Luigi De Magistris era meglio come magistrato

Luigi De Magistris era meglio come magistrato

Qualche giorno fa Luigi De Magistris ha rilasciato un’intervista assai significativa – ASPETTIAMOCI UNA NUOVA STAGIONE DI BOMBE. INTERVISTA A LUIGI DE MAGISTRIS[1] – che segna un punto di non ritorno rispetto al suo precedente ruolo istituzionale. Se infatti, quando era magistrato, De Magistris aveva il merito di indagare a 360 gradi, adesso, da politico, colpisce solo a 180 gradi.

Per capirci, è giusto – nella detta intervista – puntare il dito sul rapporto tra mafie e poteri occulti. È giusto riferirsi alla “delegittimazione a mezzo stampa, alla violenza morale, ai proiettili istituzionali, al cosiddetto uso illegittimo del diritto” (chiaro il riferimento, oltre che al suo caso personale, a quello di magistrati come Gabriella Nuzzi[2], che stavano indagando proprio sulla sottrazione subita a suo tempo da De Magistris delle sue inchieste). Giusta anche la menzione delle “cricche” e dell’inchiesta sulla P3, una vicenda “che è inquietante soprattutto perché vede coinvolti un numero enorme di magistrati che rivestono ruoli apicali”.

Quando però De Magistris attribuisce[3] la deriva criminosa in questione ai “poteri deviati” e alle “massonerie deviate” (evidentemente contrapposte a massonerie “per bene”) si capisce che ha ormai passato il guado della politica politicante.

Proprio uno come De Magistris, che a suo tempo condusse un’inchiesta da paura[4] sul massone NON deviato Giancarlo Elia Valori (e che per questo ha subìto il trattamento di cui sopra) dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che la suddetta espressione non è solo fuorviante ma anche mistificante. Ma non li vede, De Magistris, i personaggi che festeggiano regolarmente Valori alla presentazione dei suoi libri[5]? Avi Pazner, Gideon Meir, Elio Toaff, Riccardo Di Segni, Paolo Savona…: “deviati” anche loro? Via, siamo seri!

Trovo poi decisamente unilaterale attribuire, come fa l’ex magistrato, la corruzione presente nelle istituzioni – che è trasversale per definizione (come dimostrarono a suo tempo proprio le inchieste “Why Not”[6] e “Toghe lucane”[7]) – unicamente allo schieramento berlusconiano, al quale De Magistris arriva addirittura ad addossare il pericolo di una nuova strategia della tensione!

Qui l’europarlamentare dimostra, oltre ad una seria inadeguatezza di analisi, anche quella perdita di obbiettività rimproveratagli recentemente da Clementina Forleo:

“Come vedi”, così gli scrive la nota giudice – “dunque, non è solo un problema “tuo” quello di difendersi a vita per essere stati “scomodi”. Con l’amara differenza che nel mio caso, come nel caso di Carlo Vulpio, gli attacchi di cui parli – come i vergognosi e omertosi silenzi sugli stessi – vengono proprio da persone con cui hai preso ad accompagnarti e da ambienti che hai preso a reputareamici””[8].

De Magistris sbaglia ad imputare a Berlusconi il rischio di una nuova violenza stragista. Quella violenza, storicamente, in Italia, è sempre arrivata su imput di quegli ambienti ovattati, altolocati, magari vellutati che, ormai è notorio, Berlusconi lo detestano. Ambienti come quello, tanto per intenderci, della sede NATO di Bruxelles che, tra le varie sale, ne ha una dedicata proprio a Federico Umberto D’Amato[9], il capo di quell’Ufficio Affari Riservati del Viminale indissolubilmente legato alla detta strategia della tensione[10].

De Magistris sbaglia a interpretare in chiave unicamente italiana (e berlusconiana) il tema del rapporto politica-mafia, ignorando a bella posta gli storici legami di quest’ultima con il governo americano e con la NATO. Il tema meriterebbe una trattazione ad hoc. Qui bastino due esempi, uno storico e uno d’attualità.

