Faurisson: “liquidazione” degli ebrei non significava “sterminio fisico”

Faurisson: “liquidazione” degli ebrei non significava “sterminio fisico”

Dal 23 Ottobre, proliferano in rete degli articoli che riprendono una “scoperta”[1] annunciata da un dispaccio AFP, come l’articolo a seguire del “Figaro”, uscito il 23 Ottobre, che faremo seguire da una risposta del professor Faurisson:

Shoah: implicata la diplomazia tedesca[2]

Il Ministero tedesco degli Esteri ha esercitato un ruolo molto più importante di quanto è stato finora ammesso nell’assassinio di milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale, rivela un rapporto scritto da storici cui diversi giornali hanno fatto oggi eco.
(…)
Negli archivi, gli storici incaricati di fare luce sul ruolo del ministero si sono in particolare imbattuti su dei giustificativi di viaggio del responsabile del servizio degli ebrei, Franz Rademacher [foto], che scrive come motivo di una trasferta a Belgrado: “Liquidazione degli ebrei a Belgrado e discussione con degli emissari ungheresi a Budapest”, racconta la FAS [Frankfurter Allgemeine Zeitung].
“Questa visione d’insieme (di ciò che accadde al ministero) è effettivamente sconvolgente”, ha precisato M. Conze. Questo rapporto, che deve essere pubblicato la settimana prossima con il titolo “L’amministrazione”, era stato commissionato nel 2005 dal capo della diplomazia dell’epoca, Joschka Fischer È stato redatto da 4 storici di fama [i cui nomi non sono stati forniti].
FINE
Una nostra corrispondente ha interrogato in proposito il prof. Faurisson ed ecco la sua risposta:

“Liquidazione” non significava “sterminio fisico”. Si trattava di espulsione organizzata. Non ho il tempo di fare una ricerca ma devo aver parlato, non so più dove, del libro di Henry Monneray[3], procuratore francese al processo di Norimberga e autore del libro “La Persécution des Juifs dans les pays de l’Est présentée à Nuremberg” (Centre de documentation juive contemporaine, 1949), libro notevole per il suo titolo (“persecuzione” e non “sterminio”) e per il suo contenuto. Si parla spesso dell’Auswärtiges Amt (AA)[4], di Ribbentrop, di Rademacher, di von Thadden, e non vi si trova nulla di anormale.

Al processo NMT [Nuremberg Military Tribunal] dell’AA, non è comparso nessun documento che attestasse altra cosa che una soluzione finale territoriale della questione ebraica (vedi il famoso memorandum dell’alto funzionario Martin Luther).
RF.

[1] Se ne è parlato anche in Italia: http://www.lettera43.it/articolo/1512/germania-le-verita-scomode.htm
[2] http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2010/10/23/97001-20101023FILWWW00525-shoah-la-diplomatie-allemande-impliquee.php
[3] Il professor Faurisson ha citato Monneray nei suoi Écrits révisionnistes (1974-1998), IV volumi, Pithiviers, 1999, e precisamente nel terzo volume, a p. 1032, e a p. 1384. In rete: http://www.aaargh.codoh.com/fran/livres/ECRITS3.pdf
[4] Il termine tedesco del Ministero degli esteri.

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