L’Italia che chiede pietà: l'”acquario” di Pomigliano

L’Italia che chiede pietà: l'”acquario” di Pomigliano

L’Italia che chiede pietà.
Più chiede pietà e più viene bastonata.
Conviene davvero chiedere pietà?
Ecco cosa viene fatto dire agli operai della Fiat di Pomigliano quando non riescono a reggere i ritmi di produzione: “Sono un uomo di merda”.
http://sodeadestra.comunita.unita.it/2012/02/22/sono-un-uomo-di-merda/

Una situazione da campo di concentramento (e non a caso, qualcuno a suo tempo, proprio prendendo spunto da Pomigliano, ha parlato di “fabbrica come universo concentrazionario“, vedi l’articolo Testo integrale Fiat di Pomigliano: Dna antioperaio: http://www.matteobartocci.it/2010/06/22/testo-integrale-fiat-di-pomigliano-dna-antioperaio/).
Tutto ciò con l’assenso silente e/o compiaciuto del regime che ci governa.
Dunque non è vero che “ricordare”, alla maniera giudaica, è necessario “affinché certe situazioni non si ripetano MAI PIU'”.
Una riprova non solo dell’inanità ma della pericolosità (per la sua orwelliana svalutazione dei fatti) della propaganda olocaustica, fulcro ideologico delle odierne postdemocrazie (la definizione è di Serge Latouche).

Charles Chaplin in “Tempi moderni”, 1936: in tv non si vede più e non è un caso

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