Esempio 1. Nel paragrafo “La seconda guerra mondiale”, inserito nella voce “Cosa Nostra” di Wikipedia[11], leggiamo:

“Durante la seconda guerra mondiale, numerosi boss italoamericani, in carcere negli USA (Lucky Luciano e Vito Genovese, per citare i più noti), furono contattati dai servizi segreti americani, chiamato all’epoca OSS (Office of Strategic Service), per essere impiegati con la promessa della libertà al fine di assicurare agli alleati il controllo sull’isola. Non furono contattati solo boss americani ma anche italiani, come Vincenzo Di Carlo, Calogero Vizzini e Giuseppe Genco Russo.
Questi contatti avevano lo scopo di facilitare lo sbarco alleato sulle coste siciliane e successivamente, quando il controllo dell’isola era affidato agli alleati, a mantenere l’isola stabile dal punto di vista politico. In particolar modo, quando l’isola tornò sotto il controllo italiano, la mafia fu utilizzata, e quindi involontariamente le si permise di riprendersi dopo l’era di Mori, in funzione anti-comunista”.

A parte il termine “involontariamente”, il resto è ineccepibile. La detta “funzione anticomunista” è proseguita poi nei decenni successivi, con il carico di sangue che conosciamo.

Esempio 2, di stretta attualità. De Magistris ha citato le “recenti intimidazioni ai magistrati calabresi e allo stesso Procuratore della Repubblica”. Forse gli è sfuggito che, proprio nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata calabrese, il mese scorso la Polizia ha rinvenuto – durante un’operazione nel quartiere “Archi Cep” di Reggio Calabria – 400 munizioni da guerra, la cui gran parte portava il marchio NATO[12]. Non so a De Magistris, ma a me, quando ho letto dell’episodio in questione, la memoria, chissà perché, è corsa alle casse di munizioni siglate NATO dell’arsenale di Castelfranco Veneto, quello legato alla strage di Piazza Fontana[13].

Tra questi due estremi cronologici, abbiamo 60 anni di “misteri” – i cosiddetti “misteri” italiani – in cui la connection mafio-massonico-atlantica è una costante. Riferire i primi due termini dell’intreccio omettendo regolarmente il terzo (le ingerenze americane) non è corretto da parte di De Magistris e di chi, come lui, sembra ossessionato solo dalla malefatte di Berlusconi.

Inoltre, i termini equivoci “poteri deviati” e “massonerie deviate” perpetuano un analogo equivoco, quello degli immancabili “servizi deviati”.

A proposito di questi ultimi, mi sono spesso chiesto: ma non sarà che la locuzione “servizi deviati” è un paralogismo messo avanti per evitare, in modo preventivo, che l’opinione pubblica associ le predette stragi ad altolocate cariche istituzionali? Perché, come si sa, i primi referenti dei servizi, per lo meno dal 1977, sono i Presidenti del Consiglio: sono loro ad essere responsabili di eventuali deviazioni, quanto meno oggettivamente (principio della responsabilità oggettiva). Guarda caso, l’unico giudice che a suo tempo ebbe l’ardire di associare esplicitamente il nome di un Presidente del Consiglio (Rumor) ad una strage (quella di Piazza Fontana) subì dai suoi colleghi un trattamento non dissimile da quello citato all’inizio di questo pezzo.

Sto parlando di Guido Salvini[14].

Comunque, visto che siamo in tema, desidero esprimere la mia personale gratitudine di cittadino a Gianni Letta: da quando è lui ad avere la delega dei servizi, questi ultimi hanno smesso di essere “deviati”. Non architettano più stragi (al massimo qualche patacca: il finto documento di Santa Lucia sulla casa di Montecarlo[15], il finto attentato a Belpietro). Le ultime stragi italiane sono avvenute, infatti, in coincidenza di governi tecnici (Ciampi) o paratecnici (Amato), non certo sotto le presidenze berlusconiane.

