Quando Rudolf Vrba ammise di non aver mai visto gasazioni omicide

Quando Rudolf Vrba ammise di non aver mai visto gasazioni omicide

FORNITA UNADESCRIZIONE ARTISTICA’

Sopravvissuto non vide mai vere gasazioni omicide

Di Dick Chapman, The Toronto Star, 24 Gennaio 1985[1]

Il sopravvissuto di un campo di concentramento ha ammesso ieri di non aver mai visto nessun gasato e che il suo libro su Auschwitz-Birkenau è solo “una descrizione artistica…non un documento per un tribunale”.

Rudolf Vrba [foto], attualmente professore assistente all’università di B. C., ha detto al processo Zündel che le sue descrizioni, scritte e illustrate, dei crematori e delle camere a gas di Auschwitz sono basate su “ciò che avevo sentito dire come probabilmente avvenuto”.

Zündel è accusato di aver intenzionalmente diffuso false notizie sull’Olocausto che mettono in pericolo o che potrebbero mettere in pericolo la tolleranza razziale o sociale.

L’avvocato difensore Douglas Christie ha contestato la prima testimonianza di Vrba, secondo cui aveva visto un soldato nazista delle SS munito di maschera antigas versare del gas tossico in un bunker seminterrato connesso ad un crematorio di Birkenau.

Vrba ieri ha ammesso di non essere mai stato dentro quel bunker, dopo che Christie aveva ipotizzato che quello visto da Vrba era il tetto di una camera mortuaria, non di una camera a gas.

Vrba ha anche ammesso che alcune delle migliaia di donne, anziani e bambini che a suo dire erano stati condotti al loro arrivo direttamente nelle camere a gas potevano essere diretti nei locali docce.

“Sì. Alcuni di loro in realtà andarono lì (nei locali docce) e la maggior parte andarono nelle camere a gas”, ha detto Vrba, che ha affermato che molti bambini vennero gasati a morte.

Vrba ha detto che i suoi disegni del 1944 della pianta di Auschwitz erano imprecisi e Christie ha ipotizzato che Vrba non sapeva neppure dove fossero ubicati i locali docce.

Christie ha detto che i nuovi arrivati dovevano marciare tra due crematori per arrivare ai locali docce, ma Vrba ha sostenuto che l’area in questione terminava in una “strada senza uscita” e che “nessuno uscì mai da lì tranne che sotto forma di fumo”.

Vrba, che fuggì dal campo nel 1944, con lo scopo di avvertire un milione di ebrei ungheresi del loro imminente sterminio, ha sostenuto di aver formulato una stima esatta (“con un margine di errore del 10%”) delle 1.765.000 vittime dello sterminio uccise fino a quel momento.

Ha detto che alcuni passaggi narrativi del suo libro I cannot forgive [Non posso perdonare] sono basati su resoconti altrui.

Una volta, Vrba ha detto che ci volevano 90 minuti per cremare un corpo, un’altra ha detto che ci volevano 20 minuti.

“Ho incluso anche informazioni che ho sentito da fonti attendibili”, ha detto Vrba, per spiegare i cambiamenti della sua versione successiva.

L’affidavit di Vrba del 1961 cita un documento del processo di Norimberga relativo alle camere a gas di Auschwitz e sostiene che esso conferma la [precedente] testimonianza di Vrba.

Quando Christie ha fatto notare che i documenti (del “governo nazista”) non dicono nulla riguardo alle camere a gas, Vrba ha risposto: “Potrebbe essere un errore di stampa”.

Vrba, il cui libro afferma che il numero totale dei morti di Auschwitz è di 2.500.000, ha testimoniato [in tribunale] che gli storici dell’Olocausto Raul Hilberg e Gerald Reitlinger sono stati limitati dalla “disciplina storica” quando hanno formulato stime più basse – 1 milione, e 850.000, rispettivamente – e non avevano il vantaggio delle esperienze di prima mano di Vrba.

Vrba ha anche detto che le stime crescenti sulla mortalità di Auschwitz nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale “mostrano precisamente che studiosi migliori con metodi migliori stanno migliorando costantemente le informazioni”.

Egli ha difeso gli “errori in buona fede” delle sue descrizioni di Auschwitz del 1944, da lui redatte due settimane dopo essere fuggito, dovuti alla “grande fretta” di avvertire gli ebrei.
FINE

Nota di David Irving: Va detto che Rudolf Vrba, alias Walter Rosenberg, non è un sopravvissuto qualsiasi: lui e un certo Wetzler sostennero di essere fuggiti dal campo nella primavera del 1944, e fu la loro orripilante testimonianza oculare, riveduta dai capi della comunità ebraica slovacca, che venne diffusa nel Novembre 1944 dal War Refugee Board di Washington (di fatto, da Henry Morgenthau che agiva da dietro le quinte, e contro la volontà dei due altri membri del Board, Henry Stimson e Cordell Hull).

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.fpp.co.uk/Auschwitz/docs/controversies/liars/Vrba/Vrba240185.html

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