Sulla storicità del Vecchio Testamento: una lettera di don Ennio Innocenti

Sulla storicità del Vecchio Testamento: una lettera di don Ennio Innocenti

Da don Ennio Innocenti ricevo e volentieri pubblico:

Caro Carancini,

la tua domanda sull’incidenza che i risultati delle ricerche archeologiche israeliane[1] possono avere sulla dottrina cattolica dell’ispirazione divina di tutti i libri canonici (dalla quale ispirazione deriva la creduta immunità da errore), merita una risposta.
Anzitutto il fatto che le ricerche in atto non abbiano trovato riscontri non autorizza la conclusione che gli asserti biblici siano falsi, ma solo che gli archeologi non sono in grado, al momento, di confermare.
La valutazione complessiva che alcuni racconti biblici vadano interpretati come narrazione quasi poetica dell’epopea del popolo può apparire ragionata e ragionevole, poggiata su indizi seri e quindi probabile. In tal caso l’ispirazione divina non riguarderebbe l’invenzione dell’epopea ma la decisione dello scrittore sacro di riferirla, in quanto contenente un insegnamento che può essere salutare.
Questo aspetto positivo talvolta può essere suggerito dallo stesso scrittore, talaltra può essere dedotto con i criteri che nella Chiesa sono adottati per la retta esegesi.
È degno di nota che Gesù non cita l’epopea ma solo scritti morali e profetici; è anche degno di nota che le Autorità Israeliane hanno smentito di giustificare le loro azioni belliche con l’epopea antica.
Sottolineo che mentre l’affermazione dell’ispirazione dei libri canonici è dogmatica, soltanto di pochissimi passi biblici si dà interpretazione dogmatica, restando sempre ogni altra interpretazione sotto il controllo del magistero gerarchico per garantire l’armonia del discorso dell’unico Autore principale.
Occorre speciale prudenza nel recepire le valutazioni dei dottori israeliani, in quanto consta che non pochi di essi sono atei (e quindi sfavorevolmente prevenuti) o addirittura marcioniti.
Quanto al “sionismo” che ha voluto l’avventura palestinese, questo è fenomeno “culturale” di ben identificabile natura e genesi.

Cordiali saluti,
don Ennio Innocenti
[1] https://www.andreacarancini.it/2010/10/sulla-storicita-del-vecchio-testamento-2/

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