Un nuovo processo per Günter Deckert

Un nuovo processo per Günter Deckert

Günter Deckert, 70 anni, ex presidente del NPD[1], fedele cronista dei diversi processi intentati in Germania ai revisionisti, il quale, lui stesso, ha già scontato 5 anni di prigione per revisionismo, ci annuncia di essere oggetto di un nuovo processo che avrà luogo il prossimo 28 Luglio davanti al tribunale di primo grado di Weinheim (vicino Monaco). Questo processo gli viene intentato, come si sa, sulla base del famoso articolo 130 del Codice penale. Scrive G. Deckert:

“Il motivo invocato per il mio processo: la mia collaborazione all’edizione tedesca del libro di Carlo Mattogno “Auschwitz: la prima gasazione”[2].
A pagina 6 di questa edizione tedesca si può leggere: “Tradotto da Henry Gardener, redazione finale del testo di Günter Deckert, che ha tenuto a sottolineare che non condivide le tesi e le conclusioni dell’autore”.
Malgrado questa presa di posizione, il procuratore generale di Mannheim, un certo Grossman[3], ha presentato un atto d’accusa presso il tribunale di primo grado di Weinheim per “complicità di incitamento all’odio”.
Il venerdì 21 Maggio 2010 ho avuto la possibilità di leggere il dossier di 176 pagine e di constatare che l’inquirente della polizia del pensiero dell’Ufficio di Heidelberg non ha trovato sul mio computer dei passaggi che potevano essere considerati come incitanti all’odio.
Inoltre, il famoso articolo 130 esige che per la configurazione del reato gli scritti suscettibili di incitare all’odio devono essere diffusi in pubblico in modo massiccio. Ma su questo l’inchiesta non ha trovato nulla di probante.
Meglio ancora, i due soli testimoni dell’accusa contro di me sono pubblici funzionari: uno è un funzionario del Bundesamt für Verfassungschutz (Servizio nazionale per la protezione della costituzione[4], la cui sede è a Colonia), l’altra, una donna[5], è incaricata di corsi all’università di Bamberg, in Baviera, il che per i miei persecutori costituisce un problema, visto che due persone non possono essere considerate come costituenti il “pubblico”, ed esse, da sole, non saprebbero dimostrare che il libro è stato diffuso in modo massiccio.
A tutto ciò si aggiunge un problema di competenza territoriale del tribunale: affinché quello di Weinheim fosse competente bisognerebbe che i due testimoni avessero la residenza abituale nel Baden-Württemberg, e non è questo il caso.
In tali condizioni, le accuse riguardanti un tedesco “normale” sarebbero sicuramente abbandonate. Ma nel mio caso il Sistema deve mostrare, sia presso il grande pubblico che presso il Comitato centrale degli ebrei tedeschi, di agire con la massima energia verso individui come me.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_nazionaldemocratico_tedesco
[2] Disponibile in rete nell’edizione americana al seguente indirizzo: http://vho.org/dl/ENG/atfg.pdf
[3] Su Andreas Grossman vedi: https://www.andreacarancini.it/2008/10/parla-laguzzino-dei-revisionisti/
[4] Su questo sinistro ente governativo vedi il seguente articolo di Germar Rudolf (il paragrafo di riferimento è: “L’evoluzione.dei diritti umani in Germania”): http://ita.vho.org/040_Germania_situazione_da_incubo.htm . Nella Germania postbellica, peraltro, non c’è mai stata una vera Costituzione ma solo una “Legge Fondamentale” imposta dai vincitori del 1945.
[5] Ella ha trovato il libro di Mattogno insieme ad altro materiale revisionista, nella cassetta delle lettere.

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