPASIANO GONZAGA, distesi ed illustrati dal Dottore GIOVAN-BERNARDO DE ROSSI, pubblico Professore di Lingue Orientali, e Vice-Preside della Facoltà Teologica nella Reale Università di Parma, stampati in fine della Vita del detto VESPASIANO GONZAGA, che ha data alle stampe il Padre IRENEO AFFO’, Minor osservante, e Vice-Bibliotecario della Reale Biblioteca di Parma, ec. coi Torchj di Filippo Carmignani l’anno 1780 in 8°); di Praga nel 1617 in 4°; di Amsterdam nel 1685 e 1686 in 4°, con altre numerosissime.
Alle quali tutte si rende soprammodo superiore l’Edizione del MISHNAH compiutamente eseguita da GUGLIELMO SURENHUSIO, dottissimo Tedesco, accompagnata dai Comenti di MAIMONIDE, di BARTENORA, da una versione Latina, da opportune annotazioni, ec., e pubblicata ad Amsterdam nel 1698 in sei Tomi legati per lo più in tre Volumi in foglio. Ella ha per titolo: Mischa, sive totius Hebraeorum Juris, rituum, antiquitatum, ac legum oralium systema, Hebraice, & Latine; cum Commentariis MAIMONIDIS, & BARTENORAE, atque aliorum. Interprete, Editore, & Notatore GUILLELMO SURENHUSIO. Amstelodami, 1698, Vol. VI. fo.[5] Opera, che il Gesuita STEFANO SOUCIET chiamò poscia ad un rigoroso esame dando uno Specimen stricturarum in Surenhusii Opus, inserito nella sua Raccolta di Dissertazioni che mise in luce a Parigi l’anno 1715 in 4°.
Del TALMUD ragiona assai bene anche il BRUCKERO Tom. II. pag. 794. 822. 850. Non così numerosi troviamo gl’Interpreti del GEMARA; atteso che non avvi alle stampe alcuno speziale e compiuto Comento (almanco a noi noto) di cotal Libro.
Del TALMUD non sono rare né pellegrine le Edizioni, ma si bene varie. Il che si può vedere appresso del BARTOLOCCI[6], e del WOLFIO[7]. Esistono quelle fatte da DANIELE BOMBERGIO, celebre Stampatore nato in Anversa, stabilito e morto a Venezia nel 1550. Imperciocché egli diede alla luce in questa Metropoli il TALMUD GEROSOLIMITANO compiuto; come pur anco il BABILONICO, circa il 1520, in undici Volumi in foglio. Di questo secondo ve n’ha un’altra Edizione Veneta appresso Marcantonio Giustiniano nel 1546. Avvi l’Edizione di Basilea 1578: quella di Cracovia 1603: quella d’Hanau 1618: quella di Lublin 1617: di Francfort 1697. 1715: e d’Amsterdam 1644. 1714, le quali due ultime sono le più ricercate, perché forse le più esatte.
Un eccellente compendio della Talmudica Dottrina lasciò l’allegato Ebreo MOYSES IBNU MAIMON o sia MAIMONIDE, Medico, Filosofo, Astrologo, e Teologo nativo della Città di Cordova nell’Andalusia sul Fiume Guadalquivir circa il 1139, e cessato di vivere verso il 1208; come si ha da GIOVANNI LEONE AFRICANO appresso il FABRICIO lib. 6. cap. 9. pag. 296 della Biblioteca Greca; dal BARTOLOCCI Tom. IV. pag. 105 e seg.; dal WOLFIO Tom. I. pag. 863 e seg. delle loro rispettive Biblioteche Ebraiche; dall’ Historia Bibliothecae Fabricianae part. I. pag. 250, part. 4. pag. 491, part. 5. pag. 335, con tutti gli allegati ivi: e da GIOVANNI-ENRICO BOECLERO pag. 559 della Bibliografia Cristica[8].
Del quale Compendio della Talmudica Dottrina, oramai diventato rarissimo, dopo dell’Edizione di Costantinopoli nel 1509, e delle due Venete 1550. 1574; ne vantiam una illustrata con dotti Comenti, e con Figure, ec., ed eseguita in Amsterdam l’anno 1702 da IMMANUELE figlio di GIUSEPPE ATHIA in quattro parti legate in due Tomi in foglio[9].
Di altri Compendj del Talmud, e di molti Rabbini che glossarono il medesimo; reca diffuse le contezze il più volte allegato WOLFIO[10].
Dell’anzidetto MAIMONIDE, esaltato egualmente dai Giudei cogli speziosissimi titoli di Dottor fedele, Aquila generosa, Lume grande, Profeta dell’Oriente, e dell’Occidente, ec.; che dai Cristiani, come per esempio, dal PROCOKIO, dai due BUXTORFJ, da TOMMASO-POPE BLOUNT, dal CARPZOVIO, ec.[11].