Qualcuno a questo punto, come ha fatto ieri Beppe Grillo sul suo blog, potrebbe imputare a Letta (e a Berlusconi) la responsabilità del famigerato Nigergate[16], la produzione cioè dei falsi documenti serviti a suo tempo a George W. Bush come giustificazione dell’aggressione all’Iraq del 2003. Se la cosa fosse vera sarebbe gravissima ma, trattandosi di campagna di stampa lanciata all’epoca da “Repubblica” – proprietà di quel Carlo De Benedetti che lo stesso Beppe Grillo afferma essere “uomo degli americani”[17] – la cautela è d’obbligo. Tanto più che un esperto di intelligence quale Gianni Cipriani ha definito la presunta patacca del SISMI “inverosimile” e una “ritorsione americana per il caso Calipari e – più in generale – per la gestione della vicenda ostaggi in Iraq, che ha fortemente irritato Washington”[18].

In quell’occasione, “Repubblica” attribuì direttamente al governo la responsabilità dei (presunti) illeciti del SISMI. Evidentemente, l’unico Presidente del Consiglio per cui non vale il paralogismo dei “servizi deviati” è proprio Berlusconi, l’unico – per i suoi accusatori – per il quale vale sempre il principio che “non poteva non sapere”.

In realtà, da questo punto di vista – Gianni Letta, come detto, si è dimostrato una sicurezza – mi sembra che, più di Berlusconi, bisognerebbe temere i suoi nemici. Certo, se Berlusconi dovesse perdere la Presidenza del Consiglio, perderebbe anche il controllo dei servizi, e allora il discorso potrebbe cambiare…

[1] http://www.antimafiaduemila.com/content/view/31755/78
[2] http://toghe.blogspot.com/2009/01/gabriella-nuzzi-lascia-lanm.html . Vedi anche l’intervista alla dr. Nuzzi: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/12864/78/
[3] “Penetrazioni che avvengono con il sorriso, con la cravatta, con la carta di credito, con i professionisti e con la borghesia mafiosa. Penetrazioni invisibili e per questo difficili da quantificare, ma sicuramente enormi. E a fare da collante sono i poteri deviati, le massonerie deviate e i poteri occulti”.
[4] https://www.andreacarancini.it/2009/12/oliviero-diliberto-il-komunista/
[5] http://archiviostorico.corriere.it/2007/maggio/22/Toaff_imam_Bernabei_per_libro_co_8_070522001.shtml
[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Why_not
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_de_Magistris
[8] http://carlovulpio.wordpress.com/2010/11/14/lettera-aperta-di-clementina-forleo-gip-di-cremona-allex-pm-di-catanzaro-ora-eurodeputato-idv-rinviato-a-giudizio-per-omissione-di-atti-dufficio-non-aver-indagato-su-altri-magistrati-di-lecce-e/
[9] http://blog.paperogiallo.net/2010/05/lo_sbirro_gourmet.html
[10] http://masaghepensu.splinder.com/post/22793520/SPIE+DI+CASA+NOSTRA…+++Dall
[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Cosa_Nostra
[12] http://forum.politicainrete.net/regno-delle-due-sicilie/82996-la-nato-arma-la-mafia.html
[13] http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/
[14] http://archiviostorico.corriere.it/1998/febbraio/11/Stragi_decise_Usa_Rumor_sapeva_co_0_9802118306.shtml
[15] http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/23/la-stamperia-di-stato-di-saint-lucia-il-documento-tulliani-e-una-patacca/64006/
[16] http://it.wikipedia.org/wiki/Nigergate
[17] http://www.beppegrillo.it/2010/11/27/wikileaks_e_la_fuga_di_notizie.html
[18] http://www.giannicipriani.it/Articoli/03_novembre_2005.htm

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