Gad Lerner: i nazionalismi sono tutti decrepiti, sionismo compreso

Gad Lerner: i nazionalismi sono tutti decrepiti, sionismo compreso

Sto leggendo il – notevole – libro di Gad Lerner SCINTILLEUna storia di anime vagabonde[1] e vorrei, cammin facendo, condividere ed eventualmente commentare, alcuni passaggi che ritengo particolarmente significativi.

Nel primo capitolo, mi ha particolarmente colpito il seguente passaggio:

“Lungi dall’essere periferie marginali, le regioni orientali, di cui il Novecento ha sconvolto equilibri consolidati da secoli, esprimono un dilemma cruciale del mondo contemporaneo.
Le civiltà mutilate, i loro conflitti latenti, i misteriosi revival culturali, uno dopo l’altro ci sono ripiombati in casa: sono l’habitat in cui ci tocca vivere. È passato un secolo ma sui territori della Mezzaluna non si è trovata un’alternativa efficace al dosaggio fra etnie, nazionalità e confessioni che i sultani turchi avevano codificato nei millet. Così come non hanno trovato ancora pace tanti distretti su cui regnava la nera aquila bicipite degli Asburgo dov’era normale, un tempo, che la processione in onore di sua maestà l’imperatore fosse guidata a braccetto dal pope, dal rabbino e dal parroco.
(…)
Sconfitto il delirio razzista del Terzo Reich, fallita la repressione sovietica delle nazionalità, caduta l’utopia del panarabismo laico, le regioni in cui hanno vissuto i Lerner sono ancora alla ricerca di una composizione armonica. Senza che gli imperi di Istanbul e di Vienna, distrutti dalla Prima guerra mondiale, abbiano trovato dei degni sostituti nella mediazione fra universalità dei diritti di cittadinanza e specificità delle etnie.
Nel frattempo siamo emigrati. Ed è anche per il tramite dei nostri trasferimenti forzati che l’energia, il fascino, la violenza dell’Oriente si sono irradiati da quei luoghi fin nelle metropoli occidentali, diffondendovi spaesamento. Ma non è solo la malinconia degli immigrati, condizione esistenziale moltiplicata per il numero delle diaspore contemporanee, a contagiare le contrade che ci ospitano. Il tramonto dei nazionalismi otto-novecenteschi sta già mutando dovunque la vita quotidiana degli stessi nativi che non hanno una migrazione alle spalle.
Fa male riconoscerlo, perché a quella forma di patriottismo si erano aggrappate moltitudini di persone. Ma i nazionalismi che incontro nel viaggio sono tutti decrepiti, sionismo compreso” (pp. 21-22).

[1] Feltrinelli, 2009.

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