Oltre al rimemorato Compendio, esistono altri Trattati scritti in Lingua Araba, e tradotti poscia in Ebreo ed in Latino[12]. Quanto al Rabbino OBADIAS BARTENORA, rimettiamo il Leggitore all’allegata Historia Bibliothecae Fabricianae[13].
Se non che, GIOVANNI MORINO per tutte le rimemorate sue Opere, e singolarmente nell’ultima parte delle Bibliche Esercitazioni, fa vedere e toccar con mano l’ingannatrice credulità ond’è composto il Corpo del TALMUD, e l’ignoranza e malizia de’ Rabbini nell’ispiegare la vera natural indole della Lingua Ebrea, e le cose spettanti all’esercizio di loro Religione.
Lo stesso assunto si prese GIOVANNI BRUNSMANNO nel Libro intitolato Judaica Levitas[14].
E niente diversi scorgonsi i sentimenti degli Autori delle Memorie di Trevoux all’anno 1711; come pure quelli di GIOVANNI WOLFIO[15].
E di vero, fino dai primi Secoli della Chiesa i Santi Padri rimproverarono all’Ebraica perfidia d’avere corrotto e falsificato il Sacro Testo.
- GIROLAMO istesso, quantunque disposto più d’ognaltro ad usare benignità e discretezza, non può non riconoscere un tanto delitto.
Più ancora lo dimostra l’Opera intitolata: Mare Rabbinicum infidum, seu quaestio Rabbinico-Talmudica: Num Talmudistae aliter aliquando referant Sacrum Contextum, quam nunc se habeat in nostris Exemplaribus Hebraicis, & c. Auctore CLAUDIO CAPELLANO, Doctore & Socio Sorbonico. Parisiis 1668 in 8°.
[1] Veggasi il BUXTORFIO nel Lexicon Talmudicum pag. 2474 e seg., e pag. 2611. Più, veggasi part. 2. pag. 660, e pag. 695 e seg. della Biblioteca Ebraica di GIOVANNI CRISTOFORO WOLFIO, Edizione di Amburgo e di Lipsia, 1715 ed an. seg.; di cui parlerassi a luogo più opportuno.
[2] In ispezie: Biblia Sacra Septuaginta Interpretum, graece & latine; cum Novo Testamento, graece, & latine. Opera & studio JOANNIS MORINI. Parisiis, apud Antonium Stephanum, 1628, Vol. 3. fo. Più, Ejusdem MORINI Commentarius Historicus, de Disciplina in administratione Sacramenti Poenitentiae tredecim primis Saeculis observata. Parisiis, apud Meturam, 1651 in fo. Più, Ejusdem MORINI Exercitationes Ecclesiasticae & Biblicae, de Patriarcharum & Primatum origine, & de Hebraei, Graecique Textus sinceritate. Parisiis, apud Meturam, 1669 in fo.
[3] Tom. III. pag. 238 del Dizionario degli Autori Ecclesiastici; il BAYLE, ed il NICERON Tom. III. IX. X. ed anche il POPE BLOUNT.
[4] Ed inseriti nell’Opera intitolata: EUSEBII PAMPHILI Thesaurus Temporum, seu Chronicorum Canonum omnimodae historiae Libri duo, graece & latine, ex interpretatione HIERONYMI. Accedunt Auctores omnes, continuantes derelicta ab EUSEBIO & HIERONYMO. Item, utriusque partis Chronicorum Canonum reliquiae graecae, collecta & notis illustratae a JOSEPHO SCALIGERO, cum ejusdem Chronologiae Canonum LIbris; in quibus de emendatione temporum doctrinae totius praecepta traduntur. Amstelodami, apud Jansson, 1658 in fo.
[5] Intorno alla qual Opera veggasi l’ Historia Bibliothecae Fabricianae part 1 pag. 245; ed il BRUCKERO Tom. II. pag. 857 e seg.
[6] Dict. Tom. III. pag. 269.
[7] Dict. Vol. II. pag. 899.
[8] Edizione di Lipsia, 1715 in 4°.
[9] Veggasi: FEDERICO-GIACOMO REIMANNO nell’allegata introduzione in Historiam Theologiae Judaicae, pag. 313 e seg.: GIOVANNI-CRISTOFORO WOLFIO, Vol. I. pag. 840 e seg., e Vol. III. pag. 774 e seg. della detta Biblioteca Greca.
[10] Dict. Biblioth. Hebraic.
[11] WOLFIUS pag. 835 e seg. di detta Biblioteca Ebrea; Historia Bibliothecae Fabricianae dict. part. I. pag. 250, cogli allegati ivi.
[12] Veggasi la detta Historia Bibliothecae Fabricianae part. 4. Pag. 491 e seg., e part. 5. Pag. 335 e seg.
[13] Dict. part. I. pag. 245. 250, dict. part. 5. Pag. 335. 336.
[14] Il quale ebbe stampa a Koppenhagen nel 1705 in 8°.
[15] In più luoghi dell’allegata Bibliotheca Hebraica.
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