Luca Tadolini: Sul 25 Aprile 2012

Luca Tadolini: Sul 25 Aprile 2012

Da Luca Tadolini ricevo e pubblico il seguente comunicato. Da parte mia osservo che il 25 aprile dei partigiani (quelli veri, quelli epurati dalla pubblica amministrazione e dalle forze di polizia nell’immediato dopoguerra in favore dei quadri del vecchio regime, e questo per volontà proprio degli angloamericani) non è il 25 aprile degli attuali governanti.

Centro Studi Italia, Via S. Zenone 10, 42100 Reggio Emilia (recapito
348335490)

Sul 25 Aprile 2012

Quest’anno la data che rievoca il
25 Aprile 1945 arriva nella nostra Patria afflitta da una gravissima crisi
economica e politica. Questa situazione avrebbe dovuto consigliare alle
istituzioni locali di offrire un segnale di Riconciliazione Nazionale utile ad
affrontare la congiuntura italiana. Al contrario, in questo periodo, si assiste
ad un ritmo praticamente giornaliero a manifestazioni -anche con la partecipazione
di Ministri del governo “tecnico” Monti-  che ricordano esclusivamente le gesta e le
perdite delle formazioni guerrigliere 
che combatterono a fianco degli anglo-americani, ignorando i Caduti  della Repubblica Sociale Italiana, e le
vittime delle violenze antifasciste. Si deve ricordare che in provincia di
Reggio Emilia dal settembre 1943
a tutto l’aprile 1945 furono 803 i Caduti della Rsi e le
vittime dei partigiani, ed almeno altri 216 italiani furono uccisi dal maggio 1945 in poi. In gran parte
reggiani. A questi devono aggiungersi le vittime dei bombardamenti
anglo-americani che colpirono senza distinzione la popolazione civile. Le
fucilazioni di Monteorsaro,  Cerredolo di
Toano, il bosco di Cervarolo, la fornace di Ca’ de Caroli, Codemondo, Osteriola
di Rio Saliceto, Cernaieto,l’Argine del Crostolo, il Cavoun di Campagnola, Fosdondo,
il Castello Guidotti a Fabbrico, l’uccisione di sacerdoti, lo sterminio delle
famiglie Ghisi, Cigarini,  Orlandini di
Sesso, i tanti dispersi, sono crimini di guerra che non possono essere ignorati
solo perché compiuti dall’antifascismo armato.

La Riconciliazione
Nazionale non significa porre tutti sullo stesso piano,
perché le idee, le  responsabilità, e lo
schieramento della Rsi e del Cln sono e rimarranno diverse. Tuttavia,
continuare un atteggiamento di logica di guerra,  del “Guai ai vinti”, offende anche a Reggio
Emilia la dignità e l’indipendenza nazionale che non può ignorare la drammatica
guerra dell’Italia nel Secondo Conflitto Mondiale dal 1940 ed una Guerra Civile
iniziata solo fra il 1943 ed il 1944, dopo la destituzione di Mussolini da
parte del Gran Consiglio del Fascismo, e l’ambigua parentesi di Badoglio, dove
“la guerra continua”.

Offende la Civiltà italiana, e la più
elementare libertà culturale, anche imporre su questi fatti una cultura storica
impostata su una “storia ufficiale”  fuori dalla quale ci può essere solo “revisionismo” da condannare.

In questo difficile frangente
l’Italia ha bisogno anche della sua Storia, ma questa deve essere lo specchio
in cui gli Italiani devono poter vedere la propria sincera immagine, che non
sempre coincide con chi si schierò con i vincitori dell’ultimo conflitto
mondiale.

Luca Tadolini

(Centro Studi Italia)

Il 25 aprile di lorsignori

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