I coloni di Hebron: “Abbiamo ucciso Gesù, uccideremo anche voi”!

I coloni di Hebron: “Abbiamo ucciso Gesù, uccideremo anche voi”!

PACIFISTA SVEDESE BRUTALMENTE ATTACCATA DA UN COLONO ISRAELIANO[1]
International Solidarity Movement, 18 novembre 2006
Oggi, a Hebron, ad una pacifista svedese diciannovenne è stato rotto uno zigomo da un colono israeliano. Tove Johansson, di Stoccolma, stava oltrepassando il posto di blocco di Tel Rumeida con un piccolo gruppo di pacifisti per accompagnare degli alunni palestinesi alle loro case. Sono stati affrontati da circa 100 coloni divisi in piccoli gruppi, che hanno iniziato a cantare in ebraico “Abbiamo ucciso Gesù, uccideremo anche voi!”, un ritornello che i coloni avevano ripetuto agli internazionali di Tel Rumeida tutto il giorno.  
Dopo circa trenta secondi di attesa, un piccolo gruppo di coloni uomini molto aggressivi ha circondato i volontari internazionali e ha iniziato a sputare loro addosso, a tal punto che gli internazionali hanno descritto tutto ciò come “pioggia”. Poi, i coloni dalle retrovie della calca hanno iniziato a saltar su e a sputare, mentre altri coloni prendevano a calci i volontari da dietro e di fianco.
I soldati, che stavano solo a pochi passi dietro gli internazionali, al posto di blocco, sono rimasti semplicemente a guardare mentre costoro venivano attaccati.
Un colono ha quindi colpito Tove sul lato sinistro del viso con una bottiglia vuota, rompendogliela sul viso e lasciandola con lo zigomo rotto. Lei è immediatamente caduta a terra e il gruppo di coloni che stavano guardando hanno iniziato ad applaudire, ad acclamare e a cantare. I soldati, che fino a quel momento avevano solo guardato, sono venuti avanti e hanno fatto un cenno ai coloni, in un modo che gli internazionali hanno descritto come: “ok…basta, ragazzi…”.
Ai coloni, tuttavia, è stato permesso di rimanere nella zona, e hanno continuato a guardare e ad applaudire mentre gli internazionali cercavano di fermare il flusso del sangue dal viso della donna. Alcuni coloni che stavano sopraggiungendo da un colle hanno persino cercato di scattare foto a se stessi vicini alla ragazza sanguinante, facendo all’obbiettivo il gesto del pollice alzato.
A questo punto, un internazionale è stato condotto in un furgone della polizia e gli è stato chiesto di identificare chi aveva attaccato il gruppo. L’internazionale lo ha fatto, indicando tre coloni che la polizia ha condotto nei propri veicoli. Tuttavia, i coloni sono stati tutti condotti in zone differenti del quartiere e rilasciati quasi subito. Quando un colono è stato rilasciato in Suhada Street, la folla di coloni che stava ancora festeggiando le ferite della donna, ha applaudito e acclamato.
Un colono medico è giunto sulla scena 15 minuti dopo l’attacco e ha immediatamente iniziato a interrogare gli internazionali attaccati sul perché si trovavano a Hebron. Si è rifiutato di aiutare in qualsiasi modo la donna sanguinante giacente per terra.
Cinque minuti dopo che era arrivato il colono medico, è arrivato un medico dell’esercito e ha iniziato a minacciare la donna ferita. Quando più tardi lei è stata messa su una barella, la folla di coloni ha di nuovo applaudito e festeggiato.
Gli ufficiali di polizia presenti sulla scena hanno quindi iniziato subito a minacciare di arresto gli internazionali rimanenti se non avessero lasciato subito la zona, sebbene anch’essi erano stati attaccati.
La donna ferita è stata portata nell’insediamento di Kiryat Arba e poi nell’ospedale Hadassah Ein Keren di Gerusalemme.
Agli internazionali è stato poi detto dalla polizia che la polizia non aveva neppure preso i nomi dei coloni che erano stati identificati dopo aver attaccato gli internazionali e che uno dei principali assalitori aveva semplicemente detto alla polizia che era atteso all’aeroporto entro due ore per tornare in Francia.  

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo:  http://www.ifamericansknew.org/cur_sit/tovej.html

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