Spidocchiare i nuovi arrivati: un confronto tra Auschwitz e El Paso

Spidocchiare i nuovi arrivati: un confronto tra Auschwitz e El Paso

A detta di Friedrich Paul Berg[1], le procedure di disinfestazione ad Auschwitz-Birkenau, Dachau e altrove, furono essenzialmente le stesse di quelle usate dagli Stati Uniti ad Ellis Island[2]. Lo stesso Berg mi segnala che una descrizione dettagliata di tali procedure venne fornita dal servizio sanitario nazionale americano nel 1919[3]. La differenza tra queste e quelle seguite dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale sta nel fatto che le prime, per disinfestare i vestiti, usavano il vapore invece dello Zyklon B.

A seguire presento la traduzione del testo del 1919:

SPIDOCCHIARE

Metodi usati dai funzionari del servizio sanitario nazionale

In riferimento all’interessante articolo sulla febbre delle trincee, pubblicato in un’altra pagina di questo rapporto, e in particolare alla luce della diffusione della febbre tifoide in varie zone dell’Europa, non sarà inutile descrivere brevemente le procedure di spidocchiamento normalmente effettuate dai funzionari della quarantena del servizio sanitario nazionale degli Stati Uniti. La procedura qui descritta è stata effettuata con successo nel contrasto al pericolo di introduzione del tifo a El Paso nell’inverno e nella primavera del 1916-17, e viene ancora effettuata lì con successo.

Tutte le persone che giungono a El Paso provenienti dal Messico, delle quali si ritenga probabile l’infestazione dai parassiti, vengono inviate in questa struttura per essere disinfettate.

Gli uomini e le donne vengono separati, gli uomini entrano in un lato dell’edificio e le donne con i bambini nell’altro. In locali appositi, tutti i vestiti vengono tolti e immessi da un’apertura del muro nella stanza di disinfezione, dove i mucchi di vestiti vengono messi nel carrello-camera a vapore predisposto per riceverli. Scarpe, cappelli, cinture, e altri capi danneggiabili dal vapore vengono calati da un’altra apertura in un grande cesto da biancheria e, se necessario, trattati con il cianuro.

Le persone che hanno denaro o oggetti di valore mettono tali oggetti in un sacchetto di cotone legato con una cordicella e provvisto di uno scontrino di ottone numerato. La copia di questo scontrino, allegata ad una tessera, viene data al proprietario, che se la cinge al collo mentre fa il bagno.

Dopo che tutti i vestiti sono stati tolti e trattati nella stanza della disinfezione, le persone nude passano davanti ad un guardiano, uomo o donna, a seconda del sesso, prima di entrare nei bagni. Questo guardiano ispeziona le teste per vedere se vi sono pidocchi. Se i pidocchi ci sono, i capelli degli uomini e dei bambini vengono tagliati con le forbici, e deposti su carta da giornale, che viene poi avvolta e bruciata. Alle donne che hanno pidocchi sulla testa viene applicata sui capelli una miscela di cherosene e aceto in parti uguali, con un asciugamano a coprire i capelli. L’acido acetilico diluito scioglie le uova dai capelli, e il cherosene uccide o tramortisce i pidocchi adulti, che vengono eliminati lavando la testa e i capelli con acqua calda e sapone. Se necessario, la procedura viene ripetuta per rimuovere tutte le uova.

Dopo essere stati ispezionati dal guardiano, viene spruzzata sui corpi da un serbatoio sopraelevato una miscela di sapone, quindi le persone vengono condotte ai bagni. Il serbatoio del sapone è un bidone da 5 galloni[4] con un beccuccio alla base, cui è collegato un tubo di gomma; un meccanismo simile a quello delle siringhe della fontana controlla lo spruzzo. Il sapone viene ottenuto bollendo una parte di scaglie di sapone in quattro parti di acqua e aggiungendo poi due parti di olio di cherosene. Tutto ciò si solidifica una volta freddo e una parte di questa gelatina di sapone viene aggiunta a quattro parti di acqua calda, ottenendone un buon sapone liquido con un costo molto basso.

Il guardiano sorveglia il lavaggio, e quando il bagno è finito le persone sottoposte al trattamento passano in altre stanze e aspettano i loro vestiti, che vengono loro restituiti dall’”apertura pulita” della camera a vapore. Sui mucchi dei vestiti non vengono apposti gli scontrini di identificazione; ognuno recupera il proprio fagotto.

Quando i vestiti ammucchiati vengono portati nella stanza di disinfezione, vengono messi tutti insieme nel carrello della camera a vapore la quale, una volta riempita, viene chiusa. Nella camera viene prodotto un vuoto che va da 10 a 15 pollici[5], e viene quindi introdotto il vapore bollente fino a quando il manometro indica 20 libbre[6], che dà una temperatura di 259° Fahrenheit. Questa viene mantenuta per 10 minuti, per assicurare la penetrazione di tutti i mucchi, dopo di che la camera viene aperta.

La produzione di un secondo vuoto di 10 pollici e il suo mantenimento per 10 minuti asciugherà i vestiti completamente, ma nel clima secco di El Paso non è necessario.

Dopo che le persone sono rivestite, passano in un’altra stanza, dove chiedono la restituzione di eventuali bagagli. Vengono ispezionate dal caposquadra dell’impianto, e vengono tutte vaccinate.

Il tempo richiesto per la sterilizzazione dei vestiti va da 25 a 35 minuti, dipende dalla quantità di vestiti nella camera. L’efficacia di questo procedimento è stata accertata inserendo un termometro dentro mucchi di vestiti situati in zone differenti della camera, in alto, in basso, in mezzo, alle estremità, fino a quando l’operatore ha appreso in modo esatto da tali test per quanto tempo trattare i vestiti. I pidocchi e le loro uova vengono uccisi da una rapida esposizione a 212° F., ma si ottengono facilmente temperature più alte e vengono mantenute per assicurare l’efficacia.

[1] Il cui sito web è: http://www.nazigassings.com/
[2] http://ita.vho.org/043_Crematorio_di_ellis_island.htm
[3] http://www.nazigassings.com/PDFs/DelousingElPaso.pdf
[4] Un gallone è pari a 4,54 litri.
[5] Pollice: misura lineare pari a 2,54 centimetri.
[6] Libbra: circa 454 grammi.

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