Il viaggio di studio di Jabotinsky a Salt Lake City

Il viaggio di studio di Jabotinsky a Salt Lake City

ZE’EV JABOTINSKY, ISRAELE, I MORMONI E IL MA’ASER (RISCOSSIONE DELLA DECIMA)[1]

Ze’ev Jabotinsky[2] non raggiunse mai la posizione di primo ministro in Israele – ma nonostante ciò è una delle personalità più influenti e (controverse) della storia israeliana. Menachem Begin, Yitzhak Shamir e Benjamin Netanyahu – tutti uomini che possono essere considerati discepoli o seguaci del sionismo revisionista (il movimento politico fondato da Jabotinsky) sono diventati primi ministri di Israele e hanno cercato di attuare, in un modo o nell’altro, alcune delle idee di Jabotinsky. Si potrebbe anche sostenere che David Ben-Gurion, che fu il principale rivale politico di Jabotinsky, finì con l’adottare e attuare in gran parte la politica di Jabotinsky del “Muro di Ferro”[3] (vedi anche qui[4]) – anche se non avrebbe mai ammesso di essere influenzato dalle idee di Jabotinsky.

Anni fa, impegnato ad apprendere quanto potevo sui vari movimenti del sionismo politico, stavo leggendo i due volumi della biografia di Jabotinsky di Joseph. B. Schechtman e mi imbattei in un breve ma molto interessante riferimento all’interazione che Jabotinsky ebbe con i mormoni:

“Strano a dirsi, Jabotinsky rimase indifferente agli Stati Uniti. In una lettera alla signora Vera Weizmann, egli, il 16 gennaio 1922, scrisse: “L’America è un paese noioso. Finora, non ho visto niente qui per cui valesse la pena di varcare l’oceano. È vero che i sionisti e le riunioni impediscono di vedere l’intera prospettiva, così che vi sono forse delle meraviglie che non ho avuto modo di vedere. Ma sono piuttosto annoiato e inizio a essere stanco”. Fu solo nella sue successive visite negli Stati Uniti (nel 1926, 1935 e 1940) che imparò a vedere e ad apprezzare l’”intera prospettiva”, che gli era rimasta celata durante la sua prima visita. Ma anche nel 1921-22 imparò molto dalla sua esperienza americana.
Joseph Smith, il fondatore dei mormoni

“Questa esperienza incluse uno studio di prima mano del principio, riguardante il Keren ha-Yesod[5], del Ma’aser (decima) così come veniva applicato dai mormoni. Uno dei leader del Poalei Zion, Meyer L. Brown, visitò gli insediamenti dei mormoni nello stato dello Utah, e parlò con i loro apostoli, che gli dimostrarono e gli spiegarono il meccanismo di applicazione della decima biblica. “Voi ebrei predicate il Ma’aser, e noi, i mormoni, l’applichiamo”, affermavano orgogliosamente. Brown pubblicò sul giornale del Poalei Zion, Di Zeit, un articolo che descriveva quello che aveva appreso dai mormoni. Impressionato, a quanto pare, da questa descrizione, Jabotinsky avvicinò Brown per ulteriori informazioni, e convennero che Jabotinsky avrebbe fatto un viaggio di studio a Salt Lake City, cosa che fece; egli si procurò anche un’abbondante letteratura sulla vita e l’organizzazione dei mormoni. Non era un compito facile iniziare gli ebrei americani, che all’epoca erano lungi dal capire la portata dei bisogni e delle richieste della Palestina, alla necessità della tassazione delle decime. Ma Jabotinsky premette in modo incessante in tal senso. Il dr. Mordechai Soltes, che nel 1921 era presidente del Keren ha’Yesod ad Arverne, nel Long Island, ricorda che quando Jabotinsky si incontrò con i presidenti delle varie sezioni del Keren ha’Yesod, sottolineò con forza che costoro “non dovevano accettare contributi ordinari, ma pensare in termini di Ma’aser[6]. Uno dei primi risultati di questo approccio, riferisce Soltes, fu che quando egli spiegò la posizione di Jabotinsky ad un uomo che aveva appena offerto cinque dollari, quest’ultimo versò cinquecento dollari.

“Pagine 388-389 di “The Life and Times of Vladimir Jabotinsky: Rebel and Statesman” [La vita e i tempi di Vladimir Jabotinsky: ribelle e statista] di Joseph B. Schechtman”.

Ora non riesco a trovare il riferimento – potrebbe trovarsi, oppure no, in una delle biografie di Jabotinsky – ma durante quello stesso periodo mi imbattei in una qualche informazione che indicava che Jabotinsky dovette avere una corrispondenza con Susa Young Gates[7]. Ho sempre desiderato di saperne di più su queste lettere e sul loro contenuto. Ricordo di essermi fermato allo Jabotinsky Institute[8] di Tel Aviv e di avervi appreso che stavano lavorando alla raccolta di tutte le sue [di Jabotinsky] lettere e che anche loro sembravano interessati. Se qualcuno ha delle idee su come scoprire queste lettere, potrebbe essere interessante vedere ciò che queste due figure dovettero dirsi.

  
[1] Traduzione di Andrea carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.mormonmentality.org/2011/01/31/zeev-jabotinsky-israel-mormons-and-maaser-tithing.htm
[7] Susa Young Gates fu la ventiduesima moglie di Brigham Young, il successore di Joseph Smith, fondatore dei mormoni: http://en.wikipedia.org/wiki/Susa_Young_Gates

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