Michael Hoffman intervistato da Kourosh Ziabari

Michael Hoffman intervistato da Kourosh Ziabari

MICHAEL HOFFMAN PARLA DELNEGAZIONISMO DELL’OLOCAUSTO’ E DI ALTRO ANCORA

Di Kourosh Ziabari, 6 Maggio 2010[1]

Il conflitto in corso tra Israele e la Palestina, l’opposizione e l’antagonismo dell’Iran contro Israele, il sostegno americano a Israele e il suo inseparabile allineamento con Tel Aviv, la volontà di Barack Obama di isolare l’Iran in quanto “minaccia esistenziale” per Israele e il negazionismo dell’Olocausto come dibattito ravvivato dal Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sono tutte trame interconnesse nel Medio Oriente dei nostri giorni.

Le equazioni del Medio Oriente sono impostate su questi temi e molte persone, inclusi gli storici, i giornalisti, i diplomatici, i politici, gli scrittori e persino gli artisti si ritrovano dentro a questo cerchio: il cerchio della questione del Medio Oriente.

Il Medio Oriente storicamente è una regione di avvenimenti incredibili e sbalorditivi.È la regione delle religioni abramitiche, dei profeti, di antiche civiltà, di incommensurabili risorse naturali, di grandi uomini della storia e di interminabili conflitti per il potere, la sovranità, l’influenza e la ricchezza.

Michael A. Hoffman si è unito a noi in un’intervista esclusiva per discutere del conflitto israelo-palestinese, della guerra per procura Iran-Stati Uniti, dell’incidenza storica dell’Olocausto e del suo rapporto con le questioni attuali nella regione del Golfo Persico.

Hoffman è un giornalista americano, un romanziere e uno storico revisionista che si presenta come un teorico dei complotti…Non nega l’incidenza dell’Olocausto come fatto storico; ma solleva dubbi sulle sue dimensioni quali vengono descritte dagli storici mainstream. Hoffman dirige il sito web http://www.revisionisthistory.org/

Ecco il testo dell’intervista con Michael Hoffman:

Kourosh Ziabari: L’Iran è apparentemente il primo nemico di Israele, avendo auspicato la distruzione di tale Stato in diverse occasioni. D’altro lato, tutti sanno che Washington è il più ardente sostenitore e l’alleato più stretto di Tel Aviv, poiché considera la sicurezza e la “sovranità” di Israele come la propria priorità di politica estera. C’è qualche affinità ideologica che rende gli Stati Uniti il protettore incondizionato di Israele? La Casa Bianca crede alla mistica profezia che i confini israeliani si estenderanno dal Nilo all’Eufrate?

Michael Hoffman: A livello politico, la Casa Bianca non abbraccia la visione mistica dell’impero israeliano, il Presidente Obama e la sua cerchia ristretta sanno però che il Congresso statunitense è, insieme ai media statunitensi, un territorio occupato da Israele, e quindi sono indotti, dalle pressioni dello zoccolo duro del potere, politico e mediatico, a sostenere gli israeliani.

Ma dietro il governo americano c’è una funzione più profonda, che chiamo la “Criptocrazia” e che ha un orientamento massonico concretatosi in Occidente durante il Rinascimento, tramite i neoplatonici interni alla Chiesa cattolica – e cioè Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, e Reuchlin – che erano profondamente imbevuti dei concetti della Cabala rabbinica. In termini di società segrete occidentali, il sostegno alle pretese mistiche del sionismo è alto, e tale sostegno continua a venire esercitato di nascosto.

Ziabari: Perché lo Stato di Israele è stato praticamente e ideologicamente sacralizzato dalla comunità internazionale? La IAEA è semplicemente impossibilitata a ispezionare gli impianti nucleari di Israele, nonostante il fatto che la Federation of American Scientists e un certo numero di altre fonti credibili abbiano confermato che Israele possiede fino a 200 testate nucleari. Perché le voci influenti sui diritti umani non ritengono Israele responsabile delle atrocità di massa commesse durante il massacro di Gaza?

Hoffman: Se lei si riferisce all’Unione Europea e al segmento europeo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, allora è chiaro che la tracotanza israeliana secondo cui la vita ebraica ha più valore delle vite dei non giudei, è il loro metro di giudizio. Niente di simile ai bombardamenti e alle atrocità terroristiche che gli israeliani perpetrarono contro Beirut nell’estate del 1982, a Jenin nel 2002, in tutto il Libano nel 2006, e a Gaza dal Dicembre 2008 al Gennaio 2009 sarebbero state tollerate per cinque minuti dalla “comunità internazionale” se questi crimini fossero stati commessi contro il popolo giudaico. Vi sarebbero già dei musei e dei film a documentare con le immagini il massacro e le sanzioni e i processi per crimini di guerra contro i perpetratori.

Subito dopo il massacro israeliano di Gaza, Papa Benedetto tenne una conferenza universitaria in cui accusò l’Islam di essere violento. Era come se Gaza non fosse mai avvenuta. Il Vaticano si gloria dei suoi legami con il rabbinato israeliano, lo stesso rabbinato che incoraggia gli atti feroci di Gaza. Questi sono sintomi dell’infiltrazione dei criteri talmudici in Occidente. I giudei sono una categoria più alta dell’umanità. I musulmani, i persiani e gli arabi non sono considerati del tutto umani.

Le nuove accuse riguardanti le “armi di distruzione di massa”contro l’Iran sono tenute a freno solo dal fatto che un analogo inganno è stato rifilato all’Iraq solo di recente. Senza la perdita di credibilità sofferta dagli Stati Uniti per la loro Grande Menzogna sulle armi irachene, tutto ciò avrebbe probabilmente già condotto un’ingenua opinione pubblica americana in guerra contro l’Iran.

Ziabari: All’inizio del loro mandato, i Presidenti americani di solito vanno in Israele e prendono puntualmente parte ai raduni dell’AIPAC. Cosa accadrebbe se un Presidente americano rifiutasse di comportarsi in tal modo e abbandonasse il sostegno a Israele? Il sistema collettivo americano permetterebbe ad un tale individuo di candidarsi e di diventare Presidente?

Hoffman: Se un qualunque Presidente degli Stati Uniti dovesse smettere di inchinarsi alla lobby israeliana e ai suoi numerosi gruppi di facciata, diventerebbe il bersaglio di vituperi incessanti sui media e molto probabilmente verrebbe spinto alle dimissioni, a meno che egli non fosse un leader tanto straordinario da chiedere a Dio di assisterlo contro gli attacchi furibondi. Poiché Dio è onnipotente, un presidente che facesse la volontà di Dio potrebbe prevalere contro la Israel lobby d’America. Altrimenti, un presidente del genere verrebbe sconfitto alla rielezione e provocherebbe la sconfitta del proprio partito nelle elezioni del Congresso e dei governatori.

Ziabari: Gli stati europei di solito professano il loro impegno per la libertà di parola, e per il rispetto dell’umanità, della democrazia e della libertà. Di solito condannano i paesi del terzo mondo che imprigionano i giornalisti e gli accademici per aver espresso le loro opinioni ed idee; ma c’è un certo numero di persone importanti di cui sappiamo che sono state imprigionate semplicemente per aver contestato l’olocausto e la credibilità delle dimensioni che gli si attribuiscono. Davvero il mondo occidentale è una società libera per le voci e i pensieri difformi?

Hoffman: Sto scrivendo un libro sulla libertà di coscienza. Una delle conclusioni è stata che durante le guerre europee di religione, quando i protestanti e i cattolici si uccidevano, censuravano e calunniavano gli uni con gli altri, un martire della libertà di coscienza era considerato tale dai protestanti solo se lui o lei era protestante; con lo stesso criterio, i cattolici consideravano come martire una persona censurata o uccisa per la propria fede solo se era cattolica. Questa mentalità di odio religioso che precludeva un giudizio obbiettivo ha una lunga storia in Occidente. Anche se gli europei, per esempio, oggi sono in maggioranza agnostici o atei, sembrano aver mutuato questo vecchio criterio dalle guerre europee di religione. Di conseguenza, un musulmano che abbandona la propria fede e si rivolta contro di essa ed è perseguitato, è un martire agli occhi dell’Occidente, ma un giudeo che si comporta allo stesso modo con il giudaismo non è un martire ma una persona psicologicamente disturbata, un “ebreo che odia se stesso”.

Gli intellettuali che sfidano le dicerie sulle camere a gas di esecuzione di Auschwitz-Birkenau non sono visti come martiri della libertà di coscienza quando vengono arrestati, multati, picchiati o imprigionati. Sono come i cattolici nell’Inghilterra anglicana o gli ugonotti nella Francia cattolica; appartengono al diavolo e perciò la libertà di parola non si applica loro; non sono neppure martiri della libertà; sono solo criminali.

Negli Stati Uniti, la libertà di parola nella sfera pubblica è garantita grazie ai Padri Fondatori, che proibirono sul suolo americano le guerre di religione e la religione di stato. Non avendo il retaggio della demonizzazione degli avversari nella guerra delle idee, gli americani si rifiutarono di permettere l’imprigionamento degli eretici.

Rispetto a tutto ciò vi fu qualche eccezione: il Presidente John Adams imprigionò il deputato Matthew Lyon per “sedizione”. Abraham Lincoln imprigionò i suoi oppositori e chiuse dei giornali. L’Amministrazione del Presidente Woodrow Wilson rinchiuse critici della guerra come Eugene Debs. Ma il popolo americano non approvò mai queste forme di repressione, erano viste come qualcosa di estraneo – come il dispotismo dei re. George W. Bush cercò di cambiare questa concezione dopo gli attacchi dell’11 Settembre, quando lui e il Vice Presidente Cheney provarono a dotare l’Esecutivo di poteri di tipo regale. Resta da vedere se, in nome della “Sicurezza Nazionale” , gli americani rinunceranno al loro diritto di nascita alla libertà.

In Inghilterra e in Europa, lo slogan della religione di stato era che “l’errore non ha diritti”. Costoro erano certi che lo stato, che fosse rappresentato dalla persona della regina Elisabetta I d’Inghilterra, o dal papa di Roma, o dai Borbone di Francia, o dal luteranesimo in Germania, o dalla teocrazia calvinista in Svizzera, avesse la competenza di decidere legalmente e di dichiarare quali pensieri erano veri e quali erronei. Sebbene oggi l’Europa disprezzi sia Calvino che il papa, molti europei sono figli e figlie zelanti di questa dittatura sulle coscienze. Quindi, quando la Francia e la Germania dichiarano che gli scettici che contestano le camere a gas omicide non hanno diritti, agiscono in base a una mentalità religiosa, come i loro antenati, solo che nel caso attuale la mentalità non è il cattolicesimo o il protestantesimo ma l’Olocaustianità.

Prendiamo la Danimarca, dove gli artisti che hanno creato le vignette che sbeffeggiavano Maometto sono protetti e celebrati e persino pagati. Confrontiamo ora tutto ciò con i due uomini che stanno in prigione in Inghilterra per aver distribuito una satira a fumetti sulle camere a gas intitolata Tales of the Holohoax. Stanno scontando lunghe condanne. L’ipocrisia è sconvolgente.

Ziabari: Qual è l’argomento principale dei negazionisti dell’Olocausto come il Vescovo Richard Williamson, Roger Garaudy e David Irving? Qual è la sua personale opinione sull’accuratezza dei resoconti dell’Olocausto? Le dimensioni di tale evento sono state esagerate in modo ingiustificato? Che dire di quelli che sono vivi oggi, e che conosciamo come sopravvissuti dell’Olocausto, che spiegano le storie dei membri della loro famiglia uccisi in modo orribile nelle macchine spacca-ossa? Che dire delle immagini che ritraggono scene strazianti come quelle dei campi di concentramento e dei cimiteri di massa, come quella che mostra l’ex tenente di vascello americano Ed V. Izac mentre ispeziona il crematorio del campo di concentramento di Buchenwald?

Hoffman: Non si può dire “L’Olocausto non c’è stato”. Affermare questa generalizzazione altamente ambigua significa cadere in una trappola epistemologica. Bisogna specificare ciò che si vuole contestare all’interno di un vasto corpus storico. Lei noterà che il Vescovo Williamson non è caduto in questa trappola e di conseguenza i giornalisti migliori e più attenti si riferiscono a lui solo come un “minimizzatore dell’Olocausto”, non come un “negazionista”. Williamson ha asserito che vennero massacrati dai nazisti circa 300.000 giudei. Questo è un crimine orribile anche senza essere stato perpetrato con il gas tossico.

La parola “Olocausto” può significare qualsiasi cosa, dalle persecuzioni ad orrende gasazioni. Certamente i nazisti perseguitarono crudelmente i giudei e vi furono casi di disordini e uccisioni brutali ispirate dai nazisti qualificabili come pogrom. Si osservi tuttavia che molte nazioni nel corso della storia sono state soggette a pogrom. L’”Olocausto” è considerato un atto di mostruosità senza precedenti; senza paragoni nella storia mondiale. Questa tesi si basa di solito sull’idea che milioni di giudei vennero “gasati” a morte in luoghi come Auschwitz-Birkenau.

Se qualcuno non può, in buona coscienza, credere alle storie degli stermini mediante gas tossico, questo fatto non ci impedisce di affermare che cose molto brutte accaddero ai giudei in mano nazista. Inoltre, il termine olocausto significa morte mediante fuoco. Centinaia di migliaia di civili tedeschi e giapponesi vennero bruciati vivi, deliberatamente, su ordine di Winston Churchill e Franklin Roosevelt durante la seconda guerra mondiale. Anche Stalin uccise milioni di persone. Sono tutti malvagi come Hitler. Non capisco come Hitler occupi una categoria speciale di malvagità, se non in funzione della mentalità talmudica, basata sulle esagerazioni, e della supremazia giudaica.

A differenza di Stalin, Churchill e Roosevelt, Hitler uccise il Popolo Eletto, perciò Hitler è considerato il peggiore di tutti. Io non accondiscendo alla religione del giudaismo, con la sua megalomania, né accondiscendo a questa visione speciale di Hitler. Era un criminale come gli altri.

Chiunque affronti questo argomento deve pensare al di fuori della Neolingua dell’”Olocausto” che è stata imposta artificialmente, a partire dagli anni ’70, per seminare precisamente quel tipo di confusione che emerge quando la negazione dell’”Olocausto” viene equiparata alla negazione che dei giudei innocenti morirono in gran numero durante la seconda guerra mondiale. La domanda immancabile fatta dai sionisti – “Come potete negare che l’Olocausto sia accaduto quando i nazisti hanno distrutto tutta la mia famiglia” – è una funzione della Neolingua orwelliana. Vi prego di studiare il libro di George Orwell 1984, compresa l’appendice, se non lo avete già fatto.

Io non “nego” l’”Olocausto” perché non traffico nella Neolingua. Dubito che milioni di giudei morirono in camere a gas di esecuzione. La scienza e la tecnologia attribuite a una tale operazione di gasazione di massa sono altamente discutibili. Le dicerie sulle gasazioni omicide si basano su un piccolo corpus di “testimonianze” oculari che non vennero mai sottoposte ad un contro-interrogatorio; e su confessioni di personale nazista ottenute sotto tortura e sotto minaccia di morte.

Scrissi la cronaca del processo a Ernst Zundel del 1985, quando i “testimoni oculari” delle presunte gasazioni – come Rudolf Vrba e Arnold Friedman – ritrattarono la loro testimonianza quando vennero contro-interrogati dall’avvocato di Zundel, Doug Christie. Per ogni argomento vi sono due punti di vista. In questo caso, su questo argomento, il punto di vista della difesa non è stato quasi mai sentito. Il governo tedesco post-bellico è diventato preda del sionismo, per certi versi persino più degli Stati Uniti; oggi la Germania è un braccio del sionismo.

Se un sionista ha perso tutta la sua famiglia a causa dei nazisti, mi dispiace per lui o per lei; come mi dispiace per i palestinesi che hanno perso tutte le loro famiglie per mano di Ehud Barak, Ariel Sharon e Menachem Begin; e per gli iraniani gasati a morte dall’esercito di Saddam Hussein su ordine dell’amministrazione del Presidente Ronald Reagan. Non ci dovrebbe essere una gerarchia talmudica delle vittime. Rifiuto questo genere di subdolo razzismo insinuato sotto il manto dell’attivismo olocaustico dei diritti umani.

Ziabari: Israele sta utilizzando l’Olocausto come strumento per ottenere riconoscimenti internazionali e rafforzare la sua posizione nella regione? Perché i paesi europei celebrano commemorazioni e cerimonie particolari per commemorare le vittime dell’Olocausto? Perché qualcosa come quattordici paesi hanno ufficialmente bollato la negazione dell’olocausto come un crimine che può essere ufficialmente perseguito con condanne giudiziarie?

Hoffman: Hitler è il vero fondatore dello “Stato di Israele”. Senza la solidarietà generata dai suoi crimini – sia da quelli veri che da quelli immaginari – contro il popolo giudaico i palestinesi occuperebbero ancora la maggior parte del proprio territorio.

Vi sono troppe responsabilità per quello che gli israeliani hanno sfruttato a loro vantaggio. I musulmani e gli arabi non sono riusciti a costruire neppure un museo dedicato all’olocausto israeliano contro la Palestina e il Libano. Essi avrebbero dovuto preservare il campo di concentramento di El Khiam, che venne diretto in Libano dai mandatari di Israele del SLA[2], campo che venne poi infine liberato da Hezbollah. I ragazzi e le ragazze musulmani dovrebbero conservare le memorie degli orrori inflitti loro dai sionisti e raccoglierle in diari che dovrebbero essere pubblicati. Il dieci per cento della popolazione della Cisgiordania e di Gaza dovrebbe essere istruita e attrezzata per possedere e utilizzare video camere che registrino, segretamente o in altro modo, i pogrom, le sparatorie, i bombardamenti, le vessazioni e le invettive razziste degli israeliani. Bisognerebbe che ci fossero degli studi di produzione video per raccogliere e pubblicare i loro spezzoni codificati.

Storicamente, i musulmani, i persiani e gli arabi si sono fidati troppo della comunità internazionale e dell’Occidente quali onesti mediatori e negoziatori delle crisi riguardanti il Medio Oriente. È probabile che il rapporto di Richard Goldstone non avrà mai nessuna influenza. Lasciamo che siano gli arabi a compilare in inglese i loro libri sui crimini di guerra, e soprattutto a erigere un loro museo dell’olocausto di livello mondiale sui crimini dei sionisti. Un museo del genere sarebbe l’arma più grande contro la violenza dei sionisti, molto più potente di qualunque esercito o aviazione. Lo stato israeliano è una costruzione artificiale. Dipende dalla benevolenza degli Stati uniti e dell’Occidente ed è profondamente sensibile alle pubbliche relazioni.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.com/2010/05/michael-hoffman-interviewed-by-kourosh.html
[2] South Lebanon Army, il cosiddetto “esercito del Sud del Libano”: http://en.wikipedia.org/wiki/South_Lebanon_Army . Vedi anche: http://www.difesa.it/Operazioni+Militari/Operazioni+internazionali+in+corso/Libano-UNIFIL-Leonte/antefatto.htm

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