Richard Falk sotto tiro per i suoi commenti sull’11 settembre

PERCHÉ IL CLAMORE? LA CHIAMATA ALLE ARMI CONTRO IL RELATORE DELLE NAZIONI UNITE RICHARD FALK, PER AVER ALLUSO ALLE LACUNE NELLA VERSIONE UFFICIALE DELL’11 SETTEMBRE
Di Elizabeth Woodworth, 28 gennaio 2011[1]
Un ex professore di diritto internazionale di Princeton è stato condannato dal segretario generale delle Nazioni Unite e dall’ambasciatore americano alle Nazioni Unite per aver alluso a “un evidente insabbiamento” degli eventi dell’11 settembre 2001.
L’11 gennaio 2011, l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite in Palestina, Richard Falk, ha pubblicato sul suo blog personale un articolo intitolato “Interrogare le uccisioni dell’Arizona da una distanza di sicurezza”[2].
Il dr. Falk, nel post del suo blog, ha espresso il punto di vista tangenziale che i governi abusano troppo spesso della propria autorità trattando “le informazioni scomode come una questione di segreti di stato”.
Per illustrare il punto, si è riferito alle lacune e alle contraddizioni del resoconto ufficiale degli attacchi dell’11 settembre, documentati nelle opere scientifiche del dr. David Ray Griffin, professore emerito di filosofia della religione e di teologia.
“Ciò che sembra più inquietante nella controversia sull’11 settembre è la diffusa avversione, del governo e dei media, per le prove che suggeriscono, come minimo, il bisogno di un’indagine indipendente che proceda senza tabù”, ha scritto Falk
Il 20 gennaio, l’amministratore Hillel Neuer, di UN Watch, un’associazione non governativa europea, ha chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, di condannare le osservazioni fatte da Falk, e di licenziarlo, sostenendo che Falk “ha approvato la teoria del complotto che gli attacchi terroristici dell’11 settembre furono orchestrati dal governo americano e non da terroristi di Al Qaeda”[3].
Il 24 gennaio, in una risposta a Hillel Neuer, Vijai Nambiar, il capo della segreteria di Ban Ki-Moon, ha risposto che il Segretario-generale “condanna queste osservazioni. Egli ha ripetutamente espresso il suo punto di vista che ogni suggestione del genere è assurda – e che è un insulto alla memoria delle oltre 3.000 persone che morirono nell’attacco”[4].
L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha chiesto la rimozione di Falk, dichiarando che “i commenti di Falk sono riprovevoli e profondamente offensivi, e io li condanno con la massima energia”[5].
Sicuramente, alla luce di ciò che Falk ha detto davvero, queste grida di indignazione a sostegno delle vittime sembrano poco più che apoplettiche.
Se le suggestioni di Falk erano così “assurde” e “offensive”, avrebbero potuto essere liquidate come i deliri di un pazzo.
E allora perché dei funzionari hanno tirato fuori i loro cannoni per sparare ad un passero?
Ebbene, tornando al lavoro del professor Griffin, troviamo che vi sono state 115 omissioni e distorsioni nel Rapporto della Commissione sull’11 settembre, sebbene Falk non abbia, nelle sue brevi osservazioni, fornito i dettagli[6].
Una ricerca su Internet rivela 12 associazioni di professionisti che chiedono una nuova indagine, inclusi gli architetti e gli ingegneri per la verità sull’11 settembre (con oltre 1.400 professionisti membri), i pompieri per la verità sull’11 settembre, i funzionari dell’intelligence per la verità sull’11 settembre, gli avvocati per la verità sull’11 settembre, i professionisti della medicina per la verità sull’11 settembre, i piloti per la verità sull’11 settembre, i leader politici per la verità sull’11 settembre, i funzionari dell’esercito per la verità sull’11 settembre, e gli scienziati per la verità sull11 settembre.
Nell’agosto del 2005, il New York Times pubblicò le testimonianze orali di 118 pompieri e lavoratori addetti alle emergenze che riferirono di prove vivide, sbalorditive, di enormi esplosioni, inclusi misteriosi scoppi nelle fondamenta degli edifici molto tempo prima che le torri cadessero[7].
Più di recente, uno studio di nove autori sottoposto a revisione paritaria[8], che ha mostrato che la polvere del World Trade Center sembrava contenere residui di materiale esplosivo (nanotermite), ha fatto scalpore nella prima settimana di febbraio del 2010 su importanti quotidiani danesi[9].
Questa notizia non è mai apparsa sui media nordamericani.
Un sondaggio del dicembre 2010 del prestigioso Emnid Institute ha mostrato che l’89.5% dei tedeschi dubita della versione ufficiale americana sugli attacchi dell’11 settembre[10].
Gli stessi membri della Commissione sull’11 settembre, in un pezzo op-ed[11] del 2008 inviato al New York Times, lamentarono il rifiuto nei confronti della Commissione sull’11 settembre, da parte della CIA, di prove testimoniali: “Ciò che sappiamo è che i funzionari del governo hanno deciso di non informare un ente legalmente costituito, creato dal Congresso e dal presidente, per indagare su una delle più grandi tragedie che questo paese deve affrontare. Definiamo tutto ciò ostruzionismo”[12].
Forse questo passero merita un cannone o due.
In altre parole, il dr. Falk è stato attaccato tanto duramente per rendere le persone timorose di esprimere in pubblico anche la mera possibilità che la versione ufficiale è dubbia?

[6] David Ray Griffin, The 9/11 Commission Report: Omissions and Distortions, Olive Branch Press, 2004.

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