Precisazioni sull’ultima condanna di Le Pen

Precisazioni sull’ultima condanna di Le Pen

Dalla nostra
corrispondente
Bocage ricevo e
volentieri traduco
:

“In Francia, almeno, l’occupazione francese non fu
particolarmente inumana, anche se vi sono state delle pecche, inevitabili in un
paese di 550.000 chilometri quadrati”. Questa frase costerà 37.000 euro (sì:
37.000 euro) al suo autore e a quelli che l’hanno pubblicata! Come d’abitudine,
la stampa francese annuncia le ammende ma dimentica…il resto! Ecco perché
diffondiamo le precisazioni rilevate sul numero del 24 febbraio del settimanale
colpevole, “Rivarol” (1 rue
d’Hauteville, 75010 Parigi.

Processo
sull’occupazione tedesca: accuse alleggerite, condanne
confermate[1]

Il 16 febbraio, l’ex undicesima chambre della corte d’appello (oggi denominata pôle
2 chambre 7) ha emesso la sua sentenza nell’affare detto dell’occupazione
tedesca in Francia. Jean-Marie Le Pen è stato condannato a tre mesi di prigione
con la condizionale e a 10.000 euro di ammenda per complicità in contestazione
di crimini contro l’umanità [!!], Camille Galic, in qualità di direttrice della
pubblicazione, a 5.000 euro di ammenda per contestazione di crimini contro
l’umanità [sic] e il vostro servitore [Jérôme
Bourbon] a 2.000 euro di ammenda per contestazione di crimini contro l’umanità
[ancora sic].
L’associazione di Serge Klarsfeld, che aveva per prima
presentato querela, è stata giudicata irricevibile, poiché il suo presidente
non era stato autorizzato dal suo consiglio di amministrazione ad adire le vie
legali. Ma malgrado questa irricevibilità che, come aveva riconosciuto in
udienza la sostituta [procuratrice], avrebbe dovuto logicamente implicare la
nullità di tutta la procedura, le altre associazioni, che si erano costituite
parte civile solo all’udienza – il termine della prescrizione era dunque stato
abbondantemente superato – sono state giudicate ricevibili. Il MRAP, la Ligue des droits de l’homme e la Fédération National des déportés et internés, résistants et patriotes (FNDIRP)
hanno percepito ciascuna 5.000 euro di danni e interessi, vale a dire 15.000
euro in tutto. D’altronde, la corte ha ordinato la pubblicazione del testo
della condanna sul “Figaro” a spese dei condannati nei limiti di 5.000 euro. In
totale, nel civile e nel penale, i tre condannati dovranno versare 37.000 euro,
il che è considerevole. È sorprendente che somme così grosse siano state mantenute,
quando l’iniziatrice della querela, l’Association
des Fils et Filles de déportés juifs de France, è stata giudicata
irricevibile (…).
Come ha detto molto bene Jean-Marie Le Pen, si tratta – a
due mesi dalle presidenziali – di una decisione eminentemente politica. Le Pen,
Galic e il vostro servitore si sono rivolti in cassazione, e il talentuoso
avvocato di “Rivarol”, François Wagner, sta preparando una nuova Question Prioritaire de Constitutionnalité (QPC) [Questione Prioritaria di Costituzionalità] sulla legge Gayssot. (…).

Jérôme Bourbon
FINE

[1] Il testo
originale è disponibile all’indirizzo: http://www.rivarol.com/Billet.html

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