La petizione per l’abrogazione della legge Gayssot

La petizione per l’abrogazione della legge Gayssot

PETIZIONE PER L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE GAYSSOT E PER LA LIBERAZIONE DI VINCENT REYNOUARD[1]

La legge Gayssot, votata nel Luglio 1990, probisce il fatto di « contestare (…) l’esistenza di uno o più crimini contro l’umanità quali sono definiti dall’articolo 6 dello statuto del tribunale militare internazionale [detto di Norimberga] annesso all’accordo di Londra dell’8 Agosto 1945 ». Oggi, 20 anni dopo, questa legge permette alla giustizia francese di mettere in prigione il francese Vincent Reynouard, padre di otto figli, per aver scritto un opuscolo di 16 pagine intitolato « Holocauste? Ce que vous cache… » [L’Olocausto? Quello che vi nascondono], nel quale egli contesta l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento nazisti. È in forza di una condanna nel 2007 da parte del tribunale di Saverne (Basso Reno) a un anno di prigione senza condizionale, confermata l’anno seguente dalla corte d’appello di Colmar – che gli infligge anche un’ammenda e dei danni-interessi per un totale di 60.000 euro – che Reynouard è rinchiuso nella prigione di Valenciennes (Nord).

Le posizioni politiche di Reynouard, che si dichiara nazionalsocialista, che difende una forma di razzismo e una versione radicale del cattolicesimo tradizionale, non fanno che porre in modo più chiaro la questione della libertà di espressione all’altezza dei suoi principi.

Una delle acquisizioni della Rivoluzione Francese è precisamente tale libertà di espressione. Se questa è limitata in caso di ingiurie, di diffamazione, di pornografia, di attentato alla sicurezza dello Stato o ai suoi simboli, di istigazione a delle azioni illegali immediate o di falsi allarmi, essa non lo è mai stata, nella Francia repubblicana, per delle opinioni scientifiche, storiche, filosofiche o religiose, quali che fossero. Si può legalmente pensare e dire ciò che si vuole sui regimi di Stalin, di Mao, di Pol Pot, di Mussolini e dello stesso Hitler, ma a condizione di evitare di parlare di ciò che ricade specificamente sotto i rigori della legge Gayssot. La stessa libertà legale esiste per ciò che concerne gli avvenimenti della Bosnia negli anni 1990, del Ruanda nel 1994 o dell’Armenia nel 1915 e, certo, per tutte le guerre e gli orrori presenti o passati, all’infuori di ciò che è stato giudicato a Norimberga.

Perciò questa legge è un’aberrazione assoluta rispetto ai principi del nostro diritto. Noi riteniamo che la legge non debba intervenire nella definizione della verità storica: in uno Stato libero, tale è la funzione degli storici. L’importante è, secondo la formula di John Stuart Mill, di lasciare che la verità e l’errore si affrontino ad armi pari, senza che una legge minacci di gettare in prigione una delle parti.

I firmatari di questa petizione chiedono di conseguenza l’abrogazione più rapida possibile della legge Gayssot e, a titolo provvisorio, la sua non applicazione, così come la liberazione di Vincent Reynouard.

Non si tratta, per i firmatari di questa petizione, di sostenere le idee di Vincent Reynouard ma di difendere il suo diritto ad esprimerle e, in tal modo, di difendere uno dei principi fondamentali della Repubblica francese.

Petizione lanciata su iniziativa di PaulEric Blanrue il 6 Agosto 2010
[1] http://blanrue.blogspot.com/2010/10/la-liste-des-signataires-de-la-petition.html . La petizione è stata chiusa oggi. Al seguente link è possibile leggere l’elenco dei firmatari: http://abrogeonslaloigayssot.blogspot.com/

One Comment
    • Anonimo
    • 28 Ottobre 2010

    Sono uno dei firmatari della petizione.Proprio ieri ho ricevuto una e-mail di ringraziamneto .Devo dire che mi ricordo di avere firmato ma ,forse per l'età, non mi ricordo in quale sito fosse apparsa la petizione.Forza e costanza. rudel